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Spagna, incidente Urda: completata l'identificazione delle 69 vittime: 54 spagnoli e 15 stranieri

Il personale dell'Ambasciata degli Stati Uniti arriva per controllare le vittime in un centro sportivo trasformato in centro medico dopo la collisione a Urda, il 28 ottobre 2026
Il personale dell'Ambasciata USA arriva per assistere le vittime in un centro sportivo convertito in centro medico dopo lo scontro a Urda, il 28 ottobre 2026 -  Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Rafael Salido
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Completate l'identificazione delle vittime e la rimozione dei vagoni deragliati. La Guardia Civil ha interrogato una ventina di lavoratori ferroviari e il Governo approverà aiuti per le famiglie colpite e i superstiti del disastro

L'identificazione delle 69 vittime dell'incidente ferroviario di Urda è stata conclusa, come ha confermato lunedì il Centro Integrado de Datos (CID). Del totale dei deceduti, 54 erano spagnoli e 15 avevano altre nazionalità, incluse due cittadine italiane.

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Il processo si è completato dopo l'arrivo dei familiari di tre vittime straniere, due australiane e una giapponese, date ancora per disperse.

Allo stesso tempo, le squadre di emergenza hanno finito di rimuovere dai binari gli ultimi vagoni che rimanevano sul luogo del sinistro, avvenuto lo scorso 28 ottobre. Si tratta degli ultimi due vagoni del treno di Iryo, i numeri 7 e 8, che avevano riportato i danni di minore entità.

I resti dei convogli sono stati trasferiti in una località sicura e resteranno a disposizione dell'autorità giudiziaria per agevolare le indagini. La Guardia Civil mantiene comunque le operazioni di ricerca di possibili resti biologici nella zona dell'impatto, con la previsione di concludere le ultime battute questo martedì.

Alle operazioni partecipano agenti della Polizia giudiziaria, unità cinofile e droni. Il perimetro di sicurezza stabilito per ordine giudiziario continua a essere vigilato per impedire l'accesso di persone non autorizzate. I lavori di riparazione dell'infrastruttura ferroviaria non inizieranno fino al termine di queste operazioni.

Per quanto riguarda i feriti, la loro evoluzione è favorevole. In totale 81 persone sono già state dimesse. Altre 29 restano ricoverate in centri sanitari di Castilla-La Mancha, nove di loro in unità di terapia intensiva e 20 in reparto. Inoltre dieci pazienti sono stati trasferiti in ospedali di Madrid e Andalusia.

La Guardia Civil ascolta le testimonianze di una ventina di lavoratori

L'indagine giudiziaria avanza ora nel chiarimento di le circostanze che hanno circondato l'incidente e, in particolare, delle decisioni adottate nel Centro de Regulación y Control (CRC) di Adif a Madrid-Puerta de Atocha nei minuti precedenti la collisione.

La Guardia Civil ha già interrogato circa una ventina di persone, per lo più lavoratori ferroviari che si trovavano nel centro di controllo quando si è verificato il sinistro. Le dichiarazioni sono state rese principalmente tra giovedì e venerdì della scorsa settimana e hanno riguardato operatori, personale di supporto, lavoratori in formazione e supervisori ferroviari.

Tra gli interrogati figura l'operatore che, secondo le registrazioni audio diffise dopo l'incidente, autorizzò il treno AVE di Renfe a continuare a circolare "normalmente" quando il convoglio di Iryo era fermo sul binario. L'uomo, accompagnato da un avvocato, si è avvalso del diritto di non rispondere agli inquirenti.

Gli investigatori cercano di determinare chi decise di riprendere la circolazione ferroviaria e quali informazioni avevano i responsabili del centro di controllo sulla presenza di un treno fermo alcuni chilometri più avanti.

Si esamina inoltre se siano state impartite istruzioni per accelerare il ripristino del traffico dopo un guasto informatico che aveva provocato la sosta di fino a sei treni in un tratto di poco più di 60 chilometri.

L'indagine dovrà chiarire, inoltre, se esistano discrepanze tra le registrazioni audio del centro di controllo e i registri ufficiali delle comunicazioni telefoniche tra i responsabili della circolazione, così come se gli interventi si siano adeguati ai protocolli di Adif. La giudice che istruisce il caso ha richiesto la documentazione relativa alle procedure applicate prima, durante e dopo l'incidente. Il procedimento rimane sottoposto a segreto giudiziario.

Puente riferisce al Congresso e il Governo approverà aiuti per le vittime

Il ministro dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, Óscar Puente, comparirà questo martedì in Parlamento per informare i deputati sull'incidente ferroviario.

L'opposizione chiederà le sue dimissioni o la sua rimozione, in una sessione in cui la maggioranza assoluta dell'assemblea si è schierata contro la sua permanenza alla guida del dicastero.

Puente ha già escluso pubblicamente di lasciare l'incarico. Il ministro ha spiegato di aver messo il proprio mandato a disposizione del presidente del Governo, Pedro Sánchez, ma che quest'ultimo ha respinto la sua uscita giudicandola "ingiusta".

Da parte sua, il Consiglio dei ministri approverà questo martedì un decreto legge con un pacchetto di aiuti per i colpiti, secondo quanto annunciato da Sánchez. Le misure seguiranno il modello dello scudo di protezione messo in marcia dopo il precedente incidente ferroviario di Adamuz, a Córdoba.

Il pacchetto si articolerà in quattro assi: aiuti economici che raddoppieranno l'importo dell'assicurazione obbligatoria dei passeggeri, un meccanismo specifico per anticipare il pagamento delle indennità, una copertura migliorata per le vittime che hanno bisogno di una assenza per incapacità temporanea e l'apertura di uffici di assistenza integrale e personalizzata nelle delegazioni e sottodelegazioni del Governo corrispondenti ai luoghi di residenza dei colpiti.

Sarà lo stesso Puente a dettagliare il contenuto delle misure nella conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio dei ministri.

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