Sziget punta da sempre sulla responsabilità sociale: da decenni ospita il Civil Sziget per chi va al festival. Numerosi i temi sociali e civili affrontati
Di notte si fa festa, di giorno si parla di diritti umani. Sziget ha sempre puntato sulla responsabilità sociale: da decenni ospita il Civil Sziget (Isola Civile).
Nelle tende allestite in quella zona presentano la loro attività 40 organizzazioni della società civile, dalla Croce Rossa alla Società Nucleare fino a Europe Point.
I giovani stremati dalle danze per tutta la serata qui possono fermarsi un momento, compilare test e giocare a giochi di società di abilità e sui diritti civili.
Dallo scorso anno molte cose sono cambiate e lo avvertono anche i volontari delle Ong. Dopo il cambio di governo, ad esempio, è stato possibile organizzare il Budapest Pride senza alcun divieto. Secondo la comunità trans Prizma è un passo nella giusta direzione, ma in Ungheria i diritti delle persone Lgbtqia+ restano comunque molto limitati.
"Durante il Covid hanno fatto passare leggi che hanno ridotto in modo drastico i diritti della comunità Lgbtqia+. Per esempio nel 2020, con una legge omnibus, il paragrafo 33, hanno vietato il cambio ufficiale di sesso e di nome all’anagrafe. Il nuovo assetto politico finora non ha fatto nulla su questo. Speriamo che lo faccia. Io lo vedo promettente, ma ci crederò solo quando sarà realizzato anche sulla carta" ha raccontato Erik, organizzatore della comunità del gruppo.
Nella tenda delle organizzazioni per i diritti delle donne Patent e Nane prevale lo stesso ottimismo. Qui le attiviste vogliono che il governo Tisza ratifichi al più presto la Convenzione di Istanbul, che mira a eliminare la violenza domestica.
Secondo l’attivista ed esperta Katalin Gyulai, il nuovo governo finalmente ascolta i reclami delle organizzazioni per i diritti delle donne, e anche per questo è stato abolito il cosiddetto decreto sul battito cardiaco fetale.
Non solo la politica ungherese, ma anche quella internazionale si insinua, almeno un po’, al Sziget Festival. I volontari del Jewish Meeting Point sono ormai abituati a ricevere domande molto dirette sulle offensive a Gaza e sulle colonie in Cisgiordania. E dai bombardamenti iraniani in poi sono ancora di più quelli curiosi di conoscere l’opinione di chi vive lì.
"Le persone naturalmente hanno delle domande. Io vivo in Israele, quindi posso parlare del conflitto da una prospettiva completamente diversa. Anche da quella prospettiva in cui due mie amiche sono state uccise, ho molti amici soldati e, naturalmente, da quella in cui ho conoscenze palestinesi. Si può fare domande. Ci sono persone che ascoltano, altre pensano che stia solo diffondendo propaganda" ha affermato una delle responsabili della tenda dedicata alla cultura ebraica, Zita Ferenczi, che da quindi anni partecipa allo Sziget in questo modo.
Esplorare il Civil Sziget può essere emozionante anche per i più piccoli: ogni volta che completano un compito ricevono un timbro sul loro passaporto del Sziget e, quando è pieno, possono scegliere tra premi di valore.
Il Sziget Festival naturalmente è soprattutto musica e divertimento, ma l’affluenza al Civil Sziget mostra chiaramente che, nell’epoca delle guerre, della crisi energetica e del cambiamento climatico, i giovani sono sempre più interessati alle questioni sociali.