"Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno. Per quando riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina", ha annunciato l'ad di Eni Claudio Descalzi. Gli utili dell'azienda sono saliti del del 59,2% da inizio 2026
"Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno". annuncia l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi. E spiega: "Per quando riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina (come annunciato a fine settembre), monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo".
Non è passato neanche un mese da quando la compagnia di Stato ha fissato un tetto ai prezzi alla pompa, per alleviare la pressione dei rincari sulle tasche delle famiglie, proprio quando il taglio alle accise stava evaporando: 1,99 euro al litro per la benzina, 2,19 per il diesel, salito a 2,25 quando il governo ha tolto lo sconto di 6 centesimi sulle tasse.
La mossa di Eni, caldeggiata dal governo Meloni, aveva provocato un effetto a cascata sulle altre grandi compagnie spingendo anche i piccoli distributori e le pompe bianche ad adeguarsi ai nuovi listini.
Da parte di questi ultimi, che erogano poco meno della metà del totale, non erano mancate le accese critiche perché lo sconto avrebbe messo in difficoltà le realtà minori e distorto la competizione.
Nei primi nove mesi dell’anno, stando all'ad Descalzi, l'utile operativo della compagnia è cresciuto del 59,2% a 14,9 miliardi.