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I leader di 17 Paesi UE chiedono di dare priorità all'agricoltura e alla coesione, Meloni: obiettivo comune

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Campo di grano -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Fortunato Pinto
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In una lettera indirizzata alla presidenza del Consiglio dell'Unione europea, i capi di Stato e di Governo di 17 Paesi chiedono che i finanziamenti per l'agricoltura e la coesione siano preservati

I leader di 17 Paesi dell'Unione europea hanno inviato una lettera al Taoiseach Micheál Martin, in qualità di presidente di turno de Consiglio dell'Unione europea, chiedendo che sia data priorità all'agricoltura in previsione della revisione del Negotiation Box, il documento redatto dalla presidenza per guidare e restringere progressivamente i negoziati sul bilancio a lungo termine dell'UE.

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Poiché i negoziati sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 entrano in una fase decisiva, i leader di Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna eUngheria, hanno inviato "alcune considerazioni in vista della prossima revisione del Negotiating Box".

"Riconosciamo pienamente che l'Unione Europea sta affrontando un contesto strategico in evoluzione, che porta con sé nuove sfide ma anche nuove opportunità per un'azione europea comune", si legge nella lettera di cui sono primi firmatari la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente della Romania Nicușor Dan.

"l prossimo QFP deve consentire all'Europa di cogliere queste opportunità rispondendo al contempo a sfide crescenti, tra cui sicurezza e difesa, competitività, connettività, sicurezza energetica e resilienza. Allo stesso tempo, ciò non deve avvenire a scapito delle politiche basate sui trattati, che rimangono la spina dorsale dell'integrazione europea e contribuiscono esse stesse ad affrontare queste nuove sfide", scrivono i leader europei.

"Pertanto, il volume totale stabilito nel Negotiating Box della Presidenza cipriota rimane la base pertinente per far fronte efficacemente a tutte queste esigenze finanziarie. Non è il momento per l'Europa di abbassare le proprie ambizioni", aggiungono ancora i capi di Stato e di governo.

I leader poi insistono che la Politica di Coesione e la Politica Agricola Comune (PAC) siano politiche di lunga data, ma i loro obiettivi sono più che mai attuali. "Esse promuovono la convergenza tra gli Stati membri e le regioni, rafforzano il Mercato Unico e sostengono le aree rurali e meno sviluppate. Contribuiscono inoltre alla competitività e alla sicurezza alimentare dell'Europa, fornendo al contempo un sostegno tangibile a milioni di cittadini europei e dimostrando il valore aggiunto della spesa comune europea".

Per i leader, entrambe le politiche si sono ripetutamente adattate alle nuove realtà economiche e sociali pur rimanendo fedeli agli obiettivi dei loro Trattati. Generano inoltre vantaggi diretti e indiretti per le economie di tutta l'Unione Europea.

"Riteniamo pertanto che i finanziamenti complessivi per la Politica di Coesione e la PAC debbano essere preservati nel prossimo QFP. Come sottolineato nella nostra Dichiarazione Congiunta del 26 maggio, queste politiche subiscono già riduzioni in termini reali in base alla proposta della Commissione, nonostante l'aumento complessivo delle dimensioni del QFP. Un'ulteriore riduzione non modernizzerebbe il bilancio dell'UE; lo indebolirebbe soltanto e rischierebbe di minare il sostegno pubblico al progetto europeo. Inoltre, il nuovo QFP comporta già una trasformazione fondamentale della sua struttura, programmazione e approccio alla spesa", spiegano poi.

I leader poi sostengono che le nuove priorità dell'Europa richiedano adeguate risorse aggiuntive, mentre i finanziamenti per l'Agricoltura e la Coesione debbano essere preservati.

Si dicono anche pronti a lavorare in modo costruttivo sul lato delle entrate, comprese le proposte per nuove risorse proprie che allevierebbero la pressione diretta sui bilanci nazionali. Tali risorse dovrebbero essere autentiche, eque, semplici e non regressive, in linea con la nostra Dichiarazione di maggio. Valuteremo attentamente gli adeguamenti alle proposte che la Commissione si è impegnata a presentare", prosegue la lettera.

Secondo i leader dei 17 Paesi firmatari, andrebbero considerate, come opzioni, un rimborso più graduale del NextGenerationEU, che potrebbe creare ulteriore spazio fiscale nel prossimo QFP, subordinatamente a una valutazione del suo impatto sul costo complessivo del rimborso, nonché strumenti di debito europei limitati e mirati, per priorità strategiche chiaramente identificate, in linea con la Dichiarazione di maggio.

Per i leader, l'attuale sistema dei rimborsi (rebates) non dovrebbe trovare spazio nel prossimo QFP. I rimborsi erano intesi ad affrontare un onere eccessivo sui contributi di alcuni Stati membri. Le circostanze che in origine giustificavano tali correzioni, sostengono, sono fondamentalmente cambiate. Nel valutare i contributi nazionali, si dovrebbe tenere conto non solo del loro livello assoluto, ma anche dei diversi livelli di prosperità degli Stati membri e dello sforzo relativo richiesto a ciascuno di essi, concludono in fine i leader dicendosi aperti alla collaborazione con la presidenza del Consiglio.

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