L’Etna torna in attività: una nube di cenere vulcanica ha portato alla sospensione dei voli in arrivo a Catania. L’Ingv segnala nuova fase eruttiva
Nuova fase eruttiva per l’Etna e nuovi disagi per il traffico aereo. A causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera, l’aeroporto di Catania ha sospeso l'arrivo di aerei fino alle 12 di sabato. Lo ha reso noto la Sac, società che gestisce lo scalo di Catania. Le partenze degli aerei presenti in pista sono regolarmente in corso.
Alcuni voli sono stati invece dirottati sull'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo: tra questi quelli provenienti da Zurigo (Edelweiss), Roma Fiumicino (Ryanair), Katowice (Ryanair), Bergamo (Ryanair), Berlino (Ryanair) e Basilea (Easyjet Switzerland).
I voli cancellati
Decine di voli sono stati cancellati venerdì, altre decine dirottati a Comiso (Ragusa), Trapani e Palermo dove, per agevolare gli spostamenti dei passeggeri, Trenitalia ha predisposto collegamenti straordinari per arrivare a Catania, passando da Palermo e Messina, con 500 posti disponibili.
Si è messo in moto anche il sistema di Protezione civile regionale che è "in allerta dalla scorsa notte, con le organizzazioni di volontariato pronte a supportare i passeggeri negli scali
Venerdì mattina, l'aeroporto internazionale di Palermo Falcone-Borsellino ha gestito l'arrivo di 21 voli aggiuntivi deviati da Catania per l'emergenza vulcanica. "Un impegno importante, reso ancora più significativo dal sostenuto traffico commerciale previsto oggi all'aeroporto di Palermo, con 134 voli in arrivo e 133 in partenza", hanno detto da Gesap, società di gestione dello scalo palermitano.
L’allerta dell’Ingv passa al livello rosso per il traffico aereo
La sospensione dei voli è arrivata dopo l’avviso emesso dall’Osservatorio Etneo dell’Ingv, che ha innalzato il livello del Vona (Volcanic Observatory Notice for Aviation) da arancione a rosso a causa della presenza di una nube vulcanica ad alta quota.
Secondo i rilievi dei vulcanologi, l’attuale attività dell’Etna è caratterizzata da una nuova alimentazione lavica e da un’intensificazione dell’attività esplosiva del cratere Voragine.
Lava dalla Voragine verso la Valle del Bove
Dai sopralluoghi e dal monitoraggio delle telecamere di sorveglianza emerge che continua il flusso lavico che dalla Voragine si riversa verso il cratere di Nord-Est.
La bocca eruttiva apertasi intorno alle 9.30 nella Valle del Leone, a circa 2.750 metri di quota, resta attiva e alimenta alcuni flussi di lava. Uno dei fronti lavici ha superato Monte Simone, nella desertica Valle del Bove, arrivando intorno ai 2.000 metri di altitudine.
Gli altri flussi osservati dai tecnici dell’Ingv risultano invece in fase di raffreddamento o solo debolmente alimentati.
Cenere ricaduta su alcuni centri abitati
L’attività della fontana di lava ha provocato ricadute di cenere vulcanica in diversi comuni alle pendici dell’Etna, tra cui Adrano, Ragalna, Piano Vetore e Nicolosi.
Nelle ultime ore l’attività esplosiva del cratere Voragine è aumentata, generando una nube eruttiva che si sta disperdendo verso Sud.
Sul fronte sismico, l’ampiezza del tremore vulcanico - il parametro che indica l’energia dei condotti magmatici interni - ha registrato una lieve diminuzione, ma resta comunque su livelli elevati.
Le localizzazioni del tremore continuano a concentrarsi in corrispondenza del cratere Voragine, a circa 3.000 metri sul livello del mare. L’Ingv segnala inoltre la presenza di tremore infrasonico, mentre al momento non vengono rilevati eventi infrasonici significativi.
La situazione resta quindi sotto stretta osservazione, con il vulcano in piena attività e il traffico aereo di Catania condizionato dalla presenza della nube di cenere.