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Ue, Commissione europea indaga sulle tutele di Snapchat per i minori

L'icona dell'app di messaggistica istantanea Snapchat è visibile su uno smartphone, martedì 28 febbraio 2023, a Marple Township, in Pennsylvania.
L'icona dell'app di messaggistica istantanea Snapchat su uno smartphone, il 28 febbraio 2023, a Marple Township, Pennsylvania. Diritti d'autore  AP Photo/Matt Slocum
Diritti d'autore AP Photo/Matt Slocum
Di Anna Desmarais
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La Commissione europea sospetta che adulti si spaccino per giovani utenti su Snapchat per reclutarli in attività illegali o sfruttarli sessualmente.

La Commissione europea ha avviato un'indagine per verificare se Snapchat abbia esposto i minori ad adescamento e reclutamento in attività criminali, violando potenzialmente le norme UE sulla sicurezza digitale.

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Snapchat è una piattaforma di social media in cui gli utenti condividono foto e video che di solito scompaiono dopo la visualizzazione. Nel 2025 circa 94,5 milioni di europei avevano un account Snapchat, secondo l'ultimo rapporto di trasparenza (fonte in inglese) dell'azienda.

Giovedì la Commissione ha dichiarato di sospettare che la piattaforma permetta agli adulti di fingersi giovani utenti e contattare così minori per reclutarli in attività illegali o sfruttarli sessualmente.

Dall'adescamento all'esposizione a prodotti illegali, fino alle impostazioni degli account che indeboliscono la sicurezza dei minori, Snapchat sembra aver dimenticato che il Digital Services Act impone standard di sicurezza elevati per tutti gli utenti, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva con delega alla sovranità tecnologica, alla sicurezza e alla democrazia.

Con questa indagine verificheremo con attenzione il rispetto della nostra legislazione, ha aggiunto.

L'indagine rientra nel quadro del Digital Services Act (DSA), dopo un esame delle valutazioni dei rischi della piattaforma dal 2023 al 2025 e di ulteriori informazioni ricevute lo scorso ottobre sulla verifica dell'età e sulle attività illegali.

L'annuncio della Commissione segna l'avvio di un procedimento formale, che potrebbe portare in seguito a 'ulteriori interventi di applicazione delle norme'. Snapchat potrà anche proporre modifiche alle proprie politiche e pratiche in risposta all'indagine.

Un portavoce di Snapchat ha dichiarato a Euronews Next che la sicurezza e il benessere di tutti gli utenti di Snapchat sono una priorità assoluta e che l'azienda lavora da anni per alzare l'asticella della sicurezza.

La piattaforma è stata pensata per aiutare le persone a comunicare con amici stretti e familiari in un ambiente positivo e affidabile, con tutela della privacy e della sicurezza integrate fin dall'inizio, prosegue la nota.

L'azienda ha affermato di aver 'collaborato pienamente' con la Commissione, lavorando 'in buona fede per soddisfare gli elevati standard di sicurezza del DSA', e che continuerà a farlo per tutta la durata dell'indagine.

Cos'altro verificherà l'indagine?

La Commissione si concentrerà su cinque ambiti: i sistemi di verifica dell'età, l'adescamento e il reclutamento di minori per attività criminali, le impostazioni predefinite degli account ritenute inadeguate, la diffusione di informazioni sulla vendita di prodotti proibiti e le modalità di segnalazione dei contenuti illegali.

Tra gli aspetti esaminati figura anche la possibilità che gli utenti possano acquistare tramite la piattaforma prodotti illegali, come droghe, sigarette elettroniche e alcol, a causa di una moderazione dei contenuti ritenuta insufficiente a limitare i video che spiegano come e dove procurarseli.

The Netherlands Authority for Consumers and Markets (ACM) ha avviato (fonte in inglese) un'indagine analoga sulla vendita di prodotti da svapo su Snapchat lo scorso settembre. La Commissione ha comunicato che questa inchiesta sarà integrata nella propria indagine più ampia.

Se un utente si imbatte in contenuti illegali sulla piattaforma, la Commissione sospetta che i meccanismi di segnalazione in vigore 'non siano né facilmente accessibili né intuitivi' e che la società non informi gli utenti sulle modalità per presentare reclami interni.

Secondo Bruxelles, inoltre, Snapchat utilizzerebbe nell'interfaccia dell'app dei 'dark pattern': accorgimenti ingannevoli pensati per spingere gli utenti a compiere scelte che altrimenti non farebbero.

Per creare un account Snapchat, l'azienda si affida all'autodichiarazione degli utenti sul fatto di avere più di 13 anni, un sistema che la Commissione giudica 'insufficiente' a impedire ai bambini di accedere alla piattaforma.

Snapchat offre account 'teen' specifici (fonte in inglese) per i ragazzi tra i 13 e i 17 anni, che prevedono 'ulteriori livelli di protezione', ad esempio l'impostazione predefinita dell'account come 'privato', così che i giovani possano essere contattati solo dagli amici presenti nella loro lista.

Secondo Snapchat, gli adolescenti devono dare un consenso esplicito per condividere la propria posizione sulla funzione 'Snap Map' con i loro amici.

La Commissione sostiene però che il ricorso all'autodichiarazione fa sì che le esperienze adeguate all'età non vengano attivate quando necessario.

Secondo l'esecutivo europeo, le impostazioni predefinite degli account non garantiscono 'tutele sufficienti in termini di privacy, sicurezza e protezione per i minori'.

Ha inoltre rilevato che al momento della creazione di un account gli utenti potrebbero non ricevere indicazioni sulle funzioni di privacy e sicurezza, né informazioni su come modificare queste impostazioni.

Questo articolo è stato aggiornato con la reazione di Snapchat.

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