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Mikel Merino supereroe: decide e regala Spagna-Francia (2-1)

Merino festeggia il gol che ci manda in semifinale.
Merino esulta per il gol che ci porta in semifinale. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Cristian Caraballo & Euronews
Pubblicato il
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I quarti, dominati quasi interamente dalla Spagna, non hanno impedito che alla fine il punteggio fosse più risicato di quanto La Roja avrebbe voluto. L’infortunio di Courtois ha rotto del tutto l’equilibrio della partita.

La partita era una di quelle che valgono mezzo Mondiale. Nell'arena del Colosseo statunitense, stavolta con il prato, si affrontavano una bestia come la Spagna e un gladiatore senza energie come il Belgio.

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La missione, però, non era semplice. Davanti c'erano nomi come Courtois, Lukaku o De Bruyne. Ma la Roja non si è intimidita e ha iniziato la partita dando battaglia, trascinata da Baena e Cubarsí.

Il pallino del gioco, come era prevedibile, seguiva il ritmo delle maglie rosse, con Porro attento a impedire che la dinamite di Doku si accendesse nell'attacco belga. Baena ha avuto la prima occasione con cui ha messo in soggezione il belga e il gioco, per gran parte del tempo, si è sviluppato nella metà campo del Belgio.

La fascia destra era la zona più pericolosa e quella in cui il Belgio sembrava più in difficoltà. De Cuyper vedeva Rodri e Yamal puntarlo con una certa facilità e, come era prevedibile, l'esterno del Barça ha provato a mettere in difficoltà la porta avversaria, ma il pallone è finito di poco alla destra di Courtois, che si è limitato a seguirne la traiettoria con lo sguardo.

Le finezze tecniche, come un colpo di tacco di Olmo o un tunnel di Yamal, facevano sì che la Roja si esaltasse a ogni pallone toccato dagli uomini in rosso. I "Diavoli rossi" hanno accolto la pausa di idratazione come un gladiatore che vede l'ultima bestia cadere stremata sul prato. Solo che questa bestia, gli undici di Luis de la Fuente, aveva sentito odore di sangue e non aveva alcuna intenzione di fermarsi prima di ottenerlo.

E, come recita il proverbio, tanto va la brocca alla fonte... che alla fine si rompe. Porro e Yamal hanno costruito l'azione sulla destra, nella famigerata zona belga, e hanno servito il pallone a Olmo. Il suo tiro è stato neutralizzato da Courtois, ma, come per miracolo, uno dei migliori portieri al mondo non è riuscito a bloccarlo e Fabián ha calciato con la forza di 27 uomini.

Yamal ha voluto verificare se i guanti di Courtois avessero ancora la presa incerta mostrata sul gol e il portiere ha vissuto un altro brivido che avrebbe potuto valere il 2-0. Rudi Garcia, che iniziava a rendersi conto del pericolo, ha cominciato a muovere la panchina per capire se fosse possibile mettere un freno a quella emorragia di proporzioni notevoli.

I duelli finivano costantemente a favore della Roja. Tanto che al 37º minuto una serie di passaggi quasi di prima ha fatto alzare una serie di "olé" sugli spalti. Peccato che l'azione non si sia conclusa con il pallone in rete, perché in caso contrario il concorso per la miglior giocata del Mondiale sarebbe stato già chiuso.

Doku era spettatore d'eccezione davanti ai tagli in profondità di Yamal. Il belga, dalla prima fila, ha visto l'esterno del Barça affrontarlo e alla fine il pallone ha toccato l'esterno della rete.

Ma, da buon gladiatore, il Belgio non aveva alcuna intenzione di arrendersi. De Ketelaere ha raccolto un cross e ha colpito di testa, battendo Simón. I "diavoli rossi" hanno rotto il digiuno dei 580 minuti in cui la Spagna era rimasta con la porta inviolata. Il cuore di migliaia di tifosi spagnoli è tornato a stringersi, mentre quello dei belgi scendeva a battiti più tranquilli.

La partita è arrivata all'intervallo leggermente offuscata. Nessuna delle due squadre riusciva a convincere, né a spaventare davvero la porta avversaria. Dal calcio si era passati a continui ribaltamenti di fronte, da una parte all'altra.

La ripresa è iniziata sulla stessa falsariga del primo tempo. Con la Spagna a gestire il pallone ma con il Belgio, stavolta, a tenere il passo della Roja con qualche calcio d'angolo, situazione su palla inattiva o movimento dell'attacco.

De la Fuente ha deciso allora di intervenire con i cambi. Pedri e Ferrán sono stati scelti per dare una scossa al campo. E, se è vero che le sostituzioni hanno portato freschezza, mancava ancora una marcia in più in attacco e soprattutto la finalizzazione.

Alla fine Garcia ha mosso anche la panchina belga. All'improvviso ha inserito tre giocatori, proprio prima che la porta di Simón tremasse di fronte all'attacco di Lukaku, uno dei tre uomini che abbiamo citato poco sopra.

La pausa di idratazione del secondo tempo, quella che serve anche per più pubblicità, ha permesso a Courtois di riprendersi da un colpo che lo aveva lasciato a terra. Il portiere belga ha lamentato un fastidio alla gamba destra che alla fine lo ha costretto in panchina, a favore del giovane Lammens.

La Spagna arrivava spesso in zona offensiva, ma non riusciva a concludere con pericolosità. La squadra aveva bisogno di gambe fresche che riuscissero almeno a chiudere le azioni costruite con tanta pazienza praticamente al limite dell'area.

Nico Williams è stato il prescelto e Oyarzábal il sostituito. La Roja insisteva forse troppo nel cercare continuamente Yamal, scelta comprensibile, ma che finiva per non mettere mai davvero alla prova i guanti di Lammens.

E ancora una volta la brocca tornava alla fonte... fino a rompersi di nuovo. La Spagna, con l'unico tiro avuto praticamente in tutto il secondo tempo grazie a Cubarsí, ha messo alla prova il portiere belga. Il tiro non è stato bloccato, quasi come quello di Courtois nel primo tempo, e ha permesso a Mikel Merino, lo stesso che ci ha qualificato contro il Portogallo, di spingere in rete il pallone vagante nell'area piccola.

Detto questo, la Spagna se la vedrà con la Francia martedì 14 luglio alle 21:00 a Dallas. E questo umile cronista sceglie di credere.

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