Anthropic ripristinerà l’accesso globale ai suoi modelli Fable 5 e Mythos 5 dopo che il Dipartimento del Commercio USA ha revocato le restrizioni di sicurezza che ne avevano bloccato l’uso all’inizio del mese
Il governo statunitense ha revocato le restrizioni sui potenti modelli di IA, tra cui Fable 5 e Mythos 5, secondo quanto annunciato da Anthropic, la società di intelligenza artificiale che ha sviluppato il popolare modello di chat "Claude".
La società ha fatto sapere martedì che inizierà presto a ripristinare l’accesso globale ai suoi modelli di IA più avanzati.
In un post su X, Anthropic ha scritto: "Abbiamo ricevuto comunicazione che il Dipartimento del Commercio ha revocato i controlli all’export su Claude Fable 5 e Mythos 5" e ha aggiunto: "Domani inizieremo a ripristinare l’accesso".
All’inizio del mese, le autorità statunitensi avevano bloccato l’accesso ai modelli per motivi di sicurezza nazionale.
Solo quattro giorni fa, la società aveva annunciato di avere ottenuto l’autorizzazione del governo per consentire a un ristretto gruppo di aziende statunitensi di cybersicurezza di utilizzare Mythos 5.
Il 12 giugno il governo statunitense aveva imposto all’improvviso al laboratorio di intelligenza artificiale Anthropic di interrompere l’accesso ai suoi due modelli di punta, dopo la scoperta di vulnerabilità nei sistemi di protezione progettati per evitare un uso improprio dello strumento.
La restrizione è stata ora revocata dopo che una lettera, visionata dai media statunitensi, ha indicato che l’amministrazione Trump si è detta soddisfatta, almeno per il momento, del fatto che Anthropic "abbia adottato misure, in stretta coordinazione con il governo degli Stati Uniti, per affrontare i rischi associati a Claude Mythos 5 e Claude Fable 5".
Altman: "Il processo non è ottimale"
L’intervento mette in evidenza l’attenzione crescente di Washington sulle tecnologie di IA avanzate. Come Anthropic, anche il laboratorio rivale OpenAI ha accolto le richieste del governo statunitense, limitando il lancio del suo nuovo e potente modello GPT-5.6 a un numero ristretto di partner autorizzati.
Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha espresso alcune perplessità sull’attuale quadro regolatorio. Venerdì, in un post su X pubblicato insieme ai dettagli sul lancio di GPT-5.6, ha scritto: "Non è esattamente il processo che riteniamo ottimale".
L'UE valuta i rischi, necessarie "misure non discriminatorie"
Le misure restrittive invocate dagli Stati Uniti ad inizio mese avevano spinto la Commissione europea a valutare le possibili implicazioni per gli utenti dell'UE.
"Stiamo assistendo all'arrivo sul mercato di una nuova generazione di modelli di IA altamente capaci. Questi modelli offrono benefici significativi, anche per la ciberdifesa, ma sollevano anche serie preoccupazioni in materia di cybersicurezza che devono essere affrontate", aveva dichiarato il 14 giugno il portavoce della Commissione europea per la sovranità tecnologica, Thomas Regnier.
L'Unione europea ha sottolineato che le misure restrittive non dovrebbero colpire indiscriminatamente partner e alleati, non condannando invece l'applicazione di tali misure verso paesi terzi.
"Si tratta di una sfida condivisa, non limitata a una singola giurisdizione o azienda. Riteniamo che le misure di emergenza adottate in quest'ottica non debbano essere discriminatorie nei confronti dei partner", mentre "stiamo esaminando da vicino le conseguenze pratiche per gli utenti europei di questi servizi", ha aggiunto Regnier.
Sebbene le restrizioni siano state successivamente revocate, l'episodio rappresenta un'ulteriore conferma della necessità per l'Europa di rafforzare la propria sovranità tecnologica e di accelerare lo sviluppo nei settori strategici dell'intelligenza artificiale.
Il dibattito ha visto anche l’intervento di alcuni Stati membri.
In una lettera indirizzata alla commissaria europea per la Tecnologia Henna Virkkunen e resa pubblica dal governo austriaco il 28 giugno, il sottosegretario di Stato austriaco per la Digitalizzazione Alexander Proell ha scritto che è importante che l’Europa non venga tagliata fuori dalle principali innovazioni.
L’Austria ha proposto che l’Unione Europea prenda in considerazione la possibilità di ospitare Anthropic all’interno dei confini del blocco, al fine di contrastare i tentativi degli Stati Uniti di impedire agli stranieri di utilizzare i modelli più avanzati dell’azienda specializzata in intelligenza artificiale.