Secondo i dati ufficiali, i casi di Ebola confermati nel Paese africano sono almeno 8.000. La situazione resta grave nonostante gli aiuti umanitari e sanitari, spesso osteggiati da violenze
L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha causato oltre 4.000 morti su più di 8.000 casi confermati. Lo hanno riferito venerdì le autorità del Paese.
L’epidemia di Ebola, individuata ufficialmente a metà maggio, ha colpito regioni instabili del vasto Paese dell’Africa centrale, dove scontri armati e violenze, insieme a una grave carenza di risorse, hanno ostacolato negli ultimi giorni la risposta sanitaria al virus, che ha un'alta mortalità.
Secondo gli ultimi dati ufficiali, si contano 4.018 morti su 8.300 casi, con 2.162 persone guarite, per un tasso di letalità finora del 48,4 per cento.
Sono stati inoltre registrati quattro decessi su sei casi nella provincia del Nord Kivu, nel nord-est, in aree controllate dal gruppo antigovernativo M23, sostenuto da Kigali, ha reso noto il movimento venerdì.
Dopo essere partita nell’Ituri, anch’essa nel nord-est, l'attuale ondata epidemica si è ormai estesa a sette province del nord e dell’est.
La risposta è stata ostacolata dal conflitto, ma anche dalla diffidenza verso le autorità, molto radicata tra gli abitanti di diverse province.
Scontri violenti ostacolano gli aiuti sanitari
Negli ultimi giorni si sono verificati scontri violenti tra milizie locali che hanno complicato la risposta nell’Ituri, con oltre 5.000 persone sfollate, ha riferito l’Onu giovedì.
Un centro di transito per pazienti affetti da Ebola è stato incendiato martedì nella stessa provincia, dopo che soldati sono entrati in un sito per sfollati, che sono fuggiti immediatamente, secondo le Nazioni Unite.
Un collaboratore incaricato di individuare i casi è stato ucciso in un attacco contro una struttura sanitaria nella provincia del Nord Kivu, hanno reso noto le autorità congolesi mercoledì.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot era atteso venerdì a Bunia, capoluogo dell’Ituri, per manifestare il sostegno di Parigi alle autorità locali e agli operatori umanitari.
Al momento non ci sono indicazioni che la Francia intenda fornire nuovi aiuti umanitari, ma tra gennaio e luglio il Paese ha stanziato 13,4 milioni di euro per la lotta contro l’Ebola.
Gli Stati Uniti hanno invece annunciato lo stanziamento di ulteriori 237 milioni di euro per contrastare la diffusione della malattia.
Gli operatori sanitari sono particolarmente esposti al rischio di contagio nelle zone povere e remote, dove le infrastrutture sanitarie sono carenti.
Sono attualmente allo studio diversi vaccini e trattamenti contro il ceppo Bundibugyo del virus Ebola, responsabile dell’attuale focolaio.
Le prime dosi del vaccino Ervebo, già dimostratosi efficace in passato contro il ceppo Zaire, la variante più comune, sono state somministrate nelle ultime settimane a volontari tra il personale in prima linea, nell’ambito di una sperimentazione clinica.