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Trump: "Dal 2027 stop agli aiuti militari a Israele", annuncio durante il voto di metà mandato

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che l'idea è stata proposta per la prima volta dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. FILE
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che l'idea è stata proposta per la prima volta dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. ARCHIVIO -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Simon Ormiston
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Trump ha anche ammesso che la decisione è legata alle critiche dei politici di sinistra

Donald Trump annuncia lo stop agli aiuti militari statunitensi a Israele a partire dal 2027. Washington non verserà più i circa 4 miliardi di dollari all'anno destinati al suo principale alleato in Medio Oriente, ma continuerà a vendergli armi. Il presidente americano ha motivato la decisione sostenendo che il governo israeliano non ha più bisogno di quei finanziamenti.

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L'annuncio è arrivato martedì, durante un'intervista telefonica a Fox News, mentre negli Stati Uniti erano in corso le elezioni di metà mandato. Trump ha spiegato che l'ipotesi era stata avanzata dallo stesso primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e che i due ne discutevano da circa un paio d'anni.

"Guardate, diamo loro 4 miliardi di dollari in beni e denaro, e non ne hanno bisogno", ha dichiarato il presidente americano.

Trump ha collegato la questione anche al dibattito politico interno, sostenendo che gli aiuti a Israele erano diventati un bersaglio fin troppo facile per i suoi critici.

Tra questi ha citato Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan e dichiarato oppositore delle politiche israeliane.

Negli Stati Uniti, a differenza di Francia, Spagna, Italia e numerosi altri Paesi europei, non è previsto un periodo di silenzio elettorale che impedisca ai politici di fare campagna o rilasciare dichiarazioni nel giorno del voto. Le restrizioni riguardano principalmente la propaganda nelle immediate vicinanze dei seggi e sono disciplinate dalle singole leggi statali.

L'accordo decennale da 38 miliardi di dollari

L'attuale intesa tra Washington e Tel Aviv prevede aiuti militari per complessivi 38 miliardi di dollari nell'arco di dieci anni. Firmato nel 2016, durante la presidenza di Barack Obama, l'accordo resta in vigore fino al 2028.

La dichiarazione di Trump ha provocato le prime reazioni in Israele. L'ufficio di Netanyahu non ha rilasciato commenti immediati, mentre Gadi Eisenkot, suo principale rivale politico, ha criticato duramente il modo in cui è emersa la notizia.

Secondo Eisenkot, è pericoloso che l'apparato della difesa israeliana abbia appreso dai media di un possibile cambiamento così importante nei rapporti con Washington. Il leader ha chiesto che Netanyahu venga sostituito.

Tensioni con l'Iran nello Stretto di Hormuz

L'annuncio della Casa Bianca è arrivato in una fase di rinnovata tensione nel Golfo Persico. Un funzionario statunitense ha riferito che le forze americane hanno condotto attacchi difensivi contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz, utilizzati per l'impiego di missili terra-aria. La televisione di Stato iraniana ha inoltre riferito di esplosioni sull'isola di Qeshm.

Mohammad Bagher Qalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione negoziale di Teheran, ha dichiarato che l'Iran ha fornito a Washington una "risposta ferma e razionale". Ora, ha aggiunto, spetta agli Stati Uniti evitare una nuova escalation.

Intervenendo in Parlamento, Qalibaf ha ribadito che il Paese resta pronto a reagire, "con il dito sul grilletto", senza tuttavia fornire dettagli sul contenuto della risposta trasmessa agli americani.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP, AP

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