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Incendi boschivi in Spagna nel 2026: le cifre

Immagine di repertorio, incendio a Tenerife (2023)
Immagine di repertorio, incendio a Tenerife (2023) Diritti d'autore  Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved.
Di Jesús Maturana
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La stagione degli incendi avanza in Spagna: quasi 50.000 ettari già bruciati. Cantabria è la zona più colpita, giugno il mese più distruttivo e il Paese conta 14 grandi incendi boschivi dall’inizio dell’anno.

Le cifre variano a seconda di chi le calcola. Il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS (fonte in spagnolo)), che utilizza immagini satellitari, stima che in Spagna siano già bruciati circa 50.000 ettari dall’inizio dell’anno.

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Il Ministero per la Transizione ecologica (Miteco (fonte in spagnolo)) indica invece un dato diverso, leggermente inferiore: 39.700 ettari fino al 21 giugno, in base ai rapporti inviati dalle comunità autonome.

Il Miteco registra quanto ogni regione comunica ufficialmente, mentre EFFIS effettua un monitoraggio continuo dallo spazio. Insieme offrono un quadro più preciso di ciò che accade sul terreno.

Per ora è giugno il mese più critico: 15.900 ettari sono bruciati solo in quel periodo, più di qualsiasi altro mese dall’inizio del 2026. Luglio, invece, è cominciato senza grandi incendi da segnalare, almeno fino al momento della raccolta di questi dati.

Cantabria, al centro della mappa

Se si guarda provincia per provincia, Cantabria spicca sulle altre: circa 15.500 ettari bruciati, il dato più alto del Paese. Non è la regione che ci si aspetterebbe in quella posizione. Storicamente sono Ourense, Zamora e León a registrare i numeri peggiori, anno dopo anno, per la loro vegetazione e orografia.

Ma ogni stagione segue una dinamica propria. Álava è un altro caso significativo: appena 100 ettari bruciati, una cifra ridotta in termini assoluti, ma molto superiore a quanto le sarebbe corrisposto a questo punto dell’anno in base ai dati storici.

Incendi attivi nella settimana del 4 luglio 2026 nella Penisola Iberica
Incendi attivi nella settimana del 4 luglio 2026 nella Penisola Iberica EFFIS - Copernicus EOX Sentinel-2

Per quanto riguarda gli incendi di maggiori dimensioni, quelli che il Miteco classifica come grandi incendi boschivi, cioè con oltre 500 ettari devastati, in Spagna se ne contano 14 dall’inizio dell’anno.

Gli episodi più recenti si sono verificati sulla Costa Brava (il 3 luglio), a San Bartolomé de la Torre e Villanueva de los Castillejos (Huelva), Alcampell (Huesca), Obejo (Córdoba) e Congosto (León).

Dall’inizio del secolo in Spagna sono già stati registrati 353 grandi incendi. Sono pochi rispetto al numero complessivo di roghi dichiarati ogni anno, ma concentrano gran parte dei danni e lasciano cicatrici che impiegano decenni a scomparire.

Una stagione difficile anche in Europa

Il fenomeno non riguarda solo la Spagna. Nell’insieme dell’Unione europea la superficie bruciata sfiora già i 130.400 ettari, il 16% in più rispetto a quanto è normale in questo periodo dell’anno. In alcuni Paesi lo scostamento è ancora maggiore:

  • La Slovacchia ha superato di molto la sua media storica per questa fase dell’anno.
  • La Francia ha numerosi focolai attivi.
  • In Estonia il dato è otto volte superiore alle attese.
  • Il Portogallo ha attivato il Meccanismo europeo di protezione civile a causa degli incendi.

Lo schema si ripete stagione dopo stagione: alcuni mesi di relativa calma seguiti da picchi che concentrano buona parte dei danni annuali. Resta da capire se luglio e agosto, i mesi tradizionalmente più pericolosi, seguiranno la stessa tendenza o se saranno segnati da incendi di maggiore portata.

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