Con il ritrovamento di altri 157 corpi i morti superano quota 4.400 mentre rimangono più di 300 vittime non identificate. Sul territorio proseguono le operazioni di soccorso da parte di autorità e volontari
4.490 è il numero di vittime provocate dal duplice terremoto che ha scosso il Paese di magnitudo 7.2 e 7.5 avvenuto lo scorso 24 giugno, dopo la segnalazione del ritrovamente di ulteriori 157 corpi.
Nonostante l’aggiornamento del bilancio, il governo venezuelano evita di fornire una cifra ufficiale di persone disperse.
Il presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, ha spiegato che più di 300 cadaveri restano senza identificazione e ha sostenuto che non saranno forniti dati sui dispersi finché non si disporrà di informazioni verificate.
Le operazioni di ricerca e di rimozione delle macerie proseguono, soprattutto nelle zone più colpite dello stato di La Guaira.
Rodríguez ha riferito sui social media domenica che sono state assistite 120.794 famiglie e che 19.583 persone sono ospitate in 108 campi temporanei allestiti, principalmente nelle scuole di Caracas e degli stati circostanti di Miranda e La Guaira.
Sono state distribuiti 9.995 tonnellate di cibo e 18,5 milioni di litri d'acqua. Nel Paese sono dispiegati 30.535 volontari registrati e 31.837 funzionari di diverse agenzie.
Quasi 18.000 persone hanno perso la casa, ma le autorità ritengono che questo numero potrebbe aumentare con il proseguimento delle ispezioni degli edifici che, pur non essendo crollati, hanno subito danni.
Dalla scossa principale sono state registrate 1.222 repliche, mentre le autorità e i volontari sostengono le operazioni di salvataggio e la distribuzione di cibo, acqua e aiuti di prima necessità nelle zone devastate.