A Roma qualche centinaia di tassisti si è radunata di fronte alla sede del ministero dei Trasporti per protestare contro i costi dei carburanti: "Rischiamo il blocco del servizio"
Il caro-carburanti, che già sta provocando proteste in Europa e nelle regioni meridionali italiane, con blocchi delle strade e conseguenti scaffali vuoti nei supermercati, porta anche i tassisti in piazza. Un presidio, con circa 300 partecipanti, è stato organizzato di fronte al ministero dei Trasporti, a Roma, per sottolineare il livello giudicato "insostenibile" dei prezzi di benzina e gasolio.
Un documento di rivendicazioni presentato al ministero dei Trasporti
L'agitazione è stata proclamata dalle sigle Uri, itTaxi e Unicoop. A partecipare sono delegazioni di tassisti fuori turno provenienti da tutta Italia, uniti dalla denuncia di "difficoltà economiche" che comprimono i redditi dei lavoratori e rendono difficile l'erogazione del servizio ai cittadini.
Al governo i tassisti chiedono perciò misure concrete di sostegno: le rivendicazioni saranno contenute in un documento che verrà presentato al ministero da una delegazione ristretta. In particolare, si chiede l'estensione del fondo di compensazione straordinario per il "gasolio professionale", nonché incentivi per la transizione ecologica.
"Viviamo un'emergenza economica non più sostenibile"
"Chi conosce itTaxi - ha commentato all'agenzia Ansa Lorenzo Bittarelli, storico leader dell'associazione di categoria - sa che non abbiamo mai ceduto a proteste ideologiche, ma oggi siamo di fronte a un'emergenza economica non più sostenibile". "Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati", ha aggiunto.
Secondo Bittarelli, "senza risposte urgenti, il rischio concreto è il blocco del servizio per l'impossibilità materiale di coprire i costi di gestione".