Il primo ministro Donald Tusk ha commentato le notizie secondo cui il ministro degli Esteri ungherese avrebbe passato informazioni riservate alla Russia: "Una vergogna, ma lo sospettavamo da tempo"
"Il ministro degli Esteri di Orbán ha confermato di aver sistematicamente informato Mosca su ciò che i leader europei dicevano a porte chiuse. Che vergogna", ha scritto martedì il primo ministro Donald Tusk su X, reagendo alle notizie secondo cui l'Ungheria avrebbe passato informazioni riservate alla Russia.
Tusk: "Lo sospettavamo da tempo"
Tusk ha precisato che la questione non lo ha sorpreso. Già il 22 marzo, prima ancora che le fughe di notizie fossero confermate, aveva avvertito che i collaboratori di Orbán avrebbero potuto informare Mosca sui dettagli delle riunioni del Consiglio dell'Unione europea.
"La notizia che i collaboratori di Orbán stiano informando Mosca sui dettagli delle riunioni del Consiglio dell'Ue non dovrebbe sorprendere nessuno. Lo sospettavamo da tempo. Questo è uno dei motivi per cui parlo solo quando è assolutamente necessario", ha scritto TUsk.
Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha confermato di essere in contatto regolare con l'omologo russo Sergey Lavrov durante le riunioni segrete dell'Ue.
In un'intervista martedì Tusk ha anche rivelato che la Lituania avrebbe già chiesto l'esclusione della delegazione ungherese dalla riunione della Nato del 2019, temendo che potesse passare informazioni classificate a Mosca. I dubbi sull'Ungheria provenivano da molte fonti e da tempo, secondo il premier polacco.
L'articolo del Washington Post
A innescare le discussioni sul tema è stato un articolo del Washington Post, secondo cui il ministro degli Esteri ungherese Szijjártó avrebbe trasmesso informazioni al suo omologo russo Sergey Lavrov durante le pause delle riunioni a Bruxelles.
Szijjártó ha inizialmente respinto le accuse, definendole "fake news", ma ha poi ammesso di essersi consultato con Paesi terzi - tra cui Russia, Stati Uniti, Turchia e Israele - prima o dopo le riunioni ministeriali, considerandolo "perfettamente naturale".
Il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, invece, ha confermato lunedì all'emittente nazionale che nella preparazione del vertice Nato del 2023 a Vilnius si è fatto attenzione a non includere i rappresentanti ungheresi nei colloqui su questioni delicate.
Vytautas Leskevicius, ambasciatore lituano presso la Nato dal 2015 al 2020, ha dichiarato in un'intervista a Reuters di non ricordare che sia stata richiesta l'esclusione dell'Ungheria, come sostiene Tusk.
Secondo quanto riportato da Reuters, Mosca non ha commentato la questione. Il primo ministro Orbán ha invece ordinato un'indagine, sostenendo che il suo ministro degli Esteri è stato intercettato.