Un nuovo sondaggio indica che il partito del premier armeno Nikol Pashinyan potrebbe ottenere una larga maggioranza parlamentare, mentre la Russia intensifica la sua campagna per contrastare il riallineamento filo-occidentale di Erevan, evocando uno scenario simile a quello ucraino
L’ultimo sondaggio in vista delle decisive elezioni armene del 7 giugno indica che il partito Contratto Civile del primo ministro Nikol Pashinyan potrebbe ottenere quasi il 65% degli elettori che hanno già scelto, lasciando prevedere una vittoria schiacciante e una solida maggioranza nel futuro parlamento.
Il sondaggio Breavis ha rilevato le intenzioni di voto tra il 5 e l’11 maggio su un campione di 1.551 persone. I risultati indicano che Contratto Civile avrebbe un ampio vantaggio su un’opposizione frammentata, parte della quale è apertamente sostenuta dalla Russia, e che nessun altro partito supererebbe il 12%.
Se il voto di domenica prossima confermerà queste proiezioni, gli armeni assegneranno a Pashinyan un mandato decisivo per consolidare il riallineamento strategico del Paese del Caucaso meridionale su un percorso filo-occidentale. Questo metterebbe Erevan su una rotta di collisione con il Cremlino e rafforzerebbe lo storico accordo di pace con l’Azerbaigian sul Karabakh, contribuendo ulteriormente alla stabilità e alla cooperazione regionali.
L’accordo è stato firmato lo scorso anno alla Casa Bianca insieme al presidente azero Ilham Aliyev, ponendo fine a decenni di conflitto tra i due Paesi.
Il sondaggio Breavis segnala anche una revisione della strategia nazionale di Erevan e un ulteriore spostamento verso l’Occidente, dopo decenni trascorsi nell’orbita post-sovietica di Mosca.
Mosca contro l'ingresso dell'Armenia nell'UE
Nelle ultime settimane Mosca ha aumentato costantemente la pressione su Erevan. Tra le misure figurano importanti divieti commerciali, la minaccia di sospendere il Paese dall’Unione economica eurasiatica (EAEU), un blocco guidato da Mosca che riunisce cinque ex repubbliche sovietiche in un mercato unico e una zona di libero scambio, e i paralleli tracciati dal presidente russo Vladimir Putin tra Armenia e Ucraina, pochi giorni dopo che il suo omologo statunitense, Donald Trump, aveva dato a Pashinyan il suo “pieno e totale sostegno”.
La pubblicazione del nuovo sondaggio coincide anche con il richiamo in patria, “per consultazioni”, dell’ambasciatore russo in Armenia, in risposta alla decisione di Erevan di accelerare il percorso verso l’ingresso nell’Unione Europea.
“L’ambasciatore della Federazione russa nella Repubblica di Armenia, S. P. Kopyrkin, è stato richiamato a Mosca per consultazioni in relazione ai passi compiuti dalla leadership armena verso un riavvicinamento all’Unione Europea”, ha dichiarato sabato il ministero degli Esteri russo in un comunicato.
Il giorno precedente il Cremlino aveva proseguito la sua offensiva di avvertimenti e misure economiche, annunciando l’introduzione di “restrizioni temporanee” sulle esportazioni armene di alcuni tipi di frutta e verdura. Una decisione che si aggiunge ai recenti divieti sull’acqua minerale, i vini e il brandy armeni, dopo la minaccia di interrompere le forniture agevolate di gas e petrolio, fondamentali per il Paese.
L’Armenia, Paese di circa 3 milioni di abitanti, l’anno scorso ha importato dalla Russia oltre l’80% del proprio fabbisogno di gas.
Sempre venerdì, i leader dell’EAEU hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui avvertono l’Armenia che i suoi piani di adesione all’UE comportano “gravi rischi” per la sicurezza economica di tutti i Paesi membri.
Nel corso del vertice ad Astana, i leader di Russia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan hanno invitato Erevan a organizzare al più presto un referendum nazionale sulla scelta dell’Armenia tra l’UE e il blocco guidato da Mosca.
Venerdì Putin ha inoltre ribadito il parallelo già tracciato tra Ucraina e Armenia, spiegando alla stampa riunita al vertice dell’EAEU ad Astana che “la crisi in Ucraina è iniziata a suo tempo con i tentativi di Kiev di aderire all’UE”.
Sebbene la dichiarazione dell’EAEU menzionasse solo il percorso filo-UE dell’Armenia, è arrivata appena un giorno dopo che Trump aveva dato a Pashinyan il suo “pieno e totale sostegno” per la rielezione, definendolo “un grande amico e leader” che sta rendendo l’Armenia “forte, prospera e molto sicura”.
Mosca ha messo in campo in Armenia una campagna di disinformazione intensa e capillare a sostegno dei candidati dell’opposizione filorussa, con azioni occulte volte a indebolire Pashinyan.
Citando funzionari dell’intelligence occidentale, Reuters ha riferito sabato che Mosca intende trasferire dalla Russia decine di migliaia di elettori armeni per influenzare il voto.