La giustizia portoghese si è rifiutata di eseguire un mandato di arresto europeo, sostenendo che in Portogallo è già in corso un procedimento
La giustizia portoghese ha rifiutato di dare esecuzione a un mandato di arresto europeo che prevedeva la consegna alla Francia del cittadino francese Cédric Prizzon, sospettato di aver ucciso due donne.
L’informazione, diffusa inizialmente dalla stampa francese, è stata confermata dal Consiglio superiore della magistratura (Csm) all’agenzia portoghese Lusa: la Corte d’appello di Coimbra ha respinto l’estradizione di Prizzon perché in Portogallo è pendente un procedimento penale nei confronti della persona ricercata per i fatti che hanno motivato l’emissione del mandato di arresto europeo. L’estradizione è stata rifiutata anche perché il reato, in parte o nella sua totalità, sarebbe stato commesso in territorio nazionale.
Prizzon in custodia cautelare in Portogallo: sospettato di aver ucciso la compagna attuale e l'ex
Prizzon, 42 anni, si trova in custodia cautelare dalla fine di marzo nel carcere di Guarda. È indagato per l'omicidio dell’ex compagna e dell’attuale compagna, oltre che per due reati di profanazione di cadavere.
All’inizio di maggio si è saputo che la giustizia francese aveva emesso, a marzo, un mandato di arresto europeo nei suoi confronti.
Quando è stato arrestato, a marzo, durante un’operazione di controllo della Guarda nacional republicana (Gnr) sulla Strada Nazionale 102, a Mêda, nel distretto di Guarda, viaggiava con i due figli minorenni, che nel frattempo sono stati rimpatriati in Francia.
"A seguito dell’operazione, e nel corso delle successive diligências svolte dagli stessi militari, è stato possibile accertare che l’arrestato risultava segnalato come sospetto della commissione di gravi reati, in particolare sequestro e altri illeciti penali di elevata gravità, compreso il sospetto di omicidio. In questo contesto è stata immediatamente contattata la Polizia giudiziaria", ha reso noto la Gnr in un comunicato diffuso al momento dell’arresto.
I corpi delle due vittime, Audrey Cavaillé e Angela Cadillac, sono stati poi scoperti dalle autorità portoghesi, sepolti a circa 150 chilometri dal luogo in cui il sospetto era stato fermato dalla Gnr, nella Serra da Nogueira, a Bragança.
All’ex agente della gendarmerie nationale francese sono stati contestati inoltre un reato di sequestro di persona, uno di violenza domestica ai danni della figlia minorenne, uno di falsificazione di documenti e detenzione illegale di arma, oltre ai reati di omicidio qualificato e profanazione di cadavere.
L’avvocato della madre di una delle vittime, Audrey Cavaillé, si è espresso questa settimana sul mandato di arresto emesso dalle autorità francesi: citato dall’Afp, Fabien Arakélian ha sostenuto che Prizzon debba essere giudicato in Francia perché, sebbene i reati siano stati commessi in Portogallo, le vittime e l’autore dei fatti hanno nazionalità francese.