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Jorge Palma (1950-2026): Le canzoni che non moriranno mai

Jorge Palma viveva il palco con passione
Jorge Palma viveva il palcoscenico con passione Diritti d'autore  Luiz Carvalho
Diritti d'autore Luiz Carvalho
Di Ricardo Figueira & Ana Filipa Palma
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo martedì il Portogallo si è svegliato più triste: è morto Jorge Palma, 76 anni, per un arresto cardiorespiratorio. L’artista se n’è andato, ma le sue canzoni restano. Da Herman José ad António Zambujo, Euronews ha chiesto qual è la loro preferita.

Jorge Palma, uno dei cantautori più importanti della musica portoghese contemporanea, è morto lunedì all’età di 76 anni fisici, anche se metaforicamente aveva vissuto più di centomila anni, come cantava in Encosta-te a mim, brano dell’album Voo Nocturno del 2007. Resterà nella storia il videoclip in cui Palma appare circondato dagli amici di ieri e di sempre. Palma può averci lasciato, ma le sue canzoni faranno per sempre parte della cultura e dell’anima portoghese.

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In Estróina, brano del suo ultimo album, Vida (2023), canta così: “sia chi sia il mio becchino, abbia la gentilezza di vestirmi come si deve”. Non ci può essere veste migliore delle tante parole di addio che gli sono già state dedicate, e anche delle molte che ha scritto lui stesso.

E, come continuava a cantare, “e già che la vita dev’essere vissuta dal vivo e a colori, brindiamo ai piaceri, senza falsi pudori”. Ed è quello che faremo. Euronews ha parlato con alcune persone vicine al cantante, al mondo della cultura portoghese e ammiratrici incondizionate del suo lascito, per capire che cosa resta dopo la sua partenza e quali brani non dimenticheranno mai.

Herman José - Attore e comico

Per Herman José, che ha incrociato più volte, in diverse occasioni, il percorso di Jorge Palma, la sua scomparsa “lascia un silenzio difficile da colmare”.

Uno dei ricordi più speciali che ha con il cantante risale al 1974. “Sono stato suo musicista, accanto al grande Pedro Osório. È uno di quei ricordi che il tempo non cancella e che oggi torna con una forza particolare. Eravamo tutti molto più giovani, in un Portogallo che cominciava anche lui una vita nuova, e già lì c’era l’eccezionale personalità musicale di Jorge: inquieta, libera, imprevedibile, affascinante”, sottolinea.

Il comico afferma che Jorge Palma era un “musicista assolutamente singolare”, uno di quelli “che non hanno mai avuto bisogno di assomigliare a nessuno per essere riconosciuti al primo accordo, alla prima parola, alla prima inflessione di quella voce”.

Di tutta l’opera che Jorge Palma lascia, Herman José sceglie Deixa-me Rir (da O Lado Errado da Noite, 1985), “forse perché in quel brano ritrovo molto di Jorge: l’intelligenza, l’ironia, la diffidenza verso le certezze, una certa malinconia nascosta dietro il sorriso. E quella rara capacità di dire cose serie senza perdere mai l’irriverenza”, conclude.

Brano dell’album 'O Lado Errado da Noite' del 1985

António Zambujo - Cantante e compositore

Per il cantante di Beja, scegliere una sola canzone di Jorge Palma è “ingiusto” perché “tutta la sua opera è ricchissima”. Ha comunque accettato la sfida di Euronews e ha indicato il brano O Meu amor Existe, dall’album per voce e pianoforte , del 1991.

“Considero questo disco il migliore della storia della musica portoghese, e qualunque cosa potessi dire su Jorge Palma non sarebbe mai sufficiente, vista la statura che, a mio avviso, ha”, ha dichiarato.

Gabriel Gomes - Musicista e compositore

“Ho perso un amico, un eroe”, esordisce Gabriel Gomes, fisarmonicista ed ex membro dei Madredeus e dei Sétima Legião. Per aggiungere subito dopo: “Ho guadagnato moltissimo con la sua presenza nella mia vita”.

Gabriel Gomes e Jorge Palma si esibiscono insieme al Museu de AlmadaGabriel Gomes e Jorge Palma si esibiscono insieme al Museu de Almada

Proprio quest’anno ha condiviso il palco con Jorge Palma e, al festival Artes à Vila, al Mosteiro da Batalha, ha presentato il suo primo lavoro da solista.

“Il vuoto fa male, ma la sua memoria e la sua opera finiranno per colmarlo. È stato rapido, come meritava”, conclude.

Gabriel Gomes ha scelto il brano Passos em Volta, dell’album Bairro do Amor, che hanno suonato insieme tante volte sul palco e in cui, proprio come nel testo, Jorge Palma “ha aperto la finestra ed è volato via”.

'Passos em Volta' fa parte dell’album del 1989 'Bairro do Amor'

Tiago Cação - Agente artistico

Con una lunga carriera nell’industria musicale, dello spettacolo e del management artistico, ci ha confessato di non aver mai voluto conoscere Jorge Palma.

“Non ho mai voluto conoscere Jorge. Non ho mai voluto avvicinarmi a lui. Ho sempre voluto lasciare Jorge in un luogo intangibile, dove stanno i grandi poeti, i grandi musicisti che ho sempre ammirato. Venerdì, mio padre (molto più giovane di Jorge), che credevo non sapesse nulla di musica, ha detto: ‘Non mi piacerebbe morire senza vedere un concerto di Jorge Palma. Perché artisti come Jorge pensiamo sempre che non muoiano. E non muoiono’”, racconta.

Per Tiago, la canzone che non dimenticherà è Sonhadores inatos. “Mi riconosco nell’idea semplice di non smettere mai di sognare, nonostante le inevitabilità che comporta stare al mondo.”

Fernando Vendrell - Regista

Il regista confida che oggi non riesce a ricordare altro che Frágil (Bairro do Amor, 1989). “Questa notte mi sento così fragile”, parafrasa.

Regista di film come 'Aparição' o 'Sombras Brancas', Fernando Vendrell ricorda Jorge Palma come “uno straordinario autore di canzoni”.

“A mio parere sono tra le canzoni più perfette del Portogallo. Il suo sguardo e la sua scrittura erano agili, le sue melodie graziose e uniche. Portavano con sé un mondo a cui appartenevamo o di cui volevamo far parte”, afferma.

'Frágil' è tratto dall’album 'Bairro do Amor' del 1989

Ana Margarida de Carvalho - Giornalista e scrittrice

Quando ha ricevuto la notizia della morte del cantante, le è venuta subito in mente Na Terra dos Sonhos, per la melodia e perché scritta da un “ottimista scettico”.

Ana Margarida de Carvalho confessa di conoscere tutti gli album, le canzoni, le versioni acustiche e live, dove si è distinto “il suo virtuosismo al pianoforte, alla viola o alla chitarra elettrica”: “Aveva un’enorme versatilità, una voce potente che ha resistito al tempo”, ricorda, parlando dei tanti concerti a cui ha assistito. La voce di Jorge Palma ha continuato a farsi sentire anche nella sua quotidianità. “È sempre nella mia playlist in macchina…”, dice.

Tra le tante canzoni di Jorge Palma, la giornalista cita anche Portugal, Portugal, che considera “un inno”, oppure Estrela do Mar, con quegli accordi “che sembrano onde, o il quartetto d’archi, in cui rende omaggio al Quartetto di Alessandria di Durrell”.

A Euronews ha però detto di scegliere Eu Fui um Lobo Malvado (Acto Contínuo, 1982). “Con un testo ingenuo, ma che, a mio avviso, è una canzone che fa il giro su se stessa e diventa la più bella dichiarazione di benvenuto, una canzone sull’amicizia e sulla riconciliazione. E la so a memoria, e anche i miei figli la sanno a memoria.”

Non ho ancora maneggiato un’arma che non abbia fatto rimbalzo / e la cicatrice sopravvive sempre alla più perfetta fasciatura / ma quando vorrai sarai la benvenuta nel mio castello / che forse, proprio perché è vecchio e rugoso / non ha bisogno di pittura”, la cita.

Luiz Carvalho - Fotografo

L’autore della foto di copertina di questo articolo (che ha concesso generosamente per la pubblicazione) ricorda il suo primo incontro con il cantante: “Ti conosco da quel pomeriggio del 1980 a Parigi, quando ti ho fotografato mentre cantavi nella metro di Saint-Michel. Poi siamo andati a bere qualcosa, credo che ci fosse anche Graça Lamy. Quel maledetto negativo esiste, ma non riesco a trovarlo. Adoro la tua opera e, soprattutto, il tuo atteggiamento verso la vita: libero, inconformista, educato, un musicista con radici colte, a volte troppo folle perché il corpo riuscisse a reggerne il prezzo. Avrei voluto girare un documentario su di te, una cosa viva, camera a spalla, sonoro in presa diretta… resterai sempre nel mio cuore e continuerò ad ascoltarti, finché avrò strada davanti a me”.

La canzone scelta è O Lado Errado da Noite, “una melodia di grande impatto, che ha molto a che vedere con una parte del suo percorso”.

Infine… le scelte degli autori di questo testo

Ana Filipa Palma: A Gente Vai Continuar non è soltanto una delle sue canzoni migliori, è anche una delle più ascoltate oggi e, soprattutto, una garanzia che la sua voce resterà “finché ci saranno venti e mare”.

L’omaggio a Palma, nell’ultima edizione dei premi Play, si è chiuso con tutta la platea a cantare A Gente Vai Continuar.

Ricardo Figueira: scelgo Bairro do Amor perché è bello credere che esista un luogo disegnato con le matite colorate da persone che hanno sofferto per non avere nessuno, un Paese dove non ci sono prigioni né ospedali, dove il sole sembra più grande e c’è un’onda di tenerezza in ogni sguardo. Anche se quel luogo esiste soltanto nelle canzoni.

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