Il 28º regime dell'UE, il piano pensato per aiutare la creazione e la crescita di start-up con norme societarie più snelle, si è arenato al Parlamento europeo. Partiti e sindacati temono una deregolamentazione dei diritti dei lavoratori. Guarda il video
Presentata dalla Commissione il 18 marzo, EU Inc. sarebbe una forma societaria opzionale accanto ai 27 sistemi nazionali, con registrazione digitale entro 48 ore, un costo fino a 100 euro e nessun capitale sociale minimo.
In ottobre sono state annullate due votazioni della commissione affari legali del Parlamento UE perché i gruppi politici non riuscivano a trovare un accordo sui diritti dei lavoratori.
Le società seguirebbero le regole sulla partecipazione dei dipendenti del Paese di registrazione scelto. I sindacati e gli eurodeputati di centro-sinistra temono però che le imprese possano optare per sistemi con tutele più deboli a livello di consiglio di amministrazione. I parlamentari più vicini al mondo delle imprese sostengono invece che applicare più sistemi nazionali renderebbe il piano troppo complesso.
La campagna EU-INC, sostenuta da oltre 26.000 membri e da esponenti legati a Stripe, Mistral AI, Klarna e Wise, sostiene che il problema reale sia l’opposto. Indica infatti che la cancellazione del registro centrale dell’UE dal testo del Consiglio e i limiti alle stock option armonizzate rendono lo strumento molto diverso da come era stato pensato
Il Commissario europeo per l'industria, l'imprenditoria, le piccole e medie imprese e il mercato unico, Stéphane Séjourné, ha affermato che il nuovo regime non può funzionare senza un’armonizzazione delle stock option.
Una nuova votazione in commissione è prevista per il 5 novembre e una prima votazione in plenaria per il 12 novembre. Entrambe le date sono provvisorie. Il progetto non è stato accantonato, ma lo scontro ora riguarda quanto di esso sopravviverà.