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Scenario-horror per l'Italia. Secondo l'Ocse il pil crollerà

Scenario-horror per l'Italia. Secondo l'Ocse il pil crollerà
Diritti d'autore Fernando Vergara/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Alberto De Filippis
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Se ci fosse una seconda ondata di covid in autunno il calo del pil potrebbe superare il 14%

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L'OCSE ha avvertito mercoledì che lo shock per l'economia e gli standard di vita causati dalla pandemia di COVID-19 è "senza precedenti e avrà effetti a lungo termine". Il Pil italiano è stimato in caduta libera fino a -14% nello scenario peggiore, cioè davanti a una seconda ondata in autunno. Nello scenario di base invece il crollo del prodotto interno lordo sce nde dell’11,3% quest’anno. Ma esplode il debito pubblico in salita del 170% in caso di nuova epidemia.

Per districarci sui numeri abbiamo parlato con il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria:  "Prima di tutto stiamo parlando di un calo meno del 6% dell'economia mondiale nel 2020. Sempre che la pandemia non ritorni. Se dovessimo avere una seconda ondata si potrebbe arrivare a una contrazione del 7,5% o forse anche di più. Dipende se ci sarà una ripresa progressiva oppure un'impennata".

Scenari catastrofici

Nel caso di una seconda ondata di coronavirus, si diceva. La Francia potrebbe essere quella messa peggio. Forse anche per questo l'esecutivo transalpino ha deciso di rivedere al rialzo gli interventi economici. Anche negli Usa però la situazione è complicata. Il paese si prepara al voto per eleggere il presidente a novembre le stime segnalano rispettivamente -8,5% e -7,3%, rispetto al +3% promesso da Donald Trump fino a gennaio.

Oltre ai problemi economici tuttavia, ci sono anche quelli sanitari e il modo in cui i vari paesi cercheranno di arginare le problematiche correlate. 

Continua Gurria: " "Il futuro dell'Europa è l'integrazione. Con un'Europa integrata staremmo meglio. Il livello di benessere aumenterebbe. I sistemi sanitari non sono di competenza della Commissione europea. Sono la responsabilità di ciascuno dei paesi. Quindi, in pratica, hai a che fare con politiche diverse e modi diversi di affrontare diversi modi in cui leggi i numeri e reagisci ai numeri. Alla fine però, se hai un approccio abbastanza costante puoi avere un risultato generalizzato". 

La speranza dunque, è quella di arrivvare a un vaccino per poter evitare lo scenario peggiore

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