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Marocco, Fatima-Zahra Mansouri prima donna incaricata di formare il governo

Fatima Zahra Mansouri, ministra, politica e sindaca di Marrakech, partecipa a un comizio del Partito Autenticità e Modernità (PAM) a Tangeri, in vista delle legislative.
Fatima-Zahra Mansouri, ministra, politica e sindaca di Marrakech, partecipa a un comizio del Partito Autenticità e Modernità (PAM) a Tangeri, in vista delle legislative. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Alla Mansouri aspettano varie sfide: prima di tutto riconquistare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni politiche e affrontare la disoccupazione giovanile e le disuguaglianze sociali

Fatima-Zahra Mansouri è la prima donna nella storia del Marocco a ricevere l'incarico di formare il governo. A nominarla è stato martedì il re Mohammed VI, una settimana dopo le elezioni legislative che hanno visto il suo Partito Autenticità e Modernità (PAM) conquistare il maggior numero di seggi. Mansouri dovrà ora costruire una maggioranza in Parlamento, dove il suo partito è lontano dalla soglia necessaria per governare da solo.

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La nomina è stata annunciata dal Ministero della Casa Reale dopo un incontro tra il sovrano e Mansouri al palazzo reale di Rabat. Il re l'ha nominata, ai sensi dell'articolo 47 della Costituzione, capo del governo e le ha affidato il compito di formare il nuovo esecutivo.

La scelta arriva dopo il successo del PAM alle elezioni del 23 settembre. Il partito ha ottenuto 97 dei 395 seggi della Camera dei rappresentanti, davanti al Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (RNI), fermo a 66, e all'Istiqlal, con 65. Il Partito Giustizia e Sviluppo (PJD) ha ottenuto 54 seggi, mentre il Movimento Popolare ne ha conquistati 29.

Per ottenere la fiducia, Mansouri dovrà quindi aprire negoziati con le altre forze politiche. La maggioranza assoluta alla Camera richiede 198 seggi.

Chi è Fatima-Zahra Mansouri

Nata a Marrakech nel 1976, Mansouri è avvocata e ha costruito la propria carriera politica all'interno del PAM, il Partito Autenticità e Modernità fondato nel 2008.

Il suo primo incarico di rilievo è arrivato nel 2009, quando è stata eletta sindaca di Marrakech, diventando la prima donna a guidare il consiglio comunale della città. È tornata alla guida della città dopo le elezioni del 2021, affiancando l'incarico a quello di deputata.

Nel 2021 è entrata anche nel governo di Aziz Akhannouch come ministra dell'Assetto del territorio, dell'Urbanistica, dell'Edilizia e della Politica della città, incarico che ha mantenuto fino alla formazione del nuovo esecutivo.

Dal febbraio 2024 Mansouri fa parte della direzione collegiale del PAM ed è la coordinatrice del partito. È in questa veste che è stata ricevuta martedì da Mohammed VI.

"Non sono una donna di ferro né di acciaio"

Mansouri ha più volte respinto l'immagine della politica costruita attorno a una figura di forza personale. In un'intervista pubblicata dal suo partito ha rifiutato l'etichetta di "donna di ferro", spiegando di non essere "una donna di ferro né di acciaio" e descrivendosi invece come una militante libera all'interno del PAM.

Il suo percorso politico è stato segnato soprattutto dagli incarichi amministrativi e di governo, oltre che dalla guida del partito. Ora dovrà trasformare il successo elettorale del PAM in una maggioranza parlamentare.

La fine del governo Akhannouch

Mansouri prende il posto di Aziz Akhannouch, capo del governo dal 2021. Dopo le elezioni di quell'anno, Akhannouch aveva formato una coalizione composta dal suo RNI, dal PAM e dall'Istiqlal.

Questa volta il PAM è arrivato primo, mentre l'RNI è sceso al secondo posto con 66 seggi. Il partito di Akhannouch ha perso 36 seggi rispetto al 2021. Anche l'Istiqlal ha registrato un arretramento, mentre il PJD, forza islamista che aveva guidato il governo marocchino per un decennio prima del tracollo elettorale del 2021, è tornato a crescere fino a 54 seggi.

Bassa affluenza e giovani tra le sfide del nuovo governo

Il nuovo esecutivo dovrà affrontare una partecipazione elettorale particolarmente bassa. Alle legislative del 23 settembre ha votato circa il 38 per cento degli aventi diritto, uno dei livelli più bassi registrati in Marocco negli ultimi decenni e nettamente inferiore al 50,88 per cento del 2021.

Tra le questioni più rilevanti ci sono l'occupazione, soprattutto quella giovanile, le disuguaglianze sociali e la fiducia nelle istituzioni. Il PAM ha impostato la campagna su un programma che prevede, tra gli altri obiettivi, la creazione di un milione di posti di lavoro e una maggiore spesa per sanità, istruzione e salari.

Mansouri dovrà inoltre guidare un governo chiamato a gestire importanti investimenti in vista dei Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Spagna e Portogallo.

Il PAM e il rapporto con il Palazzo

Fondato nel 2008 da Fouad Ali El Himma, allora vicino a Mohammed VI e successivamente consigliere del re, il Partito Autenticità e Modernità è nato in una fase di forte trasformazione della politica marocchina, anche come contrappeso alla crescita del PJD.

Il partito ha fatto parte del governo uscente insieme a RNI e Istiqlal. Dopo il risultato del 23 settembre, sarà però Mansouri a guidare le consultazioni per la formazione del nuovo esecutivo. La sua nomina segna intanto una svolta nella rappresentanza politica femminile del Paese: per la prima volta una donna è stata incaricata di guidare il governo del Marocco.

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