I dati preliminari dell’Europa occidentale indicano oltre 4.000 morti in più, mentre le temperature record di giugno mettono sotto pressione i sistemi sanitari e i governi corrono ai ripari per prepararsi a future ondate di calore.
Secondo i dati nazionali preliminari, l'ondata di caldo di fine giugno, che ha fatto salire le temperature in alcune aree d'Europa a livelli record, avrebbe provocato oltre 4.000 decessi in eccesso in diversi Paesi dell'Europa occidentale.
In Francia, nella settimana iniziata il 22 giugno, nel pieno dell'ondata di caldo da record, sono stati registrati 2.025 decessi in più, pari a un aumento di quasi il 30%.
In Belgio si è registrato un aumento della mortalità del 39%, pari a 1.222 decessi in più, tra il 18 e il 29 giugno. Le autorità belghe hanno dichiarato (fonte in inglese) che si tratta del più alto numero di decessi giornalieri nel Paese dalla prima ondata di coronavirus.
Nei Paesi Bassi sono stati registrati (fonte in inglese) circa 480 decessi in più nella settimana 22–28 giugno, con l'impatto maggiore tra gli over 80, in coincidenza con temperature record vicine ai 40 °C.
In Spagna, l'Istituto di sanità Carlos III ha segnalato almeno 1.028 decessi legati al caldo, più del doppio dei 407 registrati nel giugno 2025.
Le autorità sottolineano che si tratta ancora di dati provvisori. L'agenzia sanitaria pubblica francese, Santé publique France, ha avvertito che il bilancio reale delle vittime è «probabilmente sottostimato».
Con il ritorno previsto di temperature molto elevate, i governi sono ora sotto pressione per intervenire.
Il ministro della Salute belga Frank Vandenbroucke ha incaricato il Risk Management Group del Paese di elaborare entro l'inizio della prossima settimana raccomandazioni per rafforzare la preparazione, ha riferito il Brussels Times (fonte in inglese).
Nel frattempo i partiti di opposizione in Francia hanno criticato la risposta del governo al caldo estremo. Giovedì i Verdi hanno presentato una mozione di sfiducia contro il governo del primo ministro Sébastien Lecornu, sostenendo che non ha preparato adeguatamente il Paese all'aumento delle temperature.