Terna avvia la posa dei cavi tra Sicilia e Calabria: più capacità di scambio elettrico, sostegno alle rinnovabili e nuove tecnologie per la rete nazionale
Terna ha avviato la posa dei cavi sottomarini dell’elettrodotto Bolano-Annunziata, nello Stretto di Messina. Il collegamento rafforzerà la rete elettrica tra la Sicilia e il resto d’Italia, aumentando fino a 2.000 megawatt la capacità di scambio e facilitando l’integrazione delle energie rinnovabili. Il progetto introduce anche una nuova tecnologia per i cavi ad alta tensione della rete nazionale.
I lavori sono affidati a Prysmian, che produce i cavi e ne cura l’installazione con la nave posacavi Leonardo da Vinci. Il progetto prevede tre cavi sottomarini, ciascuno lungo circa 7,5 chilometri, tra la costa calabrese, in provincia di Reggio Calabria, e quella siciliana, in provincia di Messina, fino a una profondità massima di circa 250 metri.
La posa del primo cavo è già stata completata, mentre quella del secondo è in fase di ultimazione. L’installazione del terzo è prevista entro i primi giorni di novembre.
Più capacità di scambio e integrazione delle rinnovabili
L’obiettivo dell’opera è potenziare il trasferimento di elettricità tra la Sicilia e il Continente, rendendo la rete più flessibile e in grado di gestire meglio la produzione energetica. Un collegamento più robusto può agevolare l’integrazione delle fonti rinnovabili, la cui produzione varia in funzione delle condizioni meteorologiche, e migliorare la capacità del sistema di distribuire l’energia disponibile.
Il nuovo elettrodotto si affiancherà alle infrastrutture già esistenti tra le due sponde dello Stretto, tra cui il collegamento Sorgente-Rizziconi, entrato in esercizio nel 2016, e Bolano-Paradiso, realizzato negli anni Ottanta.
Prima volta per i cavi sottomarini a 380 kV in corrente alternata
Il progetto introduce una novità tecnologica per la rete di trasmissione nazionale: per la prima volta saranno impiegati cavi sottomarini in corrente alternata a 380 kilovolt con isolamento in XLPE, sigla che indica il polietilene reticolato estruso, un materiale utilizzato per isolare i conduttori elettrici.
Il collegamento sarà inoltre dotato di un sistema di monitoraggio fornito da Prysmian e sviluppato nel centro di eccellenza dell’azienda a Palermo. La tecnologia permetterà di controllare le condizioni dei cavi e contribuire alla gestione e all’affidabilità dell’infrastruttura.
Le opere a terra e il ritrovamento archeologico
Il progetto comprende anche i collegamenti interrati necessari a connettere gli approdi sottomarini alle stazioni elettriche di Annunziata, nel Comune di Messina, e Bolano, nel Comune di Villa San Giovanni. I tracciati saranno lunghi circa tre chilometri sul versante siciliano e 500 metri su quello calabrese. Sono in corso la realizzazione della nuova stazione elettrica di Annunziata e l’ampliamento di quella di Bolano.
Durante le attività di monitoraggio ambientale preliminari ai lavori in mare, svolte da Terna in coordinamento con la Soprintendenza, è stata inoltre recuperata un’anfora in terracotta a circa un chilometro dalla costa di Villa San Giovanni, a 125 metri di profondità. Il reperto presenta caratteristiche riconducibili alle anfore greco-italiche, prodotte tra il II e il I secolo avanti Cristo, ed è stato affidato alla Soprintendenza competente.