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Ungheria: parlamento sospende immunità al premier Magyar e a due politici d'opposizione

Hankó, Magyar e Seszták
Hankó, Magyar e Seszták -  Diritti d'autore  MTI
Diritti d'autore MTI
Di Ferenc Szekely
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Il partito di Viktor Orbán Fidesz ha denunciato l’avvio della procedura sull’immunità dei deputati d’opposizione, parlando di crisi della democrazia e di processo politico. In giornata il Parlamento ha deciso su tre casi

Lunedì il parlamento ungherese ha deciso di sospendere l'immunità al premier ungherese Péter Magyar e a due politici dell'opposizione, l’ex ministro dello Sviluppo Seszták Miklós e l’ex ministro della Cultura Hankó Balázs.

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Nel caso di Magyar, i pubblici ministeri potranno ora procedere per le accuse di furto di cui è imputato.

Il capogruppo del partito ungherese Fidesz, Bóka János, in una conferenza stampa prima della seduta plenaria, ha annunciato che il suo partito non avrebbe partecipato alla sessione in cui si vota la decisione.

János ha però avvertito che, una volta tornato al potere, chiederà conto a chi ha collaborato a una procedura che il partito considera illegale. Argomenti analoghi sono stati avanzati anche da Rétvári Bence, capogruppo del KDNP. Il diretto interessato, Hankó Balázs, ha illustrato in dettaglio i motivi per cui si ritiene innocente.

I precedenti dei tre casi di immunità parlamentare

Nel caso che riguarda l’ex ministro della Cultura Hankó Balázs, sono sotto esame i finanziamenti del Nemzeti Kulturális Alap (Fondo Culturale Nazionale). Secondo la Procura, le decisioni sui contributi sono state prese aggirando la procedura ufficiale dei bandi, e parte del denaro sarebbe stata destinata alle spese della campagna elettorale per il 2026 e a fini personali.

Le autorità parlano, per 1.079 sovvenzioni, di un danno patrimoniale complessivo di 17,3 miliardi di fiorini. La sospensione dell’immunità di Hankó è stata chiesta per sospetta gestione infedele del patrimonio pubblico.

Per quanto riguarda l’ex ministro dello Sviluppo Seszták Miklós, la Procura lo collega all’accettazione di tangenti nell’esercizio delle sue funzioni. Secondo i sospetti, tra il 2015 e il 2018, in relazione alle società contrattualizzate con la compagnia di trasporti Volánbusz, avrebbe ottenuto insieme all’allora direttore dell’ente statale di gestione del patrimonio vantaggi indebiti per oltre 11 miliardi di fiorini. La Procura sta esaminando anche ulteriori pagamenti legati a progetti di costruzione pubblici.

Perché il parlamento ungherese ha sospeso l'immunità a Magyar: le accuse di furto

Il caso di Magyar nasce da un episodio avvenuto in un locale di Budapest nel giugno 2024. Secondo la Procura, avrebbe preso il telefono di un uomo che lo stava riprendendo in video e lo avrebbe poi gettato nel Danubio. l’apparecchio è stato successivamente restituito al proprietario.

Per sospetto furto, in passato era stata chiesta al Parlamento europeo la sospensione dell’immunità di Magyar, ma l’assemblea aveva respinto la richiesta. Dopo la sua elezione a deputato dell’Assemblea nazionale ungherese, la Procura si è rivolta al Parlamento di Budapest.

Nel caso di Magyar la Commissione competente aveva raccomandato di non sospendere l’immunità. Dopo la lettura del parere, il capo del governo ha esercitato il diritto di intervenire in aula e ha chiesto personalmente la sospensione della propria immunità, dichiarando di ritenere legittimo e corretto il gesto contestato e di non averlo mai rimpianto.

Nella successiva votazione il plenum ha approvato la sospensione dell’immunità del primo ministro.

In nessuno dei tre casi la decisione sulla sospensione dell’immunità equivale a un verdetto di colpevolezza: consente soltanto l’avvio e lo svolgimento del procedimento penale nei confronti degli interessati.

La decisione finale è stata presa dalla seduta plenaria dell’Assemblea nazionale, con votazioni separate sui casi. In precedenza la Commissione per le immunità aveva esaminato le richieste e formulato un parere, ma la sospensione dell’immunità può essere deliberata solo dal plenum. Per approvarla è necessario il voto favorevole di due terzi dei deputati presenti, perciò la presenza dei parlamentari di opposizione che hanno boicottato la seduta non è indispensabile.

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