Il leader di Place publique afferma di essere stato informato dal Segretariato generale della difesa e della sicurezza nazionale di una campagna di destabilizzazione attribuita a un gruppo direttamente controllato dai servizi di intelligence militare russi.
Mentre dovrebbe annunciare la sua candidatura alla fine dell’estate, Raphaël Glucksmann si ritrova al centro di un caso di ingerenza russa. Il leader di Place Publique, formazione di centro sinistra, sostiene di essere stato preso di mira da un’operazione di destabilizzazione orchestrata dalla Russia.
"I servizi russi hanno iniziato le loro operazioni di destabilizzazione della campagna del 2027. E questo è solo l'inizio", avverte in un messaggio su X.
L’eurodeputato riferisce di essere stato informato dal Segretariato generale della Difesa e della Sicurezza nazionale (SGDSN) di un attacco attribuito al gruppo di propaganda Storm-1516, che sarebbe legato ai servizi di intelligence militare russi (GRU).
"L'operazione russa è identificata, tracciata, attribuita", afferma.
Il gruppo avrebbe ripreso i codici del media Blast – grafica, colori e perfino l’appello alle donazioni alla fine dei video – per creare un falso sito d’informazione che diffonde contenuti (video e articoli) destinati a screditare il candidato potenziale.
"Questo falso media è arrivato a usurpare l’identità di giornalisti, produrre documenti falsi, riprodurre voci grazie all’intelligenza artificiale, diffondere un video completamente manipolato che coinvolge la mia compagna Léa Salamé ed Edwy Plenel…", precisa il socialdemocratico.
In uno dei video diffusi da questa piattaforma, si sostiene che "Léa Salamé avrebbe cercato di corrompere alcuni media in cambio della pubblicazione di articoli volti a dare un’immagine positiva di suo marito e a promuovere il suo programma elettorale", riporta Franceinfo.
"L’obiettivo è rendere virale una menzogna totale per infangare personalità considerate ostili dal regime russo", denuncia Raphaël Glucksmann.
Perché è stato usato un faòso sito di informazione
Anche i giornalisti citati in questi contenuti, Edwy Plenel di Mediapart e Salomé Saqué di Blast, hanno smentito e condannato queste false informazioni, rispettivamente su X e su Instagram.
"Allerta disinformazione: diversi account diffondono una fake news con un articolo fasullo che mi cita, una mail inventata che non ho mai ricevuto e un video in cui la mia voce è manipolata, il tutto attribuito in modo menzognero a @blast. È tutto falso. Un esempio delle operazioni di destabilizzazione online", ha reagito Edwy Plenel.
Jean-Luc Mélenchon, candidato di La France Insoumise, formazione della sinistra radicale alle prossime elezioni, è intervenuto a sua volta su X, affermando che "è urgente proteggerci collettivamente contro queste campagne di destabilizzazione".
Perché ci sono sospetti di ingerenza russa in diversi Paesi
I sospetti di ingerenza russa nei processi elettorali non sono una novità. In Francia, Mosca è già stata accusata di tentativi di influenza, in particolare durante le elezioni legislative anticipate del 2024 e le elezioni comunali del 2026.
A fine luglio anche Édouard Philippe, candidato di centrodestra alle presidenziali del 2027, è stato preso di mira da un’operazione di disinformazione attribuita alla rete Storm-1516.
Diversi siti falsi e account sui social network hanno allora affermato, erroneamente, che l’ex primo ministro soffriva di una forma di "demenza" che gli avrebbe impedito di candidarsi all’Eliseo. Una voce smentita rapidamente dal suo entourage.
Questa prima operazione di disinformazione attribuita alla Russia nel quadro della campagna presidenziale del 2027 ha spinto le autorità francesi a lanciare un allarme sui rischi di destabilizzazione del voto.
All’estero, sospetti analoghi sono emersi in occasione di consultazioni in Romania, in Moldavia, in Germania e anche negli Stati Uniti.
Contattati da Euronews_, Raphaël Glucksmann e il suo staff non avevano ancora risposto alla nostra richiesta al momento della pubblicazione di questo articolo._