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Debito delle imprese in Europa: quali Paesi si indebitano di più

In questa foto d'archivio del luglio 1996, lo skyline della città vecchia di Lussemburgo è visibile dall'altro lato della profonda gola che attraversa la città.
In questa foto d’archivio del luglio 1996, lo skyline della città vecchia di Lussemburgo è ripreso dall’altro lato della profonda gola che attraversa la città. Diritti d'autore  PAUL AMES/AP
Diritti d'autore PAUL AMES/AP
Di Piero Cingari
Pubblicato il
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Sette Paesi europei superano la soglia di debito aziendale della Commissione europea, ma i dati indicano altro: pesa la finanza delle multinazionali, non la fragilità delle imprese.

Quando in Europa ci si preoccupa del debito, l'attenzione si concentra di solito sui governi. Ma anche le imprese si indebitano, e i Paesi dove le aziende devono più soldi non sono quelli che ci si aspetterebbe.

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Nuovi dati di Eurostat mostrano che il debito delle imprese varia nettamente all'interno dell'Unione europea. Sette Stati membri hanno un debito societario superiore alla soglia di allerta della Commissione europea, fissata all'85% del PIL, anche se con alcune precisazioni.

Le cifre mettono in luce un divario netto: alcune delle maggiori economie europee presentano un debito societario relativamente contenuto, mentre diversi dei più piccoli centri finanziari del blocco guidano la classifica.

Che cosa misurano questi numeri

L'indicatore confronta il debito delle società non finanziarie con il prodotto interno lordo di ciascun Paese.

Comprende i prestiti bancari e i titoli di debito, come le obbligazioni societarie, ma esclude banche, assicurazioni e altre istituzioni finanziarie.

I prestiti tra imprese situate nello stesso Paese vengono inoltre eliminati, per evitare doppie contabilizzazioni.

In tutta l'Unione europea, alla fine del 2025 il debito delle imprese era pari al 70,1% del PIL.

Nell'area dell'euro il rapporto era leggermente più alto, al 71,6%. Entrambi i valori sono vicini al minimo degli ultimi quasi vent'anni. Riflettono una forte crescita nominale dell'economia negli ultimi anni, che ha superato l'aumento dell'indebitamento societario.

Perché la soglia di allerta dell'85% è importante

La Commissione europea utilizza la soglia dell'85% del PIL nell'ambito della Macroeconomic Imbalance Procedure (procedura per gli squilibri macroeconomici).

La soglia è stata introdotta dopo la crisi finanziaria globale e la crisi del debito sovrano dell'area euro, come indicatore di un possibile eccesso di indebitamento del settore privato.

Superare tale soglia non indica automaticamente una situazione di difficoltà finanziaria né fa scattare sanzioni.

Spinge invece la Commissione a valutare se l'elevato debito rifletta vere vulnerabilità economiche oppure fattori strutturali che gonfiano le statistiche.

I sette Paesi europei con il debito societario più elevato

7. Belgio — 90,6% del PIL

La posizione del Belgio è dovuta in gran parte al suo ruolo di lunga data come base per le multinazionali che gestiscono la loro finanza interna.

Per anni, i gruppi internazionali hanno creato società di finanziamento in Belgio per sfruttare regimi fiscali favorevoli. Gran parte del debito rappresenta quindi finanziamenti infragruppo, più che prestiti alle società operative belghe.

La Banca nazionale del Belgio stima che, una volta escluse queste operazioni di finanziamento interno, il debito delle imprese scenda intorno a due terzi del PIL, ben al di sotto del dato Eurostat.

6. Francia — 91,6% del PIL

La Francia è un caso diverso.

A differenza di vari Paesi più in alto in classifica, il suo alto debito societario è considerato in generale un vero problema macroeconomico, non un semplice artefatto statistico.

La Banque de France ha ripetutamente indicato le imprese francesi come le più indebitate tra le grandi economie dell'area euro. Anche tenendo conto delle ingenti disponibilità liquide di molte società, la leva finanziaria resta ben al di sopra della media dell'area euro.

La banca centrale ha inoltre avvertito che le aziende francesi affrontano costi di servizio del debito relativamente elevati rispetto a molti concorrenti europei.

5. Paesi Bassi — 106,3% del PIL

Il posizionamento dei Paesi Bassi è dovuto in gran parte al loro ruolo di centro finanziario internazionale.

Secondo la Commissione europea, le multinazionali rappresentano circa il 60% di tutto il debito societario registrato nel Paese. Gran parte di questo debito consiste in finanziamenti tra diverse entità dello stesso gruppo.

La banca centrale olandese segnala da tempo la vasta rete di società che convogliano investimenti internazionali senza svolgere un'attività economica significativa nei Paesi Bassi.

Se si escludono queste società, il debito delle imprese olandesi appare molto meno anomalo.

4. Cipro — 107,3% del PIL

Cipro presenta uno schema simile, ma su scala ancora più ampia.

La Banca centrale europea stima che le società con poca o nessuna attività economica reale rappresentino la maggior parte delle attività e passività internazionali del Paese.

Oltre l'80% degli investimenti transfrontalieri che passano per Cipro è veicolato attraverso queste entità a scopo speciale.

Di conseguenza, una quota consistente del debito registrato nelle statistiche ufficiali riflette strutture di finanziamento internazionali, più che prestiti alle imprese che operano nell'economia cipriota.

3. Svezia — 108,6% del PIL

La Svezia è uno dei pochi Paesi in cima alla classifica in cui il debito riflette principalmente prestiti alle imprese nazionali.

Gran parte è concentrata nel settore immobiliare commerciale.

Le società immobiliari svedesi si sono fortemente indebitate negli anni dei tassi di interesse eccezionalmente bassi, finanziandosi sia presso le banche sia sui mercati obbligazionari.

Quando i tassi sono aumentati bruscamente dopo il 2022, il settore è diventato una delle principali vulnerabilità finanziarie del Paese.

2. Danimarca — 115,4% del PIL

L'alto livello di indebitamento delle imprese in Danimarca è anch'esso in larga misura reale.

Le maggiori aziende internazionali del Paese, tra cui Novo Nordisk, DSV, Carlsberg e Ørsted, si sono rivolte sempre più ai mercati obbligazionari internazionali per finanziare la loro espansione.

Secondo Danmarks Nationalbank, l'indebitamento tramite obbligazioni societarie è triplicato negli ultimi cinque anni.

La maggior parte di questo debito è detenuta da investitori esteri ed è spesso emessa tramite controllate con sede fuori dalla Danimarca, a conferma della dimensione globale delle imprese danesi.

1. Lussemburgo — 251,1% del PIL

Il Lussemburgo fa storia a sé.

Il debito delle imprese supera di oltre due volte e mezzo la produzione economica annua del Paese, il rapporto di gran lunga più elevato nell'Unione europea.

Eppure, la stessa banca centrale del Paese avverte che questo dato può essere facilmente frainteso.

Il Lussemburgo ospita migliaia di società di holding e di finanziamento di proprietà estera, il cui debito è in gran parte compensato da attività finanziarie.

Più che indicare un eccesso di indebitamento delle imprese nazionali, il dato riflette il ruolo del Lussemburgo come uno dei principali centri mondiali della finanza societaria internazionale.

Italia e Grecia raccontano una storia opposta

La sorpresa più grande si trova forse all'estremità opposta della classifica.

Pur avendo i più alti livelli di debito pubblico nell'Unione europea, pari al 146% del PIL in Grecia e al 137% in Italia alla fine del 2025, i loro settori societari restano tra i meno indebitati dell'area euro.

Il debito delle imprese era pari al 58,6% del PIL in Grecia e al 55,1% in Italia, entrambi ben al di sotto della media UE.

In entrambi i Paesi il debito è concentrato soprattutto nel settore pubblico, più che tra le imprese private.

Perché i Paesi piccoli dominano la classifica

Quattro dei cinque Paesi in cima alla classifica – Lussemburgo, Paesi Bassi, Cipro e Belgio – sono economie relativamente piccole.

Ciò si spiega in gran parte con il loro ruolo di hub finanziari internazionali.

Questi Paesi ospitano migliaia di holding e veicoli di finanziamento utilizzati dalle multinazionali per gestire investimenti e finanziamenti interni oltre confine.

Benché queste entità svolgano spesso un'attività economica limitata nel Paese ospitante, nelle statistiche ufficiali sono classificate come società non finanziarie.

Un importante dettaglio metodologico contribuisce inoltre a innalzare i valori.

Eurostat esclude i prestiti tra imprese situate nello stesso Paese, ma i finanziamenti tra società appartenenti allo stesso gruppo multinazionale restano inclusi quando attraversano i confini nazionali.

Nei centri finanziari internazionali, questi flussi infragruppo transfrontalieri rappresentano una quota rilevante del debito societario registrato, gonfiando i rapporti complessivi.

Questo spiega perché le banche centrali di Paesi come Belgio e Lussemburgo pubblicano misure alternative che eliminano queste strutture di finanziamento e mostrano livelli di indebitamento societario interno sensibilmente più bassi.

Che cosa mostra davvero la classifica

A prima vista, i dati sembrano indicare che le imprese più indebitate d'Europa siano concentrate in Lussemburgo, Cipro e Paesi Bassi.

In realtà, queste cifre raccontano tanto il modo in cui le multinazionali scelgono di organizzare la propria finanza quanto l'indebitamento delle imprese nazionali.

Una volta escluso l'effetto dei centri di finanziamento internazionale, il quadro cambia sensibilmente.

La Francia emerge come l'eccezione più evidente: l'unica grande economia europea che combina un alto debito pubblico con un indebitamento societario realmente elevato.

A differenza di molti piccoli Paesi in cima alla classifica, la banca centrale francese ritiene che la leva finanziaria delle imprese rappresenti una vera vulnerabilità macro-finanziaria, e non solo una distorsione statistica.

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