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Il 30 ottobre l'Italia si ferma: sindacati, studenti, portuali e trasportatori contro carovita e guerra

Italian anti-riot police watch antiwar activists demonstrating against rearmament and Italy's involvement in wars in front of the Colosseum in Rome, Saturday, Oct. 24, 2026
Italian anti-riot police watch antiwar activists demonstrating against rearmament and Italy's involvement in wars in front of the Colosseum in Rome, Saturday, Oct. 24, 2026 -  Diritti d'autore  AP Photo/Gregorio Borgia
Diritti d'autore AP Photo/Gregorio Borgia
Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il
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Scioperi e manifestazioni contro il carovita e lo spostamento di risorse di bilancio verso gli armamenti. Molte sigle chiedono l'adeguamento degli stipendi all'inflazione, Le proteste dei portuali contro la guerra in 17 Paesi del mondo. Precettazione per i trasporti, l'USB: disobbediremo

Venerdì 30 ottobre si prospetta una giornata di forti disagi a causa della mobilitazione nazionale indetta dall’Unione Sindacale di Base (USB), che chiama alla protesta il personale impiegato sia nel settore pubblico sia in quello privato con manifestazione a manifestazione a Roma.

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Lo sciopero sarà anche un nuovo banco di prova per l'ordine pubblico perché torneranno in piazza gli studenti, in tutte le principali città d'Italia.

Parallelamente anche i Cobas hanno proclamato uno sciopero generale insieme con Adl, Clap e Sial, per i settori pubblici e privati ma, nel loro caso, con l’eccezione dei trasporti. Anche in questo caso "contro il carovita che impedisce di far fronte alle spese per i beni essenziali", ma anche contro la guerra "e lo spostamento di risorse di bilancio verso gli armamenti".

Nel settore ferroviario l’astensione dal lavoro è prevista dalle 21 di giovedì 29 ottobre alle 20:59 di venerdì 30 ottobre, mentre nel trasporto aereo è previsto che duri per tutta la giornata di venerdì.

Nel trasporto pubblico locale orari e modalità varieranno a seconda delle città. Lo sciopero dovrebbe riguardare anche i taxi, per l’intera giornata di venerdì, e il personale autostradale, a partire dalle 22 di giovedì.

Venerdì 30 ottobre è prevista anche una giornata di mobilitazione internazionale per i lavoratori portuali contro il traffico di armi, le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti.

È stata organizzata da diversi sindacati, tra cui l’USB in Italia, la CGT in Francia e altre organizzazioni sindacali di Grecia, Turchia, Marocco e Paesi Baschi.

Secondo gli organizzatori, alla mobilitazione hanno aderito lavoratori di oltre 100 porti in 17 paesi e quattro continenti.

In Italia le proteste riguarderanno, tra gli altri, i porti di Genova, Livorno, Trieste, Civitavecchia, Ancona, Ravenna e Gioia Tauro.

Non solo. Alle piazze si unirà il Movimento 17 Ottobre (nato, come si capisce dal nome, dopo le proteste del 17 ottobre). Da allora la partecipazione a quel movimento è quasi raddoppiata. Il coordinamento si è allargato da 40 a 60 persone. Le chat territoriali coinvolgono ora 29 città, dalle 14 iniziali.

E sicuramente ha smosso l'emotività di molti anche la vicenda dell'amministratore della sua pagina Instagram e del suo gruppo Telegram Youssef Siher, arrestato sabato scorso e rimesso in libertà mercoledì, per insussistenza di gravi indizi di colpevolezza.

Quali sono le rivendicazioni dei sindacati per lo sciopero del 30 ottobre

Tra le principali richieste di USB ci sono l’adeguamento degli stipendi all’aumento del costo della vita, anche attraverso il ripristino della scala mobile, un meccanismo che in passato permetteva di aumentare automaticamente gli stipendi in base all’inflazione.

Il sindacato chiede inoltre interventi per ridurre i prezzi dei beni essenziali, le bollette e i costi degli affitti, e una riduzione dell’IVA sui beni di prima necessità.

Secondo USB, il governo sta destinando troppe risorse alle spese militari, mentre quelle per la sanità, l’istruzione e gli altri servizi pubblici rimangono insufficienti.

Perché si parla di precettazione del settore trasporti per lo sciopero del 30 ottobre

Può esserci un’agitazione sindacale nel comparto dei trasporti due giorni prima della Commemorazione dei defunti, oppure si rischia di comprimere il diritto di andare nei cimiteri nei giorni di massimo afflusso nel corso dell’anno?

Alla vigilia degli stop si accende il contrasto con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini ha firmato l'ordinanza che chiede per i settori del trasporto aereo, taxi, trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario e marittimo, appalti ferroviari e circolazione e sicurezza stradale, "interessati dalla regola della franchigia legata alla commemorazione dei defunti, il differimento ad altra data" dello stop.

L'USB replica: "Un ordine sbagliato e illegittimo, al quale disobbediamo" e "conferma lo sciopero per l'intera giornata nei settori indicati nell'atto ministeriale, accollandosi le sanzioni che sono pesantissime ma nella consapevolezza che queste siano illegittime".

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