Gli attacchi contro l'Iran sono arrivati alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, e a poche ore di distanza da una dichiarazione di Trump nella quale il capo di Stato parlava di progressi nei negoziati con Teheran
Gli Stati Uniti hanno effettuato attacchi contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz. A farlo sapere, nella giornata di lunedì 2 novembre, è stato un funzionario statunitense, che ha parlato a condizione di mantenere l'anonimato. La fonte ha descritto i raid come "difensivi", mirati contro "iraniani che utilizzano missili terra-aria contro mezzi statunitensi".
Esplosioni sull'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz
Al contempo, i media iraniani hanno riferito di cinque esplosioni sull'isola di Qeshm, situata proprio nello stretto. Soltanto poche ore prima, il presidente degli Usa Donald Trump aveva parlato di progressi nei negoziati con Teheran: "L'Iran vuole un accordo, il prima possibile. Potrebbe accadere!", aveva scritto il capo di Stato di Washington sulla sua piattaforma di social media Truth.
Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato ai giornalisti che sia lui sia Trump rimangono ottimisti riguardo "alle prospettive di poter arrivare a un accordo negoziato". E anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato lunedì che sono in corso colloqui indiretti con gli Stati Uniti tramite mediatori.
"Data la sensibilità e la gravità dell'attuale situazione, le consultazioni e le discussioni sono molto intense", ha detto Araghchi ai media statali. "Qatar e Pakistan stanno svolgendo un ruolo di mediazione molto attivo in questi negoziati".
Il conflitto in Medio Oriente è diventato un tema politico nella campagna per le elezioni di metà mandato
Gli attacchi sono arrivati alla vigilia delle elezioni di metà mandato, che decideranno se Trump potrà godere di un Congresso a lui favorevole nella seconda parte della sua amministrazione. I primi seggi apriranno alle 6 ora locale (le 12 in Italia) in alcuni Stati della costa orientale americana.
La guerra di Washington in Iran rappresenta un tema politico sempre più divisivo e un fattore che contribuisce al calo di consensi di Trump, con gli americani che disapprovano sempre più il conflitto, in particolare per le sue conseguenze economiche. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, tra Iran e Oman, in condizioni normali trasporta circa un quinto del petrolio mondiale. Il passaggio è quasi del tutto bloccato da quando la guerra è iniziata a fine febbraio.