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Grecia-Cipro, partita da Napoli la nave per le nuove indagini sul tracciato del cavo sottomarino

Nave da ricerca durante le operazioni
Nave da ricerca durante le operazioni -  Diritti d'autore  Great Sea Interconnector
Diritti d'autore Great Sea Interconnector
Di Foteini Doulgkeri
Pubblicato il
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Il Great Sea Interconnector punta a collegare Grecia e Cipro con un cavo sottomarino da 1.208 chilometri. Ripartono i rilievi, ma restano le tensioni con Ankara

La nave di ricerca francese Abeille Marengo è in rotta da Napoli verso Creta, dove è attesa il 27 ottobre, per preparare la ripresa delle indagini sul tracciato del cavo elettrico tra Grecia e Cipro. È un nuovo passo per il Great Sea Interconnector (GSI), il progetto da 1,9 miliardi di euro destinato a collegare l'isola al mercato elettrico europeo. Ma dietro le prospezioni sottomarine si riapre anche una partita geopolitica che coinvolge Atene, Nicosia e Ankara.

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L'unità, incaricata da Nexans, dovrà effettuare rilievi oceanografici e batimetrici nell'area marina tra Korakia, nella regione di Heraklion, e Cipro. L'obiettivo è mappare il fondale e verificare le condizioni necessarie per progettare e posare il cavo in sicurezza. L'avvio delle operazioni è atteso dopo l'emissione della relativa NAVTEX, il bollettino marittimo che informa le navi sulle attività in mare, prevista all'inizio di novembre.

La ripresa dei rilievi arriva dopo l'interruzione delle indagini nel 2024, quando le tensioni con la Turchia avevano ostacolato le operazioni. Per Grecia e Cipro, dunque, non si tratta soltanto di un passaggio tecnico: la possibilità di proseguire i lavori sarà anche un test della capacità di portare avanti un'infrastruttura strategica in uno dei quadranti più delicati del Mediterraneo orientale.

ABEILLE MARENGO
ABEILLE MARENGO Marine Traffic

Un cavo da 1.208 chilometri per collegare Cipro all'Europa

Il Great Sea Interconnector prevede un collegamento elettrico complessivo di circa 1.208 chilometri. Il tratto sottomarino tra Creta e Cipro copre circa 898 chilometri, con una capacità di trasmissione prevista di 1.000 megawatt e una tensione di esercizio di 500 kilovolt. Il cavo dovrà raggiungere profondità fino a circa 3.000 metri, rendendo l'opera particolarmente complessa sul piano ingegneristico.

Il costo stimato è di circa 1,9 miliardi di euro. La Commissione europea ha approvato un contributo di 680 milioni, mentre è stata presentata una richiesta di sostegno anche alla Banca europea per gli investimenti. La realizzazione e la posa del cavo sono affidate alla società francese Nexans; per le prospezioni preliminari è stata selezionata Next Geosolutions Europe. L'ingresso del gruppo francese Meridiam nella compagine del progetto rappresenta un ulteriore tassello nel tentativo di consolidarne la struttura finanziaria.

La posta in gioco è particolarmente alta per Cipro, che resta isolata dalle reti elettriche continentali europee. Il collegamento con la Grecia consentirebbe all'isola di accedere a un sistema più ampio di scambi energetici, aumentando la flessibilità della rete e le possibilità di importare elettricità quando la produzione interna non è sufficiente.

L'interconnessione potrebbe inoltre favorire l'integrazione delle energie rinnovabili. Con una maggiore capacità di scambio, l'elettricità prodotta in eccesso da fonti solari ed eoliche potrebbe essere trasferita verso altri mercati, mentre le importazioni contribuirebbero a compensare eventuali carenze di produzione.

L’immagine mostra una vista aerea degli impianti dei trasformatori e delle apparecchiature di potenza del progetto Great Sea Interconnector
L’immagine mostra una vista aerea degli impianti dei trasformatori e delle apparecchiature di potenza del progetto Great Sea Interconnector Great Sea Interconnector

La Turchia e le tensioni sulle acque del Mediterraneo orientale

Il principale ostacolo politico resta la disputa tra Grecia e Turchia sulle giurisdizioni marittime. Ankara contesta alcune delle rivendicazioni greche sulle zone marittime derivanti dalle isole dell'Egeo e del Mediterraneo orientale e richiama anche il memorandum marittimo siglato con la Libia. Atene respinge queste posizioni e sostiene che le indagini necessarie alla realizzazione del collegamento non richiedano un'autorizzazione turca.

Un precedente significativo risale al luglio 2024, quando la nave da ricerca italiana Ievoli Relume, impegnata nei rilievi a sud delle isole greche di Kasos e Karpathos, si trovò nell'area in presenza di unità militari turche. Ankara sosteneva che le attività interessassero una zona della propria piattaforma continentale, mentre la Grecia contestava tale rivendicazione.

Atene dispiegò a sua volta navi da guerra e seguirono contatti diplomatici per ridurre la tensione. L'incidente si concluse senza uno scontro, ma le indagini non proseguirono secondo il calendario inizialmente previsto. L'episodio ha mostrato quanto le operazioni tecniche necessarie alla costruzione del cavo possano trasformarsi in un confronto politico e militare.

La ripresa dei rilievi tra Creta e Cipro riporta quindi in primo piano la questione della libertà di svolgere attività legate al progetto nelle aree interessate. Il calendario dipenderà dalle autorizzazioni operative e dalle condizioni di sicurezza, in un contesto nel quale le controversie marittime restano irrisolte.

ABEILLE MARENGO
ABEILLE MARENGO Marine Traffic

Atene e Nicosia rilanciano il coordinamento, Washington sostiene il progetto

La dimensione strategica dell'interconnessione è stata ribadita anche durante l'incontro ad Atene tra il ministro greco dell'Ambiente e dell'Energia, Stavros Papastavrou, e la presidente della Camera dei Rappresentanti di Cipro, Annita Demetriou. Al centro dei colloqui, la sicurezza energetica, la resilienza delle reti e la necessità di ridurre l'isolamento elettrico dell'isola.

Anche gli Stati Uniti hanno espresso sostegno al progetto. Durante la sua visita ad Atene all'inizio di ottobre, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha sottolineato l'importanza strategica della diversificazione energetica e la disponibilità di Washington a utilizzare gli strumenti diplomatici per superare gli ostacoli alla realizzazione del collegamento.

Il sostegno internazionale rafforza il peso politico del GSI, ma non risolve automaticamente le questioni ancora aperte: dalla disponibilità dei finanziamenti alle condizioni di sicurezza in mare, fino alla capacità di rispettare le tappe previste.

Dalla Grecia a Cipro, con Israele nel progetto più ampio

Il Great Sea Interconnector punta a modificare la geografia energetica del Mediterraneo orientale. Il progetto prevede il collegamento tra Grecia e Cipro e, in una fase successiva, l'estensione verso Israele, con l'obiettivo di creare un corridoio elettrico capace di rafforzare gli scambi regionali.

Per la Grecia, l'infrastruttura potrebbe consolidare il ruolo di collegamento tra il Mediterraneo orientale e il mercato europeo. Per Cipro, significherebbe superare una condizione di isolamento che limita gli scambi di elettricità e la flessibilità del sistema nazionale.

Il progetto si inserisce inoltre nella trasformazione dei sistemi energetici europei, sempre più dipendenti dalla capacità di integrare fonti rinnovabili variabili. Le interconnessioni permettono infatti di condividere risorse e compensare gli squilibri tra produzione e domanda, riducendo la necessità di affidarsi esclusivamente alla generazione interna.

La ripresa delle indagini rappresenta quindi un passaggio concreto verso la realizzazione del collegamento, ma non ancora una garanzia sul calendario finale. Il futuro del cavo dipenderà dalla capacità di combinare fattibilità tecnica, solidità finanziaria e gestione delle tensioni geopolitiche che continuano a segnare il Mediterraneo orientale.

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