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Ucraina, Usa accusano Mosca di escalation: allarme Onu per il missile Oreshnik vicino ai confini Nato

Il Consiglio di sicurezza si riunisce lunedì 5 gennaio 2026 presso la sede delle Nazioni Unite. (Foto AP/Frank Franklin II)
Il Consiglio di sicurezza si riunisce lunedì 5 gennaio 2026 presso la sede delle Nazioni Unite. (Foto AP/Frank Franklin II) Diritti d'autore  Frank Franklin II/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
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Di Jeremiah Fisayo-Bambi Agenzie: AP
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Gli Stati Uniti denunciano al Consiglio di Sicurezza Onu una pericolosa escalation russa in Ucraina dopo il lancio del missile Oreshnik. Tensioni con la Nato e negoziati di pace a rischio

Gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di una “pericolosa e inspiegabile escalation” della guerra in Ucraina, giunta ormai a quasi quattro anni, proprio mentre l’amministrazione del presidente Donald Trump sta cercando di rilanciare i negoziati per una soluzione diplomatica del conflitto.

L’accusa è stata formulata lunedì durante una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, convocata su richiesta dell’Ucraina dopo una nuova ondata di attacchi russi su vasta scala. Washington ha definito le recenti mosse di Mosca un fattore destabilizzante che rischia di ampliare ulteriormente il conflitto.

Il missile Oreshnik e l’allarme per la sicurezza della Nato

Intervenendo davanti al Consiglio di Sicurezza, la vice ambasciatrice statunitense presso l’Onu Tammy Bruce ha puntato l’attenzione sul lancio, avvenuto la scorsa settimana, di un missile balistico ipersonico Oreshnik a capacità nucleare, colpendo un’area vicina al confine ucraino con la Polonia, Paese membro della Nato.

Secondo Washington, l’utilizzo di un’arma di questo tipo rappresenta un segnale estremamente grave, non solo per l’Ucraina ma anche per la sicurezza euro-atlantica. Bruce ha inoltre deplorato “l’impressionante numero di vittime” causate dal conflitto e condannato l’intensificarsi degli attacchi russi contro infrastrutture energetiche e civili, già duramente colpite negli ultimi mesi.

Gli sforzi di pace e il rischio di un allargamento del conflitto

La rappresentante statunitense ha sottolineato come gli attacchi russi arrivino “in un momento di enorme potenziale”, facendo riferimento ai tentativi dell’amministrazione Trump di favorire un processo di pace. “Grazie all’impareggiabile impegno del presidente Trump per la pace nel mondo, entrambe le parti dovrebbero cercare di ridurre le tensioni”, ha dichiarato Bruce.

Secondo gli Stati Uniti, le azioni di Mosca rischiano invece di espandere e intensificare la guerra, compromettendo ogni spazio per una soluzione negoziata.

Il richiamo alla risoluzione Onu e l’appello a Mosca

Nel suo intervento, Bruce ha ricordato che quasi un anno fa la Russia aveva votato a favore di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva la fine del conflitto in Ucraina.

“Sarebbe auspicabile che la Russia facesse seguire i fatti alle parole”, ha affermato. “Nello spirito di quella risoluzione, Russia, Ucraina ed Europa devono impegnarsi seriamente per la pace e porre fine a questo incubo”.

L’attacco di giovedì e il messaggio agli alleati di Kiev

La riunione d’emergenza è stata convocata dopo il massiccio bombardamento russo di giovedì scorso, condotto con centinaia di droni e decine di missili, tra cui il nuovo Oreshnik, utilizzato per la seconda volta dall’inizio del conflitto.

Secondo osservatori occidentali, il lancio del missile ipersonico ha rappresentato un chiaro avvertimento agli alleati Nato dell’Ucraina, arrivato pochi giorni dopo che Kiev e i suoi partner avevano riferito di progressi significativi nel definire le future garanzie di sicurezza del Paese in caso di un accordo di pace guidato dagli Stati Uniti.

Tensioni tra Washington e Mosca e il caso della petroliera

L’escalation militare coincide anche con un raffreddamento delle relazioni tra Washington e Mosca, aggravato dalla recente decisione degli Stati Uniti di sequestrare una petroliera battente bandiera russa nell’Atlantico settentrionale.

Il ministero degli Esteri russo ha condannato il sequestro, sostenendo che l’azione “non può che portare a un’ulteriore escalation delle tensioni militari e politiche nella regione euro-atlantica” e a un abbassamento della soglia per l’uso della forza contro la navigazione civile.

Un edificio residenziale viene visto danneggiato dopo un attacco russo a Kiev, Ucraina, venerdì 9 gennaio 2026. (Foto AP/Efrem Lukatsky)
Un edificio residenziale viene visto danneggiato dopo un attacco russo a Kiev, Ucraina, venerdì 9 gennaio 2026. (Foto AP/Efrem Lukatsky) Efrem Lukatsky/Copyright 2026 The AP. All rights reserved

Mosca accusa Kiev: “Continueremo con i mezzi militari”

Nonostante mesi di contatti diplomatici con l’amministrazione Trump, la Russia non ha mostrato segnali pubblici di voler rinunciare alle proprie richieste massimaliste sull’Ucraina.

Intervenendo al Consiglio di Sicurezza, l’ambasciatore russo all’Onu Vassily Nebenzia ha attribuito la responsabilità dello stallo negoziale a Kiev. Finché il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “non accetterà condizioni realistiche per i negoziati”, ha dichiarato, “continueremo a risolvere il problema con mezzi militari”.

Nebenzia ha inoltre avvertito che “ogni attacco contro civili russi riceverà una risposta dura”, sostenendo che le condizioni per i negoziati peggiorano ogni giorno che passa.

La replica ucraina: “La Russia non è invincibile”

A replicare è stato l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite Andriy Melnyk, secondo il quale la Russia è oggi più vulnerabile che in qualsiasi altro momento dall’inizio dell’invasione su larga scala nel febbraio 2022.

Melnyk ha sottolineato il rallentamento dell’economia russa e il calo dei proventi energetici, accusando Mosca di voler proiettare un’immagine di forza artificiale. “La Russia vuole apparire invincibile davanti a questo Consiglio e alla comunità internazionale, ma è un’illusione”, ha affermato. “Quella forza è solo fumo e specchi, completamente scollegata dalla realtà”.

Sanzioni più dure e la condanna europea

Il nuovo scontro diplomatico arriva mentre il presidente Trump ha lasciato intendere di essere favorevole a un pacchetto di sanzioni particolarmente severe, pensato per colpire duramente l’economia russa.

Anche diversi leader europei hanno condannato l’attacco della scorsa settimana, definendo l’uso del missile Oreshnik “un’escalation inaccettabile”. Il bilancio dell’attacco è di quattro morti e 25 feriti.

Il precedente di Dnipro

Quella di giovedì è stata la seconda volta in cui la Russia ha utilizzato il missile balistico Oreshnik. La prima risale al novembre 2024, quando l’arma fu lanciata contro la città ucraina di Dnipro, nel centro del Paese, segnando un nuovo e preoccupante salto di qualità nel conflitto.

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