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Crosetto a Washington per mediare l'impegno dell'Italia sulle armi all'Ucraina

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e l'omologo americano, Pete Hegseth, si salutano durante una riunione Nato a Bruxelles (15 ottobre 2025)
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e l'omologo americano, Pete Hegseth, si salutano durante una riunione Nato a Bruxelles (15 ottobre 2025) Diritti d'autore  AP Photo/Omar Havana
Diritti d'autore AP Photo/Omar Havana
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il
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Il ministro della Difesa italiano è atteso dall'omologo Pete Hegseth venerdì negli Stati Uniti, che vogliono l'adesione al piano di acquisto europeo di armi made in Usa da trasferire a Kiev. La spesa divide la maggioranza, Crosetto dovrebbe proporre un accordo più ampio a Washington

Italia e Stati Uniti faranno un punto sulle rispettive posizioni sull'Ucraina e su Gaza in una visita venerdì a Washington del ministro della Difesa, Guido Crosetto, al segretario alla Guerra, Pete Hegseth.

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La visita dovrebbe avere al centro l'acquisto di armi statunitensi da parte dell'Italia per girarle a Kiev, secondo quanto stabilito dal programma Purl(Prioritised Ukraine Requirements List), ma questo obiettivo divide la maggioranza politica del governo di Giorgia Meloni.

"Più armi inviamo e più la guerra va avanti", ha ammonito ancora lunedì il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, contrario all'assistenza militare all'Ucraina, come d'altra parte il Movimento 5stelle all'opposizione che ha promesso di chiedere chiarimenti in Parlamento nelle prossime ore.

I malumori del terzo partito della maggioranza - dopo Fratelli d'Italia, di cui fanno parte il ministro Crosetto e la premier, e Forza Italia guidato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani - sono stati recepiti dagli Stati Uniti che vogliono che sia proprio l'Europa a pagare il conto della difesa dell'Ucraina e attendo dunque un'adesione formale dell'Italia al Purl.

La richiesta di aiuto ai Paesi Ue è stata rinnovata nelle scorse ore dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha suggerito loro di trasferire 25 batterie anti-missile Patriot e di aspettare che gli ordini a Washington vadano in porto per rimpiazzarle.

Il ruolo dell'Italia per l'Ucraina e le scarse risorse per la difesa

Il governo Meloni sta vivendo con difficoltà gli impegni militari richiesti dagli Stati Uniti, a partire dal contributo del Pil da destinare in difesa, passato dal 2 al 5 per cento come deciso lo scorso giugno al vertice Nato dell'Aia.

Le risorse infatti sono limitate, come dimostra il tira e molla sulla nuova finanziaria, e a gestire i cordoni della borsa è un altro esponente della Lega, il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che ha già dato voce alle difficoltà di maggiori uscite militari.

La missione di Crosetto negli Stati Uniti potrebbe essere dunque quella di garantire alla Casa Bianca la cooperazione dell'Italia in cambio di una minore pressione sulla casse statali.

Secondo media italiani, Roma potrebbe offrirsi per un ruolo di primo piano nell'addestramento delle nuove forze di sicurezza a **Gaza (**previste dal piano di tregua mediato dal presidente Usa, Donald Trump) e per le operazioni di stabilizzazione del Niger e del Sahel, oltre ad avviare in Italia una scuola per piloti di caccia F-35.

Proprio di Africa e Ucraina ha parlato il ministro della Difesa in un evento la settimana scorsa organizzato dal quotidiano La Verità.

"Il terreno di scontro di questo secolo sarà l'Africa, perché ha il 50 per cento delle terre coltivabili e dei materiali globali, oltre che il 60 per cento dell'acqua potabile", ha detto Crosetto.

Quanto alla guerra in Ucraina, ha ricordato che ogni giorno "muoiono tra 1.500 e 1.800 soldati tra i due schieramenti e la Russia recluta 35-40mila persone ogni mese", sottolineando come accanto a questa guerra tradizionale ce n'è una "cyber, della disinformazione, del furto di tecnologia, del tentativo di occupare pezzi di ricchezza su cui costruire il futuro".

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