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Amazon investe 10 miliardi in Europa: 25.000 nuovi posti di lavoro e robot nei magazzini

Il logo di Amazon è esposto durante una conferenza stampa, il 28 settembre 2011, a New York.
Il logo di Amazon è esposto durante una conferenza stampa, il 28 settembre 2011, a New York. Diritti d'autore  AP Photo/Mark Lennihan
Diritti d'autore AP Photo/Mark Lennihan
Di Roselyne Min
Pubblicato il
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Amazon lancia una delle sue maggiori scommesse in Europa: oltre 10 miliardi di euro per ampliare e modernizzare nei prossimi anni la rete di magazzini e consegne nel continente.

Amazon sta avviando una massiccia campagna di investimenti in Europa, con oltre 10 miliardi di euro destinati all’espansione e alla modernizzazione della sua rete di magazzini e consegne in tutto il continente nei prossimi anni.

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L’annuncio, arrivato giovedì a Londra durante l’evento di Amazon "Delivering the Future", segue la comunicazione secondo cui il gruppo nel 2025 ha investito oltre 60 miliardi di euro in Europa, il suo maggiore impegno annuale nel continente. Una cifra che dà la misura dell’ampiezza di questa nuova spinta.

Una parte dei nuovi fondi sarà destinata alla robotica e all’automazione nei centri di distribuzione.

Amazon spiega che questi sistemi sono progettati per svolgere le mansioni più gravose dal punto di vista fisico, come lo spostamento di carichi pesanti o i sollevamenti ripetitivi, consentendo ai dipendenti di concentrarsi su altre attività all’interno dei siti.

Tra le tecnologie incluse nell’investimento c’è una nuova versione di Proteus, il robot autonomo per i magazzini di Amazon, che secondo l’azienda sarà in grado di comprendere le istruzioni dei dipendenti formulate in linguaggio naturale.

La nuova ondata di investimenti servirà anche ad ampliare e ammodernare i centri di distribuzione, i grandi magazzini di Amazon in cui gli ordini vengono preparati, imballati e spediti. Saranno introdotte nuove tecnologie e aumentata la capacità in tutte le attività europee.

Amazon non ha indicato nel dettaglio quali centri di distribuzione europei beneficeranno del nuovo piano da 10 miliardi di euro. La sua rete di centri è già presente in diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Secondo il gruppo, gli investimenti sosterranno anche la creazione di 25.000 nuovi posti di lavoro nei centri di distribuzione in Europa nei prossimi anni.

Amazon ha inoltre annunciato un fondo da 1 miliardo di dollari (860 milioni di euro) per la formazione mirata dei lavoratori entro il 2030, nell’ambito di un più ampio programma globale da 2,5 miliardi di dollari per lo sviluppo delle competenze.

L’azienda afferma che le risorse permetteranno ai dipendenti di prepararsi a ruoli in ambiti come cybersicurezza, sviluppo software, logistica, energie rinnovabili e meccatronica. Il programma sarà disponibile in alcuni Paesi europei, tra cui il Regno Unito.

I numeri evidenziano la portata della crescente presenza di Amazon in Europa. Secondo il gruppo, l’azienda sostiene già oltre 1,5 milioni di posti di lavoro nel continente: 230.000 dipendenti diretti di Amazon, più di 400.000 persone nella forza lavoro allargata, compresi appaltatori e lavoratori stagionali, e oltre 600.000 posti di lavoro legati alle 200.000 piccole imprese ed esercenti europei che vendono tramite Amazon.

L’annuncio arriva mentre l’Europa fa i conti con la fuga verso gli Stati Uniti di alcune delle sue aziende più promettenti e con il proprio ruolo nella corsa globale all’intelligenza artificiale e alla robotica, in cui Cina e Stati Uniti avanzano a velocità vertiginosa.

Secondo un rapporto (fonte in inglese) dell’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, tra le start-up nate in Europa tra il 2008 e il 2021 che in seguito hanno raggiunto lo status di unicorno, quasi il 30% ha trasferito la propria sede all’estero, per lo più negli Stati Uniti.

I responsabili politici europei stanno promuovendo misure per facilitare la nascita, la crescita e il radicamento delle imprese nel Vecchio Continente, tra cui EU Inc., un’iniziativa che consentirebbe alle start-up di registrarsi una sola volta e operare più facilmente in tutto il blocco.

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