Un 26enne americano è stato condannato all’ergastolo a Londra per l’uccisione di una studentessa cinese conosciuta all’università. La sentenza dell’Old Bailey ricostruisce una relazione degenerata in violenza
Un tribunale londinese ha condannato all’ergastolo, con un periodo minimo di detenzione fissato in 16 anni, Joshua Michals, studente americano di 26 anni, riconosciuto colpevole dell’omicidio di Zhe Wang, studentessa cinese di 31 anni. La sentenza è stata pronunciata all’Old Bailey, la principale corte penale del Regno Unito.
Michals e Wang frequentavano entrambi un corso di master alla Goldsmiths, University of London. I due si erano conosciuti nel 2023 e avevano avviato una relazione descritta in aula come occasionale. Nel febbraio 2024 avevano avuto un rapporto sessuale, evento che – secondo quanto emerso durante il processo – avrebbe segnato l’inizio di una crescente tensione tra i due.
Le paure e il deterioramento del rapporto
Dopo quell’incontro, Wang si sarebbe agitata sempre di più a causa della comparsa di un’eruzione cutanea. La donna, definita in tribunale come particolarmente attenta all’igiene e alla salute, si era convinta di aver contratto una malattia sessualmente trasmissibile.
Per questo motivo aveva più volte chiesto a Michals di sottoporsi a test medici, richieste alle quali lui si era opposto. Nel motivare la sentenza, il giudice Richard Marks ha sottolineato come tale rifiuto abbia dimostrato, a suo avviso, una grave mancanza di empatia nei confronti della vittima.
L’incontro e l’omicidio
Il 20 marzo 2024 Michals si è recato nell’abitazione di Wang, sostenendo di volerla tranquillizzare. Secondo la ricostruzione accolta dalla corte, nei circa 50 minuti successivi la situazione è precipitata: la giovane è stata accoltellata e strangolata, fino a essere lasciata senza vita.
Il giudice ha parlato di una reazione violenta scaturita da rabbia e frustrazione, spiegando che l’imputato avrebbe perso completamente il controllo. Wang è stata colpita con due coltellate al volto e poi strangolata.
La versione della difesa respinta
Durante il processo, Michals ha affermato di aver agito per legittima difesa, sostenendo che la donna lo avrebbe minacciato per prima con un coltello. Tuttavia, il giudice ha dichiarato di non poter accettare questa versione dei fatti, ritenendola incompatibile con le prove raccolte.
Il ricordo della vittima
Zhe Wang studiava scrittura creativa ed è stata ricordata in aula come una persona gentile, positiva e dotata di grande talento letterario. La famiglia ha raccontato che una delle sue passioni più profonde erano le lingue straniere e che studiare all’estero, in particolare nel Regno Unito, rappresentava per lei la realizzazione di un sogno coltivato a lungo.
La sentenza chiude un caso che ha profondamente colpito l’opinione pubblica britannica, riportando l’attenzione sui rischi legati alla violenza nelle relazioni e sul contesto universitario internazionale.