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Azioni contrastate dopo utili deludenti di Alphabet

Uno schermo televisivo sul pavimento della Borsa di New York mostra la decisione sui tassi della Federal Reserve, mercoledì 28 ottobre 2026, a New York.
Uno schermo televisivo sul pavimento della Borsa di New York mostra la decisione sui tassi della Federal Reserve, mercoledì 28 ottobre 2026, a New York. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Angela Barnes
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Prima dell'apertura delle Borse europee, giovedì mattina i listini asiatici e i future USA erano contrastati, appesantiti dai titoli tech dopo utili Alphabet inferiori alle attese.

L’ultima tornata di risultati dei colossi tecnologici statunitensi ha scosso i mercati, sostenuti finora da forti aspettative degli investitori sulla scia della corsa globale all’intelligenza artificiale.

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Le azioni di Alphabet Inc., la holding che controlla Google, sono scese di circa il 10% nelle contrattazioni dopo la chiusura di Wall Street. Il gruppo californiano ha pubblicato ricavi trimestrali inferiori alle attese, alimentando dubbi sulla capacità di generare vendite sufficienti a giustificare gli ingenti investimenti nell’IA.

Le azioni Microsoft, invece, hanno guadagnato quasi il 3% negli scambi after hours, grazie a risultati superiori alle previsioni degli analisti.

Mercoledì l’indice di riferimento &P 500 è salito dello 0,3% e il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,2%. Il Nasdaq Composite, a forte componente tecnologica, è avanzato dello 0,3%.

Sul mercato obbligazionario, il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni è sceso sotto il 5,00% dopo essere balzato brevemente intorno al 5,04% mercoledì. Il rendimento del titolo biennale si è stabilizzato al 4,68%, in calo da oltre il 4,77% di mercoledì.

Nelle contrattazioni di inizio giornata di giovedì, il Brent, riferimento internazionale per il petrolio, è sceso dell’1,2% a 110,32 dollari al barile. Il prezzo resta comunque ben al di sopra dei circa 72 dollari al barile registrati prima dell’inizio della guerra con l’Iran, a fine febbraio.

Il greggio statunitense di riferimento è arretrato dell’1,3% a 101,46 dollari al barile.

Il dollaro è sceso a 157,72 yen giapponesi da 157,84 yen. L’euro veniva scambiato a 1,1146 dollari, in calo da 1,1154.

Nel frattempo gli investitori hanno valutato anche le ultime indicazioni arrivate dalla Federal Reserve. Come previsto, la banca centrale ha lasciato invariati i tassi al termine della riunione di politica monetaria di mercoledì. Due funzionari della Fed si sono detti favorevoli a un rialzo e, secondo gli analisti, un aumento dei tassi a dicembre è probabile perché l’inflazione resta troppo elevata.

I mercati attendono ora le decisioni della Banca centrale europea, che si riunisce più tardi nella giornata. La Bank of Japan dovrebbe invece mantenere invariata la propria politica quando concluderà la riunione di venerdì.

I prezzi del petrolio sono scesi di oltre l’1% anche se funzionari statunitensi hanno avvertito che nuove azioni militari contro l’Iran potrebbero arrivare dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Nelle contrattazioni asiatiche, il Nikkei 225 di Tokyo è salito dello 0,2% a 64.073,17 punti. I titoli di SoftBank Group, investitore in OpenAI, hanno perso lo 0,5%.

In Corea del Sud l’indice Kospi ha ceduto il 2,2% a 5.880,25 punti.

Samsung Electronics, titolo di peso sul listino coreano, ha perso il 5,4% nonostante i solidi risultati trimestrali: la nuova politica di remunerazione degli azionisti ha deluso parte del mercato. Il produttore di chip di memoria SK Hynix è salito dell’1,6%, dopo il balzo del 10,9% della seduta precedente in scia a dati trimestrali migliori del previsto.

L’indice Taiex di Taiwan, che ha anch’esso beneficiato del boom dell’IA, è arretrato dell’1,9%.

A Hong Kong l’Hang Seng ha messo a segno un rialzo inferiore allo 0,1%, portandosi a 23.101,86 punti. L’indice Composite di Shanghai è sceso dello 0,9% a 3.647,12 punti.

In Australia l’indice &P/ASX 200 è avanzato dello 0,5% a 8.888,50 punti.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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