Il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, e Flávio Bolsonaro avranno sabato l’ultima occasione per convincere gli elettori nei comizi nello stato decisivo di San Paolo prima di un voto combattuto, segnato da scandali e attacchi personali.
Milioni di brasiliani andranno alle urne domenica in un'elezione dominata da due rivali: l'attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex leader Jair Bolsonaro, sconfitto da Lula quattro anni fa.
I due incarnano poli opposti dello spettro politico, con visioni contrastanti su temi che vanno dal modo di combattere il crimine organizzato ai rapporti che il più grande Paese dell'America Latina dovrebbe avere con l'amministrazione Trump.
Il veterano della sinistra Lula da Silva, 80 anni, corre per un quarto e ultimo mandato. Avverte gli elettori che la sovranità del Brasile è in gioco di fronte alle pressioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il capo di Stato brasiliano ha ripetutamente messo in guardia gli USA dal interferire nelle elezioni del Paese.
Lo scorso anno Washington ha imposto dazi del 50% sui prodotti brasiliani, citando tra le motivazioni anche il processo a Jair Bolsonaro, alleato di Trump.
All'inizio di quest'anno gli Stati Uniti hanno introdotto una nuova tornata di dazi, denunciando pratiche commerciali sleali nonostante registrino un surplus commerciale. Hanno inoltre classificato i principali cartelli della droga brasiliani come organizzazioni terroristiche straniere, poco dopo una visita del senatore Bolsonaro alla Casa Bianca. Lula si è opposto a entrambe le misure.
Il candidato di sinistra ha fatto della difesa della sovranità brasiliana uno dei fili conduttori della campagna. Nei giorni che precedono il voto, il suo staff ha diffuso una versione in portoghese del brano di Bad Bunny "Lo que le pasó a Hawaii", che richiama la colonizzazione delle Hawaii da parte degli USA come un esempio da non imitare.
Flávio Bolsonaro punta sulla sicurezza e sull'austerità fiscale
Lula da Silva è impegnato in una serrata sfida con il senatore di destra Flávio Bolsonaro, 45 anni, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Quest'ultimo, alleato stretto di Trump, sta scontando una pena di 27 anni per tentato colpo di Stato dopo la sua fallita candidatura alla rielezione nel 2022.
Dopo avere attraversato il Brasile in lungo e in largo nelle ultime settimane, i candidati si preparano a giocare le ultime carte nei comizi conclusivi in programma a São Paulo (Lula da Silva) e a Rio de Janeiro (Flávio Bolsonaro).
Lula terrà il suo ultimo comizio nella megacittà di São Paulo, dove magliette e striscioni riportano slogan come "Lula presidente di nuovo" e "Il Brasile appartiene ai brasiliani".
Flávio Bolsonaro, dal canto suo, ha preso parte a un raduno di motociclisti a circa 400 chilometri di distanza, nello stato di São Paulo, e chiuderà la giornata con un ultimo comizio a Rio de Janeiro. I suoi eventi sono caratterizzati da enormi bandiere statunitensi e da giganteschi palloni gonfiabili raffiguranti Trump, che non sostiene il senatore ma dice di seguire le elezioni brasiliane "molto da vicino".
Il figlio di Jair Bolsonaro sta portando avanti la campagna su una piattaforma di politiche di sicurezza di linea dura e austerità fiscale, definendo Lula "incompetente" e insistendo sull'alto costo della vita.
Se vincerà le elezioni, Flávio Bolsonaro porterà il Brasile nel gruppo di Paesi dell'America Latina composto da Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica e Perù, che negli ultimi anni hanno virato a destra ed eletto governi favorevoli a Trump.
Campagna serrata tra scandali e insulti
La campagna è stata particolarmente aspra in una nazione profondamente divisa. In un Brasile altamente polarizzato programmi e promesse dei candidati sono stati spesso oscurati da una raffica di scandali e attacchi personali, mentre entrambi cercano di conquistare l'attenzione di ogni elettore indeciso.
Nel corso della campagna è emerso che Flávio Bolsonaro è indagato per corruzione legata al finanziamento del film biografico "Dark Horse", dedicato al padre e finanziato dal banchiere detenuto Daniel Vorcaro.
Vorcaro è al centro di una delle più grandi inchieste finanziarie del Paese, che ha coinvolto numerose figure di potere. Lo scandalo ha provocato anche uno scontro pubblico al Supremo Tribunale Federale, dove alcuni giudici sono stati associati a Vorcaro.
Una massiccia campagna online da entrambe le parti ha spinto i rivali a sfruttare ogni gaffe, accusa o voce, trasformandole rapidamente in video ben confezionati o in immagini generate dall'IA, diffusi sui social network.
Per queste elezioni del 4 ottobre sono iscritti dodici candidati alla corsa presidenziale, ma si ritiene che solo Lula e Bolsonaro abbiano reali possibilità di diventare il prossimo capo di Stato del Brasile. I quasi 160 milioni di elettori registrati nel Paese eleggeranno anche deputati, governatori e alcuni senatori, oltre al Presidente della Repubblica.
Secondo i sondaggi nessuno dei candidati dovrebbe vincere al primo turno di domenica. I due sono dati in perfetta parità e un ballottaggio, previsto per il 25 ottobre, appare più che probabile.