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EU Inc in stallo: quali garanzie per i lavoratori chiedono sindacati e deputati

Belgio, Commissione europea
Belgio Commissione europea -  Diritti d'autore  Harry Nakos/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Harry Nakos/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
Di Evi Kiorri
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I sindacati affermano che la promessa della Commissione di non toccare il diritto del lavoro non chiude le scappatoie del regime 28th. I legislatori non riescono a mettersi d’accordo su come correggerle

Il piano dell'Unione europea per introdurre una forma societaria unica e digitale è bloccato da una domanda che da settimane spacca i legislatori. Quali diritti dei lavoratori si applicano quando un'impresa si costituisce in un Paese ma impiega personale in un altro?

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Il Consiglio ha adottato la sua posizione negoziale il 23 ottobre. Al Parlamento, le votazioni della commissione giuridica su EU Inc. sono state annullate due volte questo mese perché i gruppi politici non hanno trovato un accordo sulla partecipazione dei lavoratori. Una nuova votazione in commissione è prevista per il 5 novembre, con il voto in plenaria fissato per il 12 novembre.

La Confederazione europea dei sindacati (ETUC) sostiene che l'assicurazione fornita dalla Commissione, secondo cui il diritto del lavoro non viene toccato, risponde solo in parte al problema.

Diritti individuali e diritti collettivi

Gli esperti di diritto del lavoro riconoscono in generale che i normali diritti dei lavoratori restano garantiti. In base alle norme europee sul conflitto di leggi, scegliere la legge di un altro Paese in genere non può privare un lavoratore delle tutele obbligatorie del Paese in cui lavora abitualmente.

La lacuna, avvertono i sindacati, riguarda i diritti legati direttamente alla società, in particolare la rappresentanza dei lavoratori ai vertici aziendali. Nella proposta della Commissione, i diritti di partecipazione di una EU Inc. seguono la sede legale. Poiché la società può registrarsi in un Paese senza collocarvi né la direzione né la forza lavoro, i fondatori possono di fatto scegliere il regime di partecipazione al momento della costituzione.

"Vediamo davvero questo rischio", ha dichiarato a Euronews la vicesegretaria generale dell'ETUC Isabelle Schömann, citando dati sulle società europee già esistenti. Secondo lei la prassi è consolidata: "Abbiamo già prove che le imprese cercano una letterbox company, una società cassetta delle lettere". Ha citato dati dell'Istituto sindacale europeo secondo cui il 63% delle Società europee (SE) esistenti sono entità vuote, "di scaffale".

Cosa chiedono i sindacati

L'ETUC chiede che le garanzie siano inserite in articoli vincolanti e non solo nei considerando, che orientano l'interpretazione ma non sono applicabili. Le sue principali richieste sono:

  • Una regola basata sul luogo di lavoro. I diritti collettivi e di partecipazione dovrebbero applicarsi dove i dipendenti lavorano abitualmente. "La legislazione europea non serve a ridurre le protezioni esistenti per i lavoratori", ha detto Schömann.
  • Clausola di non regressione. Quando si sovrappongono più regimi nazionali, deve prevalere il livello di partecipazione più alto.
  • Aggregazione della forza lavoro. I dipendenti di filiali, controllate e società del gruppo dovrebbero essere conteggiati per le soglie nazionali di codeterminazione, così che le imprese non possano spezzettare il personale per restare al di sotto di tali limiti.
  • Una clausola anti-elusione. Dovrebbe coprire le strutture artificiali**, non solo gli assetti "completamente artificiali".**
  • Dati e applicazione. Gli ispettorati del lavoro e i sindacati avrebbero accesso ai dati sulla forza lavoro. Lavoratori e sindacati potrebbero avviare cause nel Paese in cui lavorano e gli abusi gravi potrebbero portare alla perdita dello status di EU Inc.

Le falle individuate dai sindacati

Il mandato del Consiglio introduce una tutela facoltativa per le filiali. I Paesi ospitanti che prevedono norme di partecipazione possono aderire. Una società estera la cui filiale supera la soglia di personale del Paese dovrebbe creare una controllata locale oppure concedere diritti equivalenti. Secondo i sindacati la misura è insufficiente perché è opzionale, riguarda solo le filiali e non tutte le strutture del gruppo e può tenere i lavoratori lontani dal consiglio della casa madre.

La disposizione antiabuso, che consente alle autorità nazionali di intervenire contro assetti "completamente artificiali", è costruita caso per caso e interviene solo a posteriori. Un'impresa con una certa attività reale nel Paese di registrazione potrebbe sfuggirvi anche se ha scelto quel Paese anche per evitare la codeterminazione.

Tra le altre preoccupazioni c'è la rapidità della procedura. Schömann ha affermato che "48 ore sono troppo poche per consentire i controlli preventivi che qualsiasi impresa deve effettuare" e ha avvertito che chiusure rapide possono impedire ai lavoratori di rintracciare salari non pagati e contributi sociali.

Le stock option sono l'altro punto critico. L'ETUC sostiene che non devono sostituire la retribuzione: "Con quelle non puoi pagare la bolletta della luce", ha detto Schömann. "Se vuoi trattenere i talenti, devi pagare quei talenti". La bozza del Parlamento renderebbe i piani di opzioni volontari e vieterebbe di usarli per sostituire il salario o ridurre i contributi sociali.

Startup: "Fare le cose per bene"

Le associazioni di startup respingono l'idea che vogliano indebolire la protezione del lavoro. Simon Schaefer, amministratore delegato della rete di startup Factory, ha firmato una lettera del 15 ottobre che avverte i leader europei che i negoziati stanno svuotando la proposta. La sua priorità è preservare la libera scelta della sede amministrativa, che considera ciò che rende EU Inc. una vera alternativa al Delaware.

Sul tema delle frodi, Schaefer è netto. "Siamo d'accordo con ogni tentativo e sforzo per prevenire le frodi", ha detto. "Siamo in sintonia con i sindacati nel non voler abusare dei diritti dei lavoratori", ha aggiunto.

A suo avviso, regole mirate, ad esempio vietare che le stock option facciano scendere la retribuzione sotto il salario minimo, sono preferibili all'esclusione di interi settori. Schaefer si dice pronto ad accettare un rinvio del dossier se il testo peggiora. "Per noi, fare le cose per bene è quasi più importante, in questo momento, della velocità", ha affermato.

Le prossime tappe

Il punto più controverso riguarda la soluzione di riserva se direzione e lavoratori non riescono ad accordarsi sulla partecipazione. Socialdemocratici e Verdi considerano una clausola di protezione automatica una linea rossa, mentre Renew e altri deputati vicini alle imprese contestano l'idea di esportare oltrefrontiera il modello di codeterminazione di un singolo Paese. Un compromesso circolato in Parlamento richiederebbe alle imprese di creare una controllata locale una volta superata la soglia del Paese ospitante, ma il consiglio della società madre resterebbe comunque intatto. Se il voto del 5 novembre si terrà, si capirà se il divario potrà essere colmato.

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