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Venezia minacciata dall’innalzamento del mare: la città sarà costretta a trasferirsi?

Piazza San Marco allagata a Venezia, venerdì 15 novembre 2019.
Piazza San Marco allagata a Venezia, venerdì 15 novembre 2019. Diritti d'autore  Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
Di Liam Gilliver
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Gli scienziati avvertono che nessuna misura di adattamento potrà salvare Venezia, minacciata dall’innalzamento del mare che rischia di inghiottirla.

Venezia potrebbe essere costretta, in futuro, a trasferirsi mentre gli scienziati si affannano per salvarla dalla minaccia crescente delle inondazioni.

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Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports (fonte in inglese), ha esaminato le strategie di adattamento esistenti e potenziali per la città italiana alla luce delle proiezioni sull’innalzamento del livello del mare contenute nel Sesto rapporto di valutazione dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.

Venezia, sito Patrimonio mondiale dell’UNESCO nella Laguna Veneta, ha registrato allagamenti sempre più frequenti negli ultimi 150 anni. La scorsa estate violenti temporali hanno attraversato la regione, mettendo in crisi i sistemi di drenaggio e trasformando le strade in fiumi in piena.

Nel 2019 una grave ondata di maltempo ha provocato due morti e centinaia di milioni di euro di danni, compresi quelli alla celebre Basilica di San Marco. Nel 2023 sono state presentate barriere di vetro e un piano di restauro da 3,3 milioni di euro per proteggere la chiesa millenaria, che resta però in balia delle maree.

Gli scienziati hanno ora delineato tre possibili strategie di adattamento per Venezia, avvertendo che intervenire rapidamente è «essenziale». L’autore dello studio afferma che Venezia rappresenta l’esempio delle sfide che molti litorali bassi dovranno affrontare nei prossimi secoli a causa dell’innalzamento del mare, dalle Maldive ai Paesi Bassi.

Venezia dovrà essere trasferita?

Gli autori prevedono che, oltre i 0,5 metri di innalzamento del livello del mare – soglia che potrebbe essere raggiunta entro il 2100 anche in uno scenario di basse emissioni – potrebbero rendersi necessarie delle dighe, per un costo stimato tra 500 milioni e 4,5 miliardi di euro.

Si tratta di argini artificiali, di solito costruiti con terra, sabbia o roccia, lungo le coste o i fiumi, che fungono da barriera contro le possibili inondazioni.

La chiusura della laguna con un «super argine», un terrapieno largo e rinforzato, potrebbe essere un’altra opzione oltre i 0,5 metri di innalzamento del mare e proteggere la città da un aumento del livello dell’acqua fino a 10 metri. Il costo iniziale di questa soluzione potrebbe però superare i 30 miliardi di euro.

Come ultima risorsa, lo studio ipotizza che oltre i 4,5 metri di innalzamento del livello del mare – livello previsto dopo il 2300 – potrebbe essere necessario trasferire la città, i suoi abitanti e i suoi monumenti storici, per un costo fino a 100 miliardi di euro.

Gli autori avvertono che la realizzazione di grandi opere come barriere permanenti può richiedere tra i 30 e i 50 anni. Per questo una pianificazione precoce è fondamentale.

«Nessuna strategia ottimale per Venezia»

«La nostra analisi mostra che non esiste una strategia ottimale per Venezia», afferma il professor Robert Nicholls del Tyndall Centre for Climate Change Research dell’Università dell’East Anglia.

«Qualsiasi approccio scelto dovrà conciliare molti fattori: il benessere e la sicurezza dei residenti, la prosperità economica, il futuro degli ecosistemi della laguna, la tutela del patrimonio e le tradizioni e la cultura della regione.»

Nicholls afferma che tutte le aree costiere basse e densamente popolate dovrebbero riconoscere la sfida posta dall’innalzamento del mare nel lungo periodo e «iniziare fin da ora a considerare le implicazioni dell’adattamento».

«Considerato l’elevato valore culturale di Venezia, questi costi sono chiaramente incompleti e nessuna misura di adattamento può mantenere nel lungo periodo la Venezia che vediamo oggi», aggiunge.

Perché il livello del mare sta salendo a Venezia?

Venezia è già a rischio durante le alte maree eccezionali a causa della sua posizione in una laguna costiera poco profonda.

Secondo i Royal Museums Greenwich, i venti stagionali di scirocco possono anche provocare mareggiate, spingendo l’acqua lungo il mar Adriatico dentro la laguna e verso la città. Quando maree alte e mareggiate si sommano, le inondazioni possono essere estreme.

Il riscaldamento globale sta inoltre accelerando l’innalzamento del livello del mare in tutto il mondo, per l’effetto combinato della fusione dei ghiacciai e della dilatazione termica dell’acqua marina man mano che si scalda.

A peggiorare la situazione, il suolo di Venezia sta sprofondando di circa 1 millimetro all’anno a causa di movimenti naturali del terreno. Il fenomeno è stato aggravato dalle attività umane, come il pompaggio di acqua dal sottosuolo della laguna, ora però vietato.

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