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Polonia, crisi alla Corte costituzionale: Święczkowski tenta di riprendere il controllo

Tribunale costituzionale
Tribunale costituzionale -  Diritti d'autore  AP Photo/Czarek Sokolowski
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Di Jan Bolanowski
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Per capire l'attuale situazione bisogna tornare al conflitto sulla composizione della Corte costituzionale. Alla base c'è lo status dei giudici scelti dal Sejm, il cui giuramento non è stato accolto dal presidente Karol Nawrocki

Il conflitto attorno alla Corte costituzionale entra in una nuova fase. Il presidente Bogdan Święczkowski ha annunciato che insieme agli altri giudici cercherà di riprendere il controllo dell'istituzione. Per sabato ha annunciato un tentativo di ingresso nell'edificio della Corte.

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"La Corte sono i giudici della Corte, non l'edificio che è stato illegalmente preso dagli usurpatori. Facciamo tutto il possibile per ribaltare questa situazione" ha dichiarato Bogdan Święczkowski davanti alla sede dell'istituzione.

Święczkowski si è riferito in questo modo agli eventi di venerdì, quando sette giudici scelti dal Sejm sono entrati nell'edificio accompagnati da funzionari del Servizio di protezione dello Stato. Nella notte è arrivato alla sede anche il presidente Karol Nawrocki, che ha definito le azioni dei nuovi giudici come una presa di controllo forzosa di un organo costituzionale dello Stato.

Święczkowski annuncia un incontro tra sette giudici

Bogdan Święczkowski ha dichiarato che tenterà ancora sabato di entrare nella sede della Corte. Secondo il suo racconto, le persone che si trovano attualmente nell'edificio e si considerano giudici del tribunale avrebbero proposto dei colloqui.

"Noi ovviamente cercheremo oggi di entrare nella Corte costituzionale. A quanto pare queste persone, che si ritengono giudici, vogliono parlare con noi. Nel frattempo stanno arrivando a Varsavia gli altri giudici legali della Corte costituzionale" ha detto il presidente.

Come ha annunciato, verso le ore 11-12 dovrebbe svolgersi un incontro tra sette giudici, che dovranno riflettere insieme su come ripristinare, secondo lui, il funzionamento legale della Corte.

Święczkowski ha rivelato anche di aver parlato con il presidente Karol Nawrocki sulle possibili soluzioni della crisi. Hanno però deciso che non avrebbe accompagnato il capo dello Stato durante la visita notturna al TK. Al suo posto alla Corte sarebbe dovuto andare il vicepresidente Bartłomiej Sochański, che Święczkowski ha definito una persona "più posata".

Perché si è arrivati al conflitto? Scontro sullo status dei nuovi giudici

Per capire l'attuale situazione bisogna tornare alla disputa sulla composizione della Corte costituzionale. La sua fonte principale è la questione dello status delle persone elette dal Sejm alle cariche di giudice, il cui giuramento non è stato accettato dal presidente Karol Nawrocki.

Questi giudici hanno prestato giuramento davanti al presidente del Sejm. Il presidente del Corte Bogdan Święczkowski e il presidente della Repubblica però non li riconoscono come membri a pieno titolo della Corte. La Costituzione polacca afferma che i giudici prestano giuramento davanti al presidente. Non precisa però se si tratti di una funzione puramente cerimoniale o se conferisca al presidente la prerogativa di non accettare il giuramento e bloccare la nomina del giudice.

La coalizione di governo ritiene che la scelta compiuta dal parlamento sia valida e che la mancata accettazione del giuramento da parte del presidente non possa impedire l'assunzione delle cariche.

L'impulso diretto agli eventi di venerdì è stata la decisione della giudice Anna Korwin-Piotrowska, la più anziana per servizio tra i giudici della Corte, di disporre una sospensione dallo svolgimento delle funzioni per il presidente Bogdan Święczkowski e il vicepresidente Bartłomiej Sochański. Lei stessa ha assunto poi la guida del Corte.

Come base giuridica è stato indicato l'articolo 130 della Legge sull'ordinamento dei tribunali ordinari. La norma permette di allontanare immediatamente un giudice dallo svolgimento delle sue funzioni in determinate situazioni, quando lo richiedono il prestigio del tribunale o importanti interessi del servizio. La sospensione può durare fino all'adozione di una decisione da parte del tribunale disciplinare, al massimo per un mese.

Tra le motivazioni figurano, tra l'altro, le azioni della precedente dirigenza del TK che, secondo Korwin-Piotrowska, hanno impedito la convocazione dell'Assemblea generale con la partecipazione di tutti i giudici scelti dal Sejm e hanno portato a irregolarità nella composizione dei collegi giudicanti.

L'applicazione di questa disposizione al presidente della Corte costituzionale solleva però controversie giuridiche. Come scrive "Rzeczpospolita", i giuristi sono divisi nella valutazione se esistessero i presupposti per un simile intervento e se la norma indicata possa essere utilizzata in questa situazione.

Żurek vuole la revoca delle immunità dei vertici della Corte

Un ulteriore elemento del conflitto sono le azioni della procura. Il ministro della Giustizia e procuratore generale Waldemar Żurek ha riferito di aver inviato al Tribunale cinque richieste relative alla revoca delle immunità di Bogdan Święczkowski e Bartłomiej Sochański.

Quattro richieste riguardano il presidente del Corte e una il suo vice. Alla documentazione sono stati allegati 50 volumi di atti relativi alle condotte che vengono loro contestate.

Anna Korwin-Piotrowska ha inoltre annunciato la convocazione dell'Assemblea generale dei giudici del Corte per il 3 novembre. Uno dei suoi compiti sarà l'approvazione del bilancio del Tribunale per il 2027.

Per ora entrambe le parti danno interpretazioni completamente diverse degli eventi. Il previsto incontro tra i sette giudici può portare a nuove decisioni, ma è difficile aspettarsi che da solo chiuda una delle più gravi crisi istituzionali degli ultimi anni.

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