Diverse petroliere sono finite sotto attacco nello Stretto di Hormuz mentre Stati Uniti e Iran si scambiano colpi, alimentando il timore che il conflitto possa coinvolgere altri Paesi del Golfo
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran è rapidamente peggiorato nella notte, con attacchi contro navi commerciali, nuove operazioni militari e crescenti timori che gli scontri possano estendersi in tutto il Golfo.
Lo sviluppo più grave si è registrato nello Stretto di Hormuz, dove Emirati Arabi Uniti e Norvegia affermano che diverse petroliere sono state colpite da missili da crociera iraniani mentre attraversavano la zona.
Due petroliere emiratine sono state raggiunte dai colpi iraniani. Un cittadino indiano membro dell’equipaggio è stato ucciso e altri otto sono rimasti feriti, dopo che entrambe le navi hanno preso fuoco.
Il ministero della Difesa degli Emirati ha definito l’attacco "una chiara violazione del diritto internazionale" e ha dichiarato di riservarsi il diritto di adottare qualsiasi misura necessaria per proteggere i propri interessi.
Anche la Stolt-Nielsen, compagnia di navigazione norvegese, ha annunciato che una delle sue petroliere è stata attaccata al largo dell'Oman nelle prime ore di martedì.
La petroliera Stolt Magnesium è stata colpita all'incirca nello stesso momento in cui due petroliere degli Emirati Arabi Uniti sono state raggiunte da missili da crociera di Teheran.
L'attacco ha provocato un incendio nella sala macchine della nave ma l'equipaggio è rimasto illeso.
USA attaccano Iran meridionale mentre Teheran colpisce Bahrain e Kuwait
Gli Stati Uniti hanno inoltre intensificato la loro campagna militare. Il Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha riferito di aver condotto un’operazione di cinque ore nell'Iran meridionale, con obiettivi sistemi di difesa costiera, siti missilistici e di droni, e altre capacità marittime. Il CENTCOM ha inoltre reso noto che oltre 50mila militari statunitensi sono attualmente dispiegati in Medio Oriente.
Teheran sostiene di aver risposto colpendo una nave da guerra statunitense e obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait. La Giordania ha inoltre dichiarato di aver intercettato quattro missili iraniani entrati nel suo spazio aereo nella notte.
Trump ripristina blocco navale USA su Hormuz
L’ultimo scambio di attacchi arriva alla vigilia di un nuovo blocco navale statunitense, che dovrebbe iniziare martedì alle 20:00 GMT. Il provvedimento prenderà di mira le navi dirette da e verso i porti iraniani, consentendo al resto del traffico commerciale di continuare a transitare nello Stretto di Hormuz.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la misura sui social, affermando che Washington diventerà il "Guardiano dello Stretto di Hormuz" e proponendo una tassa del 20 per cento sui carichi commerciali in transito.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha respinto la rivendicazione statunitense sul corridoio marittimo, ribadendo che l’Iran è sempre stato, e resterà, il garante dello Stretto.
Timori di un conflitto regionale più ampio
Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del petrolio mondiale commercializzato, rendendolo uno dei corridoi energetici più importanti del pianeta.
Con il traffico commerciale sotto attacco, i Paesi vicini sempre più coinvolti nei combattimenti e le operazioni militari che si estendono in tutto il Golfo, crescono i timori che ogni nuovo scambio aumenti il rischio di un conflitto regionale molto più ampio.