Il Ministero della Transizione ecologica ha aperto un'indagine dopo aver rintracciato Toñi, l’orca più anziana dello stretto di Gibilterra, con segni sulla pinna dorsale compatibili con colpi di pallini.
Toñi ha circa 60 anni ed è conosciuta tra i ricercatori come "la nonna" della popolazione di orche che si sposta tra lo Stretto di Gibilterra e il golfo di Cadice. Questa settimana è apparsa con fino a una decina di segni sulla pinna dorsale e sul dorso che, secondo le organizzazioni che la seguono, non comparivano nelle fotografie scattate alcune settimane prima.
A lanciare l'allarme è stata l'organizzazione conservazionista WeWhale, dopo aver confrontato lo stato attuale dell'animale con il suo registro fotografico precedente. Janek Andre, fondatore di WeWhale e di Iberian Orca Guardians, ha spiegato che le ferite ora osservate sulla pinna e sul dorso sono, a suo avviso, compatibili con l'impatto di uno sparo di fucile.
Il Grupo de Trabajo Orca Atlántica è andato oltre nell'analisi tecnica. Secondo questo collettivo, le lesioni potrebbero corrispondere a pallini di piombo di circa 9 millimetri, simili a quelli utilizzati nelle cartucce a pallettoni per il cinghiale, e ha sottolineato che questo tipo di munizione di solito distribuisce nove proiettili in tre file da tre, un disegno che ritengono coincidente con la disposizione dei segni riscontrati sull'animale.
Indagine aperta
Il Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica è venuto a conoscenza del caso nel pomeriggio dell'11 agosto, grazie alle informazioni inviate da WeWhale (fonte in spagnolo), organizzazione che opera nella zona con autorizzazione amministrativa. Il giorno successivo, la Direzione generale della biodiversità, delle foreste e della desertificazione ha avviato gli atti preliminari per chiarire i fatti e, se del caso, aprire un procedimento sanzionatorio contro i responsabili.
La vicepresidente e ministra per la Transizione Ecologica, Sara Aagesen, ha confermato attraverso il social network Bluesky che l'orca presentava segni compatibili con colpi di pallini e ha sottolineato che si tratta di una specie vulnerabile, per cui qualsiasi danno causato nei suoi confronti costituisce un reato grave.
A questo lavoro si è aggiunta anche CIRCE, organizzazione che svolge il monitoraggio scientifico delle orche iberiche dal 1999 e che dispone di un archivio fotografico di Toñi che copre oltre due decenni.
L'ente ha sottolineato che, prima di determinare l'origine delle lesioni, è necessario esaminare nel dettaglio le immagini disponibili, confrontarle con la serie storica e realizzare un nuovo monitoraggio diretto dell'esemplare e del suo gruppo.
Per il momento, nessuna delle amministrazioni coinvolte ha confermato ufficialmente che le ferite provengano da uno sparo, anche se questa resta l'ipotesi principale.
Cosa prevede la legge e come comportarsi di fronte a un'orca
La popolazione di orche dello Stretto di Gibilterra e del golfo di Cadice è classificata come vulnerabile nel Catalogo spagnolo delle specie minacciate. L'articolo 57 della legge 42/2007, sul patrimonio naturale e la biodiversità, vieta qualsiasi azione volta a uccidere, catturare, inseguire o molestare gli esemplari inclusi in questo catalogo.
La normativa specifica per la protezione dei cetacei aggiunge ulteriori restrizioni: non è consentito avvicinare un'imbarcazione a meno di 500 metri, entrare in contatto con gli animali, fare il bagno con loro, dar loro da mangiare, ostacolarne la rotta, separare i gruppi o emettere forti rumori per attirarli o spaventarli.
Nell'area critica dell'Ensenada de Barbate, Conil e Banco Majuán è inoltre vietato l'avvistamento di orche tra il 1º marzo e il 31 agosto. Chi non rispetta queste misure rischia multe fino a due milioni di euro e responsabilità penale, secondo lo stesso MITECO.
Dal 2020 è stato registrato un aumento delle interazioni di queste orche con le imbarcazioni che navigano nello Stretto e nel golfo di Cadice. Per questo motivo, il Ministero dei Trasporti e il MITECO sconsigliano di navigare nella zona tra aprile e agosto e, in caso di incontro con l'animale, raccomandano di dirigersi verso la costa, evitare qualsiasi manovra che possa danneggiarlo, tenere le persone lontane dal bordo e avvisare il Centro di coordinamento del soccorso.
Il caso di Toñi ha riportato l'attenzione su questa popolazione protetta. Le organizzazioni che lavorano nella zona insistono sul fatto che questi animali hanno bisogno di protezione, non di ritorsioni.