Seguiteci
Pubblicità

Social media di nuovo alla sbarra: Meta e Snap davanti alla giuria per danni ai minori

Fonte: AP Photo
Fonte: AP Photo -  Diritti d'autore  Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved
Di Jonathan Benton Agenzie: AFP
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

L'ultimo caso è il segnale del crescente contrattacco legale nel mondo contro i presunti danni dei social media per gli utenti, soprattutto bambini e adolescenti.

La selezione della giuria dovrebbe iniziare mercoledì a Los Angeles per un altro processo di grande rilevanza negli Stati Uniti sui presunti danni dei social media ai giovani utenti, con Meta e, per la prima volta, Snap tra gli imputati.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Negli ultimi anni sono state avviate migliaia di cause nelle aule di tribunale americane, a livello locale, statale e federale, ma anche in quelle europee in Francia, Italia, Danimarca e Paesi Bassi, con accuse di presunti danni a bambini e adolescenti causati dalle società di social media e dalle loro piattaforme.

Le piattaforme di social media affrontano un forte contraccolpo globale per i rischi legati ai loro algoritmi, dai divieti ai social in Australia e in Europa alla proposta EU Kids Act (Atto per i minori) della Commissione europea, che punta a spostare l’onere di proteggere i minori online dai genitori alle piattaforme, oltre a prevedere un divieto dei social per gli under 15.

I procedimenti giudiziari negli Stati Uniti e altrove stanno avendo un effetto simile: costringono le aziende a introdurre modifiche sostanziali alle loro piattaforme e alle loro funzionalità per renderne l’uso più sicuro.

Meta e YouTube hanno perso il primo processo negli Stati Uniti a marzo di quest’anno, quando una giuria le ha ritenute collettivamente responsabili di aver danneggiato una giovane utente identificata con le iniziali KGM, ordinando alle società tecnologiche il pagamento di una sanzione complessiva di 6 milioni di dollari (5,4 milioni di euro).

Meta aveva dichiarato all’epoca di "non essere d’accordo, pur rispettando il verdetto". Snap e TikTok avevano invece raggiunto un accordo transattivo con KGM prima dell’inizio del processo.

Alcuni mesi dopo, Snap, TikTok e YouTube hanno chiuso con un accordo un’altra causa che sarebbe dovuta arrivare a processo in agosto; quel ricorrente, noto come RKC, ha poi ritirato le sue restanti accuse contro Meta, consentendo alla società proprietaria di Instagram e Facebook di evitare il processo senza un accordo.

TikTok e YouTube erano inizialmente indicati come imputati nel nuovo procedimento, ma entrambe le società hanno raggiunto un accordo con i ricorrenti, identificati con le iniziali SJ e KDB, prima dell’inizio del processo, hanno riferito i loro avvocati.

Meta ha trovato un accordo con una delle ricorrenti, SJ, ma non con KDB, secondo i legali.

Un giudice dello Stato della California ha riunito i due casi in un unico processo.

Se non verranno raggiunti ulteriori accordi prima dell’inizio delle dichiarazioni di apertura, il 4 novembre, il nuovo processo andrà avanti con Meta e Snap come imputati.

Dalla metà di novembre sono attese le deposizioni di testimoni di primo piano, tra cui il CEO di Meta Mark Zuckerberg, il responsabile di Instagram Adam Mosseri e il CEO di Snap Evan Spiegel.

All’inizio del mese, un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta di pagare 25 miliardi di dollari (22,5 miliardi di euro) dopo che la società è stata ritenuta responsabile di aver ingannato gli utenti dello Stato su come venivano utilizzati i loro dati, in un caso legato allo scandalo Cambridge Analytica.

In precedenza, una giuria del New Mexico aveva ritenuto il colosso dei social media responsabile di danni ai minori, portando a una sanzione complessiva di 942 milioni di dollari (846,7 milioni di euro).

Ad agosto, Meta ha accettato di pagare oltre 18 miliardi di dollari (16,1 miliardi di euro) in sanzioni, oltre a introdurre modifiche a Instagram e Facebook per gli adolescenti, con un accordo raggiunto con 52 procuratori generali dopo alcuni giorni di processo in California.

Parte di quell’accordo dipendeva da modifiche analoghe da parte di YouTube e TikTok ai propri prodotti, come il limite al tempo di utilizzo quotidiano.

"Dipendenti e problematiche"

Mentre le autorità di regolamentazione in tutto il mondo cercano di limitare, o persino vietare, l’uso dei social media tra gli adolescenti, le cause intentate negli Stati Uniti si concentrano sulle accuse di design che crea dipendenza e pratiche ingannevoli da parte delle società del settore.

A novembre, gli avvocati dei due ricorrenti a Los Angeles — SJ e KDB — sosterranno che i loro clienti sono stati esposti a app di social media "dipendenti e problematiche" quando hanno iniziato a usarle a 13 e 15 anni, rispettivamente, secondo gli atti del tribunale.

SJ, un’adolescente dell’Illinois, ha iniziato a usare in modo compulsivo Snapchat, l’app creata da Snap, e in seguito ha sviluppato problemi di salute mentale, un disturbo alimentare e comportamenti di autolesionismo, sostengono i suoi legali.

KDB, oggi 18enne del Mississippi, ha sviluppato in modo analogo un uso compulsivo sia delle piattaforme di Meta sia di Snap, con un peggioramento della salute mentale e fisica, secondo i suoi avvocati.

Meta ha in passato respinto queste accuse.

"Non smetteremo di difenderci da cause prive di fondamento", ha dichiarato Meta all’AFP a luglio.

Snap intende sostenere di essere diversa da altre app come Instagram e Facebook di Meta, grazie al fatto che Snapchat è in primo luogo una piattaforma di messaggistica.

"Riteniamo che le prove dimostreranno che abbiamo messo la nostra comunità al primo posto e che queste accuse rappresentano in modo profondamente distorto le esperienze dei ricorrenti su Snapchat e il modo in cui la nostra piattaforma è stata progettata", ha affermato in una nota un portavoce di Snap.

I danni dei social media, una preoccupazione globale

Al di fuori dei confini statunitensi, le aziende dei social media hanno affrontato un significativo contenzioso in tutto il mondo, in particolare in Europa.

In Francia negli ultimi due anni sono stati avviati non una, non due, ma ben tre procedimenti contro TikTok.

Nel novembre 2024, sette famiglie hanno presentato una causa congiunta sostenendo che TikTok avrebbe esposto gli adolescenti a contenuti dannosi. Il procedimento si è poi esteso, passando da causa civile a azione penale a maggio di quest’anno e da 7 a 16 famiglie impegnate nel contenzioso.

Prima di questi casi, nel 2023 la madre di una ragazza di 15 anni di nome Marie aveva presentato una denuncia penale individuale contro TikTok, che ha posto le basi per le altre azioni.

Gli avvocati del caso lo hanno portato all’attenzione della Commissione europea, che in seguito ha stabilito che TikTok era in violazione delle norme online dell’UE note come Digital Services Act (DSA), per non aver rispettato gli standard di sicurezza e di gestione degli account necessari a proteggere i minori online.

Nel frattempo, nell’ottobre 2025 in Italia il Movimento Italiano Genitori (MOIGE) e alcune famiglie hanno avviato un’azione collettiva chiedendo sistemi di verifica dell’età più rigorosi per gli under 14, maggiore trasparenza sul funzionamento dell’algoritmo e sui cosiddetti dark pattern, come lo scorrimento infinito.

La prima udienza si è svolta a maggio di quest’anno a Milano, con Meta e TikTok che hanno tentato di far archiviare il procedimento sostenendo che i tribunali italiani non avrebbero giurisdizione sul loro comportamento societario. Tuttavia, gli avvocati dell’accusa hanno depositato nuove prove che mostrano come le aziende fossero pienamente consapevoli della natura dipendente e predatoria dei loro algoritmi e dei danni che le loro piattaforme comportavano per i minori.

A settembre l’Italia ha adottato un nuovo quadro giuridico, introducendo regole esplicite sulla responsabilità civile e penale delle imprese in materia di intelligenza artificiale e profilazione predittiva.

L’udienza finale è fissata per il 19 novembre, quando i giudici dovranno pronunciarsi sulle pratiche delle piattaforme. Se i ricorrenti dovessero vincere, le aziende potrebbero essere costrette a introdurre sistemi di verifica dell’età certificati da terzi, smantellare le funzionalità che i ricorrenti definiscono predatorie e pubblicare avvertenze sulla salute, ad esempio riguardo al design pensato per stimolare la dopamina.

A livello europeo, la Commissione europea indaga da tempo sulle piattaforme di social media. A febbraio di quest’anno, la Commissione ha rilevato che il design di TikTok potrebbe violare il DSA, citando indicatori di uso compulsivo e timori sul tempo di utilizzo e sui controlli parentali.

A marzo, la Commissione ha avviato un’indagine analoga su Snapchat, sulla quale non si è ancora espressa.

In distinti accertamenti pubblicati ad aprile e a luglio di quest’anno, la Commissione ha stabilito che Meta aveva violato il DSA per non aver fatto abbastanza per impedire ai minori di 13 anni di accedere ai propri servizi e per l’uso di funzionalità di design che creano dipendenza, come lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica, chiedendo all’azienda di rimuovere tali elementi dalle sue piattaforme.

A luglio, la Commissione ha stabilito che TikTok non aveva adeguatamente tutelato la privacy e la sicurezza dei minori attraverso le impostazioni dei suoi account pubblici.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

KIDS Act: gli europei sostengono il divieto dei social media ai bambini?

L'UE può proteggere i minori dai pericoli dei social network?

Olanda e Spagna chiedono un'età minima per l'uso dei social media valida in tutta l'Unione europea