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Petrolio giù a 80 dollari al barile, borse in rialzo mentre Trump esalta l'intesa con l'Iran

Tre trader al lavoro sul parquet della Borsa di New York, 3 giugno 2026
Tre operatori di borsa al lavoro sul parquet della Borsa di New York, 3 giugno 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Richard Drew
Diritti d'autore AP Photo/Richard Drew
Di Quirino Mealha
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Lunedì mattina il petrolio è sceso di oltre il 5% dopo che Donald Trump ha annunciato un’intesa di pace con l’Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

I prezzi del greggio sono arretrati lunedì, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha confermato un accordo quadro con l'Iran e le due parti hanno annunciato la revoca dei rispettivi blocchi dello stretto di Hormuz.

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Al momento della stesura, il contratto con scadenza più ravvicinata sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) perdeva quasi il 6% rispetto alla chiusura di venerdì, attestandosi intorno a 80 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, cedeva circa il 5% a circa 83 dollari al barile.

Trump annuncia un accordo quadro con l'Iran e la riapertura dello stretto di Hormuz

Le concessioni specifiche fatte da ciascuna delle parti restano ancora poco chiare e ci sono interrogativi sul fatto che il primo ministro di Israele rispetterà il ritiro delle truppe dal sud del Libano che, secondo il primo ministro del Pakistan, è incluso nell'accordo quadro.

Benjamin Netanyahu non ha ancora affrontato pubblicamente né l'accordo quadro né la questione del Libano. Secondo quanto riferisce la CNN, il primo ministro israeliano sta cercando un incontro urgente con il presidente statunitense Donald Trump dopo il vertice del G7 di questa settimana.

I mercati, tuttavia, stanno reagendo rapidamente alla prospettiva di una graduale riapertura dello stretto di Hormuz e alla possibilità che la guerra con l'Iran sia più vicina alla conclusione che a una nuova escalation.

La firma del nuovo accordo quadro, appena annunciato, è al momento prevista per venerdì.

Mercati europei, asiatici e statunitensi

In apertura, anche le Borse europee sono salite sulla scia delle notizie di progressi significativi verso la fine della guerra con l'Iran.

Sia l'Euro Stoxx 50 sia il più ampio indice paneuropeo Stoxx 600 hanno aperto con rialzi superiori all'1%.

Il FTSE 100 di Londra, il DAX 30 di Francoforte, il FTSE MIB di Milano, l'IBEX 35 di Madrid, l'AEX di Amsterdam e lo CH20 di Zurigo segnavano tutti progressi compresi tra lo 0,5% e l'1% rispetto alla chiusura di venerdì.

A guidare i rialzi è stato il CAC 40 di Parigi, in progresso di quasi l'1,5%.

Negli Stati Uniti, lo S&P 500 guadagnava oltre l'1,5% e il Nasdaq 100, a forte componente tecnologica, saliva di oltre l'1,2% nella prima ora di contrattazioni.

La nuova grande matricola del listino, SpaceX, viaggiava anch'essa su livelli superiori di circa l'8% rispetto alla chiusura di venerdì, all'inizio della sua prima settimana completa di negoziazioni.

Nelle contrattazioni di lunedì in Asia-Pacifico, i mercati sono balzati in rialzo durante la notte: il Kospi sudcoreano è salito di oltre il 5%, recuperando il calo del 4% registrato venerdì, mentre il Nikkei 225 di Tokyo guadagnava a sua volta circa il 3%.

L'S&P/ASX 200 australiano è avanzato dello 0,8%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong è salito di circa lo 0,5% e l'SSE di Shanghai ha registrato un rialzo superiore all'1,5%.

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