Secondo l’analista Andrea Muratore, l'assenza della premier al vertice della Coalizione dei Volenterosi non indica un disimpegno italiano: Tajani rappresenterà Roma ai summit e l'Italia continua a sostenere Kiev. Ma resta aperto il nodo delle garanzie di sicurezza e del ruolo europeo in Ucraina
Secondo l’Eliseo, il vertice in programma questo lunedì a Parigi servirà a consolidare il sostegno militare e politico all’Ucraina, rafforzare la pressione sulla Russia e definire i dettagli delle future garanzie di sicurezza per Kiev in caso di cessate il fuoco. Al centro dei lavori anche il contrasto alla cosiddetta “flotta fantasma” russa, utilizzata per aggirare le sanzioni occidentali.
La Coalizione dei volenterosi riunisce i principali alleati europei di Kiev e sarà presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron insieme al premier britannico Keir Starmer e al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Parteciperà anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
L’assenza di Giorgia Meloni non coincide con un’assenza dell’Italia. A rappresentare Roma sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che parteciperà sia al summit dedicato alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina sia all'incontro della coalizione per il contrasto ai missili balistici, un fronte particolarmente rilevante in vista del rischio di un’ulteriore escalation russa.
A Parigi sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
"L’Italia negli ultimi anni ha rafforzato il proprio impoegno politico a favore di Kiev", osserva Andrea Muratore, analista di scenari geopolitici ed economici per InsideOver. "Roma continua a contribuire anche sul piano militare, ad esempio attraverso il sostegno alla difesa aerea ucraina".
L’Italia, sottolinea Muratore, "rimane comunque allineata alla linea europea di sostegno all’Ucraina", ma presenta alcune criticità nella gestione dei nuovi programmi di sicurezza europei.
Secondo l’analista, però, il dato politico dell’assenza di Meloni resta significativo: "Può essere letto anche come una presa di distanza con Emmanuel Macron."
"Il presidente francese sta sfruttando la presenza di numerosi leader internazionali a Parigi, in occasione della Festa della Bastiglia, per rafforzare il peso politico del vertice."
Il punto più delicato riguarda la definizione delle future garanzie per Kiev. Sulla difesa aerea Roma è coinvolta, mentre sull’ipotesi di schierare truppe europee sul terreno ha mantenuto una posizione incerta.
Questa differenza di approccio ha inciso sulla compattezza europea e transatlantica: "La Coalizione dei Volenterosi nasce soprattutto dall’iniziativa franco-britannica, con il coinvolgimento tedesco. Francia e Regno Unito possono rivendicare anche il ruolo di potenze nucleari e il formato E3; l’Italia, in questo schema, ha meno strumenti per incidere".
Proprio l’eventuale presenza di soldati europei sul territorio ucraino rappresenta uno dei punti più delicati: Mosca ha già avvertito che le truppe occidentali sarebbero considerate “obiettivi militari legittimi”. Macron aveva ipotizzato in passato anche l’impiego di circa 10 mila militari, tra cui una componente francese significativa.
Giorgia Meloni: "cerniera" tra Europa e Usa
Secondo Muratore, il progetto dei Volenterosi "va in una direzione parzialmente diversa rispetto agli obiettivi di Meloni", anche se il recente vertice NATO potrebbe aver avvicinato le posizioni.
"Resta però un’asimmetria di fondo: il vertice NATO ha dimostrato che una pace sostenibile passa ancora dagli Stati Uniti. L’attore politico decisivo rimane Donald Trump, non a caso Volodymyr Zelensky ha cercato un sostegno diretto da Washington".
Gli Stati Uniti hanno escluso l’invio di truppe sul terreno, ma potrebbero avere un ruolo nella supervisione di un eventuale accordo di tregua. Diversi Paesi europei, infatti, considerano essenziale una forma di garanzia americana per rendere credibile il piano.
In questo scenario, il ruolo dell’Italia potrebbe essere quello di "cerniera" tra Europa e Stati Uniti. "Roma può cercare di mantenere un dialogo tra le due sponde dell’Atlantico, proprio grazie alla posizione di Meloni", ha spiegato Muratore.
Guardando al futuro, secondo Muratore la sfida sarà duplice: "L’Europa è riuscita finora a mantenere una linea coerente, ma avrebbe difficoltà a garantire da sola un sostegno prolungato all’Ucraina. Bisognerà anche ragionare sul dopo guerra: come accompagnare la ricostruzione di un Paese fragile e quale relazione costruire con la Russia nel lungo periodo".