L'ONU ha riferito di informazioni credibili su violenze sessuali che sarebbero state commesse dalle forze di sicurezza israeliane contro palestinesi in carceri e altri centri di detenzione
Israele ha annunciato la sospensione di ogni contatto con il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, dopo l’inclusione dello Stato ebraico in una lista nera dell’ONU relativa alle presunte violenze sessuali nei conflitti armati.
L’annuncio è stato dato giovedì dall’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, che ha definito “oltraggiosa” la decisione attribuita all’ufficio del segretario generale.
“Abbiamo chiuso con questo segretario generale”, ha dichiarato Danon in un video pubblicato su X. “La decisione di inserire Israele in una lista nera e accusarci di usare la violenza sessuale come arma di guerra è una decisione oltraggiosa”.
Secondo il diplomatico israeliano, il segretario generale dell’ONU e il suo staff “continuano a diffondere menzogne contro Israele”, accusando l’organizzazione di aver messo sullo stesso piano Israele e Hamas.
Anche il ministero degli Esteri israeliano ha reagito duramente alla notizia, definendo la scelta delle Nazioni Unite “vergognosa e assurda”. Il portavoce Oren Marmorstein ha parlato di “ulteriore prova della vera natura dell’ONU”, accusando l’organizzazione internazionale di essere “politicizzata e corrotta”.
La missione israeliana presso l’ONU ha inoltre annunciato che non manterrà alcun contatto con l’ufficio del segretario generale finché António Guterres resterà in carica. Il mandato del capo delle Nazioni Unite terminerà il 31 dicembre.
Da parte sua, il portavoce di Guterres, Stéphane Dujarric, ha confermato che il segretario generale è a conoscenza delle dichiarazioni israeliane, ribadendo però che “la porta del segretario generale resta aperta”.
La tensione nasce dalla relazione annuale dell’ONU sulla violenza sessuale legata ai conflitti, documento che viene generalmente condiviso con gli Stati interessati prima della pubblicazione ufficiale. Già nell’agosto scorso il rapporto aveva ipotizzato la possibile inclusione di Israele tra le parti sospettate di violenze sessuali in contesti di guerra.
Nella stessa lista figura anche Hamas, accusato di violenze sessuali durante l’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele e di abusi nei confronti degli ostaggi.
Le Nazioni Unite hanno parlato di “informazioni credibili” riguardanti presunte violenze sessuali commesse da forze di sicurezza israeliane contro detenuti palestinesi in carceri e centri di detenzione. Secondo l’ONU, agli ispettori internazionali sarebbe stato negato l’accesso alle strutture.
Danon ha però respinto con forza le accuse: “Abbiamo invitato il rappresentante dell’ONU a venire in Israele per verificare queste accuse ridicole. Hanno scelto di non venire”.
I rapporti tra Israele e le Nazioni Unite sono precipitati dopo l’attacco di Hamas del 2023, che ha scatenato la guerra nella Striscia di Gaza. Negli ultimi mesi, il governo israeliano ha criticato ripetutamente António Guterres e altri funzionari ONU per le loro posizioni sugli attacchi israeliani a Gaza.
Nel 2024, Israele aveva già dichiarato Guterres “persona non grata”. Parallelamente, lo Stato ebraico ha accusato alcuni membri dell’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, l’UNRWA, di aver preso parte all’attacco del 7 ottobre.