L'agenzia marittima UKMTO ha riferito degli incidenti e ha consigliato alle navi della zona di procedere con cautela. Poche ore dopo il Dipartimento di Stato Usa ha revocato la licenza per l'export di greggio iraniano concessa dopo gli accordi di pace e che sarebbe dovuta scadere ad agosto
Un’agenzia marittima britannica ha segnalato martedì attacchi contro tre petroliere nello stretto di Hormuz martedì, poche ore prima della decisione degli Stati Uniti di revocare all'Iran le licenze per l'esportazione di petrolio.
Il centro UK Maritime Trade Operations (UKMTO) ha riferito di avere ricevuto la segnalazione di una petroliera che ha riportato “lievi danni strutturali” dopo essere stata colpita da un drone mentre attraversava il tratto di mare, uno dei passaggi più cruciali al mondo per il transito di gas e petrolio.
L’agenzia ha precisato che non sono stati segnalati né vittime né impatti ambientali e che la nave “sta proseguendo verso il prossimo porto di scalo”.
Circa 40 minuti prima, l’UKMTO aveva reso noto che un’altra petroliera sarebbe stata colpita da un “proiettile non identificato” nello stretto, subendo “danni strutturali”. Anche in questo caso, ha aggiunto, non sono state riportate vittime.
L’agenzia sta indagando sugli episodi e ha invitato le imbarcazioni presenti nell’area a procedere con cautela.
Nella mattinata di martedì, una terza nave ha segnalato di essere stata colpita nella regione da un “proiettile sconosciuto sul lato sinistro (babordo)”, che ha provocato un incendio, secondo quanto riferito dall’UKMTO.
Secondo l’agenzia, la nave stava uscendo dallo stretto navigando verso sud, nei pressi di Limah, in Oman. Anche in questo caso ha precisato che non risultano vittime né conseguenze per l’ambiente.
L’agenzia di stato iraniana Fars ha identificato una delle navi colpite nello stretto come la Al-Ruqayat, affermando che sarebbe stata presa di mira dopo aver ignorato, secondo le accuse, gli avvertimenti della marina dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC) mentre percorreva la rotta omanita dello stretto. Teheran sostiene che solo la rotta da essa approvata attraverso il passaggio sia sicura.
Majed Al Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, ha condannato l’attacco alla petroliera qatariota, definendolo “un attacco inaccettabile alla sicurezza della navigazione marittima internazionale”.
Ansari ha aggiunto che Doha ritiene l’Iran “pienamente responsabile sul piano legale di questo attacco e di qualsiasi danno e conseguenza ne derivino”.
Revocata la licenza di esportazione di petrolio iraniano emessa a giugno
Poche ore dopo, gli Stati Uniti hanno revocato una licenza che autorizzava la vendita di petrolio iraniano. Il Dipartimento del Tesoro aveva rilasciato la licenza, della durata di 60 giorni, il mese scorso, sospendendo le sanzioni sul petrolio iraniano nell’ambito di un accordo provvisorio volto a porre fine ai combattimenti.
Né i funzionari del Tesoro né la missione iraniana presso le Nazioni Unite hanno risposto alla richiesta di commento avanzata dall’Associated Press, ma i prezzi del petrolio sono saliti del 5 per cento alla notizia.
Lo stretto di Hormuz è da tempo al centro delle tensioni tra Washington e Teheran ed è un elemento chiave del “memorandum d’intesa” concordato dalle due parti a giugno.
Teheran aveva di fatto chiuso lo stretto dopo che, a febbraio, gli Stati Uniti avevano avviato un’azione militare contro l’Iran, scatenando il caos sui mercati energetici mondiali.
In base all’accordo, Washington e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti devono revocare il blocco navale imposto all’Iran, mentre Teheran è tenuta a riaprire lo stretto e a ribadire che “non acquisirà né svilupperà armi nucleari”. L’intesa concede ai due Paesi 60 giorni per giungere a un accordo definitivo.
I colloqui per l’attuazione dell’accordo sono sospesi durante le cerimonie funebri per l’ex Guida suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno del conflitto.