Il ministro ha difeso la sicurezza della linea Madrid-Siviglia ma ha rivendicato la propria responsabilità politica. Ha anche annunciato che non farà parte delle prossime liste elettorali
Il ministro spagnolo dei Trasporti, Óscar Puente, ha annunciato martedì le proprie dimissioni durante un'audizione davanti alla Camera dei deputati, dopo il disastro ferroviario di Urda, a Toledo, che ha provocato 69 morti.
Puente ha definito la sua decisione "positiva per il Paese e per la democrazia" e ha rivendicato il valore della responsabilità politica, affermando che "non è vero che tutti i politici siamo uguali".
Ha inoltre annunciato che non farà parte delle prossime liste elettorali, spiegando che con questa scelta intende "essere all'altezza del mio partito".
Nel suo intervento, il ministro ha difeso la sicurezza della linea ad alta velocità Madrid-Siviglia, teatro dell'incidente ferroviario di Urda, che ha causato 69 morti e circa 200 feriti.
"Non è un’infrastruttura né abbandonata né dimenticata", ha assicurato, ricordando che il governo ha avviato un piano di rinnovo da 780 milioni di euro.
Durante la sua audizione, Puente ha spiegato che il centro di controllo di Adif, l'azienda pubblica delle ferrovie in Spagna, ha autorizzato l’AVE coinvolto a riprendere la marcia nonostante il guasto del sistema di sicurezza LZB, mentre un altro treno di Iryo restava fermo più avanti.
Il convoglio ha percorso circa 25 chilometri a oltre 160 chilometri orari prima che si producesse la collisione. Il ministro ha inoltre difeso l’affidabilità del sistema LZB e ha annunciato nuovi strumenti tecnologici per rafforzare la sicurezza ferroviaria.
Le critiche delle opposizioni e lo sciopero dei ferrovieri
La portavoce del Partito popolare (PP), Ester Muñoz, ha contestato al ministro che la sua responsabilità "non è spiegare gli incidenti mortali, ma evitarli".
Anche la portavoce di Vox, Pepa Millán, ha accusato Puente di "scaricare le responsabilità" su altri e criticato il suo atteggiamento dopo la tragedia. "Non ha né dignità né vergogna", ha dichiarato, mettendo in discussione la sua permanenza alla
Nel frattempo, il comitato aziendale di Adif ha deciso di promuovere uno sciopero per il 17 novembre per chiedere miglioramenti alla sicurezza ferroviaria, anche se la mobilitazione non è stata ancora formalmente proclamata.
La protesta si inserisce in un clima di crescente preoccupazione per la sicurezza della rete, dopo gli incidenti di Adamuz e Urda, avvenuti a soli 9 mesi di distanza.