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Polonia, nuovo arresto tra i neonazisti: preparava un attentato contro una scuola e una moschea

L'Agenzia per la sicurezza interna ABW ha arrestato Paweł G. Gli inquirenti indagano sui preparativi di un attentato.
L'ABW ha arrestato Paweł G. Gli inquirenti indagano sui preparativi di un attentato Diritti d'autore  ABW
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Di Tomasz Lezon
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L'indagine sui gruppi neonazisti accelera: la polizia ha arrestato il 17enne Paweł G., accusato di preparare un attacco terroristico contro una scuola e una moschea. Il tribunale ha disposto tre mesi di custodia cautelare

Il caso è il seguito delle azioni condotte dall'Agenzia per la Sicurezza Interna (ABW) contro persone attive negli ambienti neonazisti ed estremisti su internet.

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Il 18 settembre l'ABW ha comunicato l'arresto di due minorenni che operavano in gruppi che riunivano persone legate a questo tipo di ideologie. Già allora era stato sottolineato che l'indagine aveva carattere dinamico: gli agenti analizzavano i contatti degli arrestati e verificavano se nel processo di radicalizzazione potessero essere coinvolte altre persone.

Le successive risultanze investigative hanno portato a Paweł G. Gli agenti dell'ABW a Katowice lo hanno fermato e perquisito il suo domicilio. Sono stati sequestrati dispositivi elettronici e supporti di dati, sottoposti poi a un'analisi approfondita.

Secondo le verifiche dell'ABW, Paweł G., come i minorenni arrestati in precedenza, era attivo sulle piattaforme Telegram e Discord, dove operavano gruppi legati agli ambienti neonazisti ed estremisti.

Partecipava a discussioni su precedenti attentati terroristici e sui loro autori. In alcune conversazioni comparivano anche temi relativi alla possibilità di compiere nuovi attacchi.

I membri di questi gruppi analizzavano tra l'altro i metodi d'azione dei responsabili di attentati passati, considerandoli come potenziale fonte di ispirazione.

L'ABW ha inoltre accertato che Paweł G. avrebbe fatto parte del gruppo Atomwaffen Polska e avrebbe contribuito a creare il gruppo Bierut Soldier ZNB. In entrambi gli ambienti circolavano contenuti e simboli riconducibili al neonazismo, oltre a conversazioni sulla violenza e sull'attività terroristica.

Accusa di preparazione di un attentato

La più grave tra le accuse mosse a Paweł G. riguarda la preparazione di un attentato terroristico che avrebbe potuto causare la morte di molte persone.

Il ministro della Giustizia Waldemar Żurek ha riferito che Paweł G. avrebbe pianificato "un attentato terroristico di massa", contro una scuola e una moschea.

"Non c'è e non ci sarà alcuna indulgenza per il fascismo, l'odio e la pianificazione di sanguinosi attentati in Polonia" ha scritto il ministro sulla piattaforma X.

"Chi mette a rischio la sicurezza dei polacchi si scontrerà con tutta la severità della legge. La sicurezza non è un ambito su cui si possa scendere a compromessi. È il fondamento della nostra comunità" ha aggiunto Żurek.

Dalle risultanze dell'indagine emerge che il sospettato si sarebbe accordato su questo progetto con una delle persone arrestate in precedenza. Gli inquirenti stanno verificando anche le informazioni sul previsto acquisto di armi e equipaggiamento militare, nonché sulla raccolta di materiali collegati all'attività di organizzazioni terroristiche.

Le altre due accuse riguardano la partecipazione a un gruppo criminale organizzato. Secondo gli inquirenti, la sua attività avrebbe compreso tra l'altro la preparazione di reati di natura terroristica, la propaganda del nazismo e del fascismo e l'incitamento all'odio.

L'alta probabilità che il sospettato abbia commesso i fatti che gli vengono contestati sarebbe confermata dal materiale probatorio raccolto nel corso dell'inchiesta. Particolare rilievo avrebbero avuto gli esiti della perquisizione del suo domicilio e l'analisi dei telefoni e degli altri supporti di dati sequestrati.

Durante la perquisizione gli agenti avrebbero trovato, tra l'altro, coltelli, una baionetta per un fucile d'assalto tipo AKM, nonché libri, patch e altri materiali con simbologia fascista e nazista.

L'analisi dei dati memorizzati sui dispositivi sequestrati avrebbe inoltre rivelato una corrispondenza relativa alla pianificazione di attacchi di massa, compreso un potenziale attacco contro una scuola e una moschea. Le conversazioni avrebbero riguardato anche l'osservazione dei potenziali obiettivi, le modalità di esecuzione degli attacchi e le questioni legate all'acquisizione di armi, munizioni ed equipaggiamento militare. Nella corrispondenza comparivano inoltre informazioni sull'uso di granate e bombe molotov.

Paweł G. è stato interrogato in qualità di indagato. Non ha ammesso i reati contestati e si è rifiutato di rendere dichiarazioni.

A suo carico è in corso un procedimento penale. Dopo avergli presentato le accuse, il pubblico ministero ha chiesto al tribunale l'applicazione della custodia cautelare. Il 20 settembre il tribunale ha accolto la richiesta e ha disposto tre mesi di detenzione preventiva per il sospettato.

L'ABW ricostruisce altri possibili coinvolgimenti

L'analisi dei materiali raccolti ha portato gli agenti a un'altra persona legata a questo ambiente, attiva nella regione di Łódź. Il 19 settembre la Delegazione dell'ABW a Łódź ha avviato le attività in questo caso.

Gli inquirenti hanno inoltre identificato un cittadino tedesco minorenne. Secondo le informazioni raccolte dall'ABW, avrebbe dichiarato la propria disponibilità a compiere un attacco con armi da fuoco. Tra le sue motivazioni ci sarebbero l'odio razziale, la xenofobia e l'intolleranza religiosa. Le informazioni sul ragazzo sono state trasmesse a un servizio estero partner, che ha avviato nei suoi confronti le procedure di competenza.

L'indagine è ancora in corso e potrebbe portare a nuove risultanze. L'ABW sta verificando non solo chi abbia avuto contatti con questo ambiente, ma anche in che modo sia avvenuto il processo di radicalizzazione dei giovani.

Uno dei principali filoni dell'inchiesta è stabilire se i giovani coinvolti agissero da soli o se fossero sotto l'influenza di persone che avrebbero potuto avviare o ispirare le loro azioni. L'Agenzia analizza quindi se dietro il processo di radicalizzazione possano esserci figure che svolgevano il ruolo di iniziatori o ispiratori.

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