Le vendite di pompe di calore sono crollate nel 2024, ma ora tornano a crescere. Ecco perché.
Le vendite di pompe di calore nelle abitazioni europee sono aumentate dell'11 per cento nella prima metà del 2026, spinte dall'impennata dei prezzi del gas legata alla guerra in Iran.
Lo shock energetico ha dato nuova urgenza al passaggio dell'UE dai combustibili fossili, con la Commissione europea che incoraggia i governi a ridurre le tasse sull'elettricità.
Secondo l'Associazione europea delle pompe di calore (EHPA), questo è probabilmente uno dei principali motori della crescita delle vendite di pompe di calore registrata finora quest'anno. L'organizzazione sostiene da tempo che la diffusione di queste soluzioni dipende in modo marcato dal prezzo dell'elettricità.
I nuovi dati dell'EHPA riguardano 12 Paesi europei: Austria, Belgio, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo e Svezia.
Dai dati emerge che tra gennaio e giugno sono state vendute circa 1,16 milioni di pompe di calore, rispetto a 1,04 milioni nella prima metà del 2025.
Si tratta di un netto cambio di rotta rispetto al 2024, quando le vendite erano calate del 47 per cento (fonte in inglese) nella prima metà dell'anno rispetto al 2023, dopo che la corsa alle installazioni durante la crisi energetica del 2022 si era attenuata.
I prezzi elevati del gas spingono le pompe di calore, ma le tasse sull'elettricità restano un ostacolo
Le pompe di calore catturano energia dall'aria, dall'acqua o dal suolo e la trasformano in calore o aria fredda. Funzionano con l'elettricità, il che le rende un'alternativa interessante alle caldaie a gas, soprattutto nel contesto della guerra in Iran.
L'ostruzione da parte dell'Iran del traffico marittimo attraverso il vitale Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gas, ha fatto schizzare i prezzi dell'energia a livelli record.
"L'Europa sta mettendo fine alla sua dipendenza da una droga tossica e costosa fornita da partner inaffidabili: il gas", afferma Paul Kenny, direttore generale dell'EHPA. "Più rapidamente l'elettricità diventerà la soluzione più conveniente, più in fretta potremo ripulire il nostro sistema energetico".
Secondo l'EHPA, le pompe di calore sono da tre a cinque volte più efficienti dal punto di vista energetico rispetto alle caldaie. Tuttavia, in Europa le imposte sull'elettricità sono spesso più alte di quelle sul gas, per via di complessi fattori storici. Questo rende meno vantaggioso, dal punto di vista economico, elettrificare le abitazioni con tecnologie come pompe di calore e veicoli elettrici.
Come il Piano d'azione per l'elettrificazione dell'UE potrebbe favorire le pompe di calore
Il Piano d'azione per l'elettrificazione dell'UE, pubblicato a luglio 2026, punta a cambiare la situazione armonizzando la tassazione. Il documento fissa anche l'obiettivo di quattro milioni di nuove installazioni di pompe di calore all'anno in Europa entro il 2030 e prevede che, entro il 2040, l'elettricità rappresenti quasi la metà dei consumi energetici dell'UE, rispetto a circa un quarto oggi. La Commissione stima che una diffusione capillare delle tecnologie elettriche potrebbe consentire di risparmiare circa 200 miliardi di euro sulle importazioni di combustibili fossili entro il 2040.
L'EHPA indica Paesi Bassi e Belgio come esempi di Stati che sono riusciti a spostare la tassazione dall'elettricità ai combustibili fossili. La Danimarca ha invece ridotto specificamente le tasse sull'elettricità per le famiglie con pompe di calore, mentre Paesi come Francia, Germania e Italia offrono contributi e sovvenzioni per l'installazione di questi sistemi.
Una riforma fiscale più ampia a livello UE richiederebbe però il consenso di tutti i 27 Stati membri, che resta un ostacolo significativo.