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Eurozona, la ripresa che non c'è. L'inflazione sale al 7,5% ad aprile

Inflazione in rialzo
Inflazione in rialzo Diritti d'autore Martin Meissner/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Martin Meissner/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Di Debora Gandini Agenzie:  Agenzie internazionali
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Nell'Eurozona rallenta il PIL e aumentano i prezzi di luce e gas e dei prodotti alimentari. La guerra pesa sulle economie ma secondo la BCE non ci sarà una recessione nel 2022

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La frenata è arrivata. Le economie dei paesi europei, che iniziavano a poco a poco a riprendersi dalla pandemia, hanno subito una battuta d’arresto a causa della guerra in Ucraina, con un considerevole aumento dei prezzi per luce e gas e per i prodotti alimentari. L’energia ha registrato un rialzo del 38%, mentre i prezzi dei prodotti alimentari non trasformati sono incrementati del 9,2%.

Nell’Eurozona l’inflazione, arrivata al 7,5%, continua ad accelerare, almeno secondo i dati preliminari dell'Ufficio statistico europeo(EUROSTAT). Su base mensile i prezzi al consumo dovrebbero aver registrato un incremento dello 0,6% dal +2,4% del mese precedente. L'inflazione core - che esclude energia, cibo e tabacchi - viene stimata al 3,5%, evidenziando su base mensile un incremento dell'1,1%.  

I dati nel dettaglio

Nel dettaglio dei dati, la contrazione si è registrata per l’economia italiana, pari allo 0,2%, mentre la Francia ha avuto una crescita zero e quella spagnola è rallentata allo 0,3%. L’appiattimento del Pil francese nel primo trimestre segna un forte rallentamento rispetto all’aumento del tasso di crescita dello 0,8 per cento negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Si salva la Germania con +0,2%. L’agenzia statistica federale ha affermato che l’espansione dell’economia è stata dovuta soprattutto a maggiori investimenti, mentre il commercio ha avuto un impatto negativo sulla crescita.

Si tratta dell'aumento più consistente da quando è stata introdotta la moneta unica. Sul fronte dei dati macro, gli investitori si sono concentrati principalmente sul PIL statunitense del 1° trimestre 2022, sceso dell’1,4% su base annuale, ben al di sotto rispetto alle previsioni che lo vedevano in crescita dell’1,1%.

Le prospettive della BCE

Secondo la Banca Centrale Europea non ci sarà una vera recessione quest’anno, ma l’inflazione è destinata a rimanere alta nei prossimi mesi. Il conflitto sta pesando pesantemente sulla fiducia delle imprese e dei consumatori.

Il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha dichiarato che l’inflazione è “molto vicina” al picco, anche se ha avvertito che non scenderà al di sotto del 4% nel 2022, presentando il report annuale della Banca Centrale al Parlamento europeo.

Per il numero due della Bce la crescita resterà positiva anche nel peggiore scenario possibile. Certamente però la ripresa è stata compressa dalla guerra che getta un’“ombra scura” su tutta l’Europa e le cui conseguenze vanno oltre ogni capacità di previsione. “Con le restrizioni legate alla pandemia che pesano ancora sull’attività economica, è probabile che la crescita dell’area dell’euro sia stata debole nel primo trimestre di quest’anno”, ha concluso Luis de Guindos. 

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