Gli Stati Uniti ospiteranno circa il 75% del Mondiale FIFA 2026: 78 delle 104 partite del torneo si giocheranno in 11 città ospitanti. Ma non a tutti i Paesi qualificati è stato garantito il visto d'ingresso
Il conto alla rovescia è quasi finito. Le città ospitanti di tutto il Nord America assicurano di essere pronte ad accogliere il mondo: giovedì scatterà il Mondiale FIFA più grande di sempre, con il Messico padrone di casa che affronterà il Sudafrica in una partita inaugurale che richiama il debutto del torneo del 2010 a Johannesburg.
Da Kansas City a Toronto, le autorità assicurano che i piani di sicurezza sono pronti, le reti di trasporto sono in fase di collaudo e le fan zone sono pronte ad accogliere centinaia di migliaia di visitatori.
A Kansas City, nel Missouri, la prima partita è in programma il 16 giugno, ma gli organizzatori lavorano da anni per preparare la città al torneo.
“Vogliamo mostrare al mondo che Kansas City è in piena ascesa. Che stiamo crescendo: non siamo più, come si dice, uno Stato da sorvolare, ma una destinazione verso cui volare”, spiega Mallory Cage, direttrice del FIFA Fan Festival and Events.
“Ma vogliamo anche che gli abitanti di Kansas City ne siano davvero orgogliosi. Speriamo che i cittadini del Kansas e quelli della regione siano entusiasti di ospitare l’evento, di mettersi in mostra e di essere fieri che tutto questo si svolga praticamente nel loro cortile di casa.”
Le città ospitanti hanno impiegato anni a prepararsi per un evento che dovrebbe attirare milioni di tifosi negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.
Per i visitatori ci sarà anche qualche nozione di geografia da imparare. Negli Stati Uniti esistono Kansas City, Missouri e Kansas City, Kansas, una distinzione che può confondere chi arriva per la prima volta. La maggior parte delle attività legate al Mondiale si svolgerà sul lato del Missouri del confine tra i due Stati.
Gli Stati Uniti ospiteranno circa il 75% del Mondiale FIFA 2026: 78 delle 104 partite in programma si giocheranno in 11 città ospitanti.
In Canada, Toronto ospiterà sei partite del Mondiale a partire da questo venerdì. Le autorità della città più grande del Paese assicurano di essere pronte ad accogliere il mondo e sottolineano la diversità della metropoli.
Sharon Bollenbach, direttrice esecutiva per il Mondiale della città di Toronto: “E soprattutto fate vostro questo momento nella storia della nostra città e del nostro Paese, e vivete pienamente tutto ciò che questa opportunità ha da offrire. Siamo pronti ad accogliere il mondo e non vediamo l’ora del calcio d’inizio.”
Le autorità di Toronto prevedono l’arrivo di circa 300mila visitatori per il Mondiale.
Ma oltre ai preparativi delle città ospitanti e agli stadi, l’attenzione ora si sposta anche sulle nazionali.
Lunedì la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha presieduto la cerimonia di consegna della bandiera alla nazionale, tre giorni prima che il Paese apra il Mondiale FIFA 2026 contro il Sudafrica.
Il Messico ospita sei nazionali, tra cui quella iraniana coinvolta in una guerra con gli Stati Uniti.
La squadra ha spostato il proprio ritiro a Tijuana, in Messico, mentre diversi dirigenti sono ancora in attesa del permesso di entrare negli Stati Uniti.
Secondo i media, ai giocatori iraniani sarà consentito entrare negli Stati Uniti, nella città della costa occidentale di Los Angeles, solo nei giorni di gara, per poi tornare immediatamente in Messico, una situazione che i dirigenti iraniani hanno criticato.
Perché all’arbitro somalo Artan è vietato l’ingresso negli Stati Uniti
Nel frattempo, mentre i preparativi finali entrano nella loro ultima fase, tifosi e addetti ai lavori devono fare i conti con alcuni ostacoli, tra cui prezzi esorbitanti dei biglietti e divieti di viaggio e restrizioni sui visti imposti dagli Stati Uniti.
Lunedì Omar Artan, che avrebbe dovuto essere il primo somalo ad arbitrare alle fasi finali di un Mondiale, è stato escluso dall’elenco degli ufficiali di gara dopo che gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti.
Artan, eletto miglior arbitro maschile del 2025 dalla Confederazione africana di calcio (CAF), era arrivato sabato all’aeroporto internazionale di Miami da Istanbul, prima che gli venisse rifiutato l’ingresso.
Il rifiuto del visto per entrare negli Stati Uniti si inserisce nella lista di divieti e restrizioni sui visti voluta dal presidente statunitense Donald Trump, che riguarda anche quattro Paesi presenti al Mondiale: Haiti, Iran, Senegal e Costa d’Avorio.
In un proprio comunicato, la FIFA ha fatto sapere di non essere coinvolta nelle procedure di immigrazione e di essere stata informata dalle autorità che lo status di Artan «non verrà modificato per il momento».
Artan, che era stato selezionato tra i 52 arbitri FIFA chiamati a dirigere il torneo, è l’unico a cui è stato negato l’ingresso. Un caso che solleverà molte perplessità alla luce delle recenti prese di posizione politiche e dei commenti denigratori del presidente Trump nei confronti dei somali.
Nonostante queste difficoltà, gli organizzatori assicurano di essere pronti. La FIFA va avanti con questo torneo storico, che per la prima volta si disputa contemporaneamente in tre Paesi.
E con l’attesa che cresce e il fischio d’inizio ormai a pochi giorni, l’attenzione del mondo sta per concentrarsi non solo sulle partite tra le 48 squadre in gara, ma sull’intero continente nordamericano.