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Francia, Leone XIV a Metz: “Il multilateralismo contro il dominio”. E cita De Gasperi

Il papa Leone XIV riceve le congratulazioni del presidente Emmanuel Macron dopo il suo discorso al meeting "At the Roots of Europe for Peace and Unity", 28 settembre 2026.
Papa Leone XIV viene salutato dal presidente francese Emmanuel Macron, a sinistra, dopo il discorso al meeting "At the Roots of Europe for Peace and Unity", 28 settembre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo/Laurent Cipriani
Diritti d'autore AP Photo/Laurent Cipriani
Di Estelle Nilsson-Julien
Pubblicato il
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In un discorso da Metz, papa Leone XIV ha richiamato le radici cristiane dell'Europa e ha sollecitato i leader a difendere l'ordine internazionale basato sulle regole

Papa Leone XIV rilancia il valore del multilateralismo e del dialogo come strumenti per contrastare guerre e divisioni, e chiede all’Europa di riscoprire le proprie radici cristiane. Lo ha fatto a Metz, nell’est della Francia, città natale di Robert Schuman, considerato uno dei padri fondatori dell’integrazione europea.

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Nel suo discorso al Robert Schuman Convention Center, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron, il pontefice ha definito il diritto internazionale e il multilateralismo “la migliore difesa contro il desiderio di dominio”, indicando nella ricerca del dialogo una via per superare la logica dello scontro.

Leone XIV ha descritto un mondo segnato da guerre, fame e relazioni sempre più deteriorate, anche tra cittadini e istituzioni. Ha denunciato un clima internazionale nel quale diventano sempre più frequenti “menzogne e inganni” e in cui viene meno la fiducia, mentre il valore del rispetto degli impegni presi rischia di essere messo da parte.

Leone XIV: “Il dialogo invece dello scontro”

Proprio nella città legata a Schuman, il Papa ha richiamato l’esperienza europea del secondo dopoguerra come esempio della possibilità di trasformare conflitti e interessi divergenti attraverso il confronto.

“L’Europa può spezzare questo ciclo difendendo il principio del rispetto per gli altri”, ha detto, ricordando come negli ultimi ottant’anni il continente abbia dimostrato che opinioni, rivendicazioni e interessi diversi possono essere affrontati “attraverso il dialogo e non lo scontro”.

Pur senza citare direttamente la guerra della Russia contro l’Ucraina, Leone XIV ha parlato di una nuova “strage senza senso” sul suolo europeo e ha insistito sulla necessità di non considerare la guerra inevitabile.

“È necessario impegnarsi in un dialogo paziente, mostrare coraggio nei negoziati ed essere disposti a compromettere alcune posizioni per il bene superiore della pace”, ha affermato.

Il Papa ha inoltre messo in guardia dall’idea che il riarmo possa essere considerato di per sé una risposta ai conflitti. Nel suo intervento ha richiamato la lezione di Schuman, distinguendo la ricerca della pace dal semplice equilibrio delle forze.

“Non possiamo parlare d’Europa senza il cristianesimo”

Una parte centrale del discorso è stata dedicata alle radici cristiane del continente.

Per Leone XIV, l’Europa non è soltanto una realtà geografica, ma soprattutto una “realtà culturale e storica”, costruita nel tempo attraverso incontri e contaminazioni.

“Non possiamo parlare d’Europa, dunque, senza menzionare il cristianesimo”, ha affermato il Papa, sostenendo che le tradizioni cristiane possono convivere con la costruzione del futuro europeo.

“L’Europa ha prosperato e progredito quando ha saputo attingere ai lati migliori del proprio passato e reinventarli in modo nuovo e creativo grazie all’incontro con gli altri”, ha aggiunto.

Nel suo discorso ha citato anche Robert Schuman e l’italiano Alcide De Gasperi, sottolineando il ruolo delle radici cristiane nella costruzione del progetto europeo e richiamando valori come dignità della persona, responsabilità, rispetto della legge, democrazia e giustizia.

Metz e la memoria delle guerre europee

La scelta di Metz non è casuale. La città della Lorena si trova vicino ai confini con Germania e Lussemburgo e porta nella propria storia le tracce dei conflitti che hanno segnato l'Europa.

Metz è infatti passata più volte sotto sovranità francese e tedesca e fu annessa dalla Germania nazista nel 1940, dopo la sconfitta e l’occupazione della Francia.

È anche la città natale di Robert Schuman, protagonista della nascita del progetto europeo. Schuman, cattolico e politico francese di origine alsaziana-lorenese, è associato alla Dichiarazione del 9 maggio 1950, considerata uno dei passaggi fondativi dell'integrazione europea.

La presidenza francese aveva presentato l'appuntamento di Metz come un'occasione per mettere in evidenza la dimensione europea e transfrontaliera della Lorena, regione segnata da una lunga storia comune con i Paesi vicini.

All'incontro hanno partecipato anche rappresentanti di diverse confessioni religiose, tra cui il rabbino capo di Francia Haïm Korsia e Chems-Eddine Hafiz, rettore della Grande Moschea di Parigi.

Dopo il discorso, Leone XIV ha proseguito la visita a Metz con una processione in papamobile e una messa nella cattedrale, prima del rientro in Vaticano.

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